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Madame de Sade.

Leggendo la biografia di Sade, Mishima rimase colpito da un episodio apparentemente inspiegabile: la moglie del "divino marchese", dopo aver dedicato tanti anni ed energie al tentativo di farlo uscire dal carcere, al momento della possibile riunione, anziché accorrere da lui, decide di rimanergli lontana facendo sapere al marito che non lo incontrerà mai più...

L’ipotetica risposta a questo interrogativo s’intreccia con sapiente e suggestiva sottigliezza in un testo tra i più rappresentativi della produzione teatrale di Mishima.

La bellezza fisica, per il grande scrittore giapponese, è indissolubilmente fusa con il valore morale, con la volontà e la forza d’incarnare nella propria esistenza ideali di vita elevati.

Ed il Sade di Mishima, limitato nell’uso del corpo dalla sua condizione di prigioniero, ha trasferito il mondo dei sensi e delle passioni su un piano squisitamente intellettuale lasciando sfiorire il suo corpo.

 

Pag. 101

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Edizione: Le fenici tascabili