
- Allora - Issunboushi pensò - devo fare molta attenzione - e cercò di passare solo per strade tranquille e poco affollate.
Cammina, cammina capitò davanti ad un grande palazzo.
Sembrava la casa di qualche persona molto ricca e potente.
Issunboushi salì sulla scalinata e gridò:
- C’è nessuno in casa? -
Qualcuno s’avvicinò alla porta, ma poiché non vide anima viva se ne andò borbottando:
- Ho sentito gridare, eppure non c’è nessuno -
Issunboushi gridò di nuovo:
- Sono quaggiù, dil fianco alle scarpe! -
L’uomo lanciò un’occhiata verso il basso e vide Issunboushi che stava di fianco alle scarpe.
Egli non aveva mai visto una persona di così piccole dimensioni in tuta la sua vita.
Lo prese nel palmo della mano e lo osservò con meraviglia. Poi lo portò a farlo vedere anche alla principessa che era la padrona della casa.
Issunboushi sorprese tutti con il suo talento di cantante e ballerino perché era così minuto e grazioso.
La principessa lo trovò tanto simpatico che decise subito di tenerlo con sè in casa. Così Issunboushi rimase a servizio nella casa della principessa.
Lui era sempre al suo fianco.
Se la principessa leggeva un libro, Issunboushi le sfogliava le pagine, se la principessa studiava la scrittura degli ideogrammi, Issunboushi le preparava l’inchiostro.
Inoltre si allenava tutti i giorni nella scherma usando la sua spada, ovvero usando l’ago che gli aveva dato la sua mamma.
Issunboushi era sempre accanto alla principessa e l’accompagnava dappertutto.
Un giorno la principessa andò nel castello di Chiomizu ed al suo ritorno fu attaccata da un bandito che cercò di rapirla.
Fortunatamente con lei c’era Issunboushi che gridò il più forte possibile:
- Aspetta! Ci sono anch’io, Issunboushi! In guardia, furfante! -
Vedendo il piccolo Issunboushi il bandito si mise a ridere:
- Che cosa pensi di fare, piccino? -
Lo afferrò e ne fece un sol boccone.
Il piccolo Issunboushi era molto coraggioso ed, invece di spaventarsi, si mise a pungere lo stomaco del bandito, poi risalì nella gola senza smettere di dare colpi.
Il bandito urlò dal dolore:
- Ohi, ohi! Fa male! -
Issunboushi non smise di attaccare e finalmente uscì dal naso del bandito.
Spaventato, il bandito si dette alla fuga.
Intanto la principessa prese da terra quello che il bandito aveva lasciato prima di fuggire a gambe levate.
Era un amuleto. Allora disse ad Issunboushi:
- Sai che questo è un talismano che porta fortuna? Se tu desideri qualcosa e lo scuoti il tuo desiderio sarà appagato. Allora, qual è il tuo desiderio più grande? -
Il piccolo Issunboushi rispose:
- Vorrei diventare più alto -
La principessa scosse il talismano dicendo:
- Cresci, cresci! Che Issunboushi diventi più alto! -
Ed Issunboushi cominciò a crescere e subito la principessa si trovò davanti un bel ragazzo.
Poi tornarono assieme a casa.
L’imperatore rimase così stupefatto di Issunboushi che gli permise di sposare sua figlia. Issunboushi invitò i suoi genitori e tutti vissero assieme nella capitale.

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