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L'Obon Parte 1.

Un popolo, la sua cultura, è attraverso il folklore, le tradizioni che si può comprendere appieno. L'estate giapponese è disseminata di feste sacre che avvolgono questa Nazione da secoli, ma la più sacra di tutte si tiene in agosto: è l'Obon, la festa che celebra i defunti. Per capirla appieno dedicherò a questo tema diversi interventi, tutti collegati tra loro. Ecco il primo.

In questi mesi caldi ed afosi ci avviciniamo sempre più ad un periodo decisamente sacro per il popolo giapponese. Tutto il Giappone sembra essere in movimento mentre la gente si dirige verso la loro città natale per il festival dell’ Obon di metà Agosto. E non si tratta di piani di spostamento riservato solo ai vivi. L’Obon è la festa buddista che celebra lo spirito dei morti, una festa nella quale si crede che le anime dei nostri cari torni a visitare le case delle loro famiglie viventi, per festeggiare con loro una ricorrenza che è sacra anche negl’inferi.

In molte case giapponesi l’Obon comincia con l’illuminazione di alcune lanterne appese davanti alle porte per guidare gli spiriti verso casa. Si crede che gli spiriti visitino le case per parecchi giorni prima del ritorno agl’inferi. Anche quando il loro viaggio di ritorno comincia sono guidati dalle lanterne, ma questa volta i lumicini sono collocati in prossimità dei fiumi limitrofi.

I buddisti aiutano gli spiriti al passaggio dell’Obon preparando, in casa, degli altari speciali ponendo diverse varietà di offerte: cibi e bevande che erano gradite in vita e spesso collocano un piccolo cavallo od una mucca fatta di verdure, cetrioli o la melanzane.

L’usanza vuole che questo servirà da trasporto per gli spiriti tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Il rispetto del giorno dei morti è comune in molte culture. Anche se alcune di queste festività, come Halloween, hanno perso il loro significato originale, le loro radici sulle menzogne e le credenze sulla vita e la morte continuano ad influenzare i nostri modi di pensare odierni.