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Accademici giapponesi a Prato

L’Unione Industriale Pratese ha ospitato alcuni prestigiosi accademici di università giapponesi, che conoscevano già Prato e che volevano comprendere le più recenti evoluzioni del distretto. Sono stati ospiti dell’associazione il professore di management Toshihiro Nishiguchi dell’Università Hitotsubashi di Tokyo (Istituto per la ricerca sull’Innovazione), la dottoressa (di origine cinese e prossima a tornare nel suo paese) Dan Xu della stessa università e la dottoressa Motoko Tsujita che insegna presso la Facoltà di management dell’università di Shizuoka Sangyo.

Il professor Nishiguchi ha fra i suoi interessi di studio le reti di imprese nei sistemi economici locali; ricopre anche incarichi di consulenza presso il Ministero dell’Economia, Commercio ed Industria del suo paese.

Il distretto di Prato è costante oggetto di interesse da parte di studiosi internazionali grazie alla sua intensa attività di risposta alla completa trasformazione dei parametri della competizione globale avvenuta negli ultimi anni. Oltre al cambiamento nella rete imprenditoriale, oggetto di particolare studio e attenzione sono stati anche i legami che intercorrono fra la nuova realtà produttiva cinese e tra la tradizionale attività italiana.

Dopo una prima giornata di studio sui numeri e dati oggettivi a supporto dell’analisi del mutamento in corso, il giorno successivo sono state visitate e studiate a fondo (grazie al completo supporto dei rispettivi proprietari) quattro diverse aziende rappresentanti ognuna una “parte” del distretto. Le aziende visitate sono state:
· la Manifattura Lane Pucci a Vernio, caso di azienda pratese verticale alla terza generazione di attività, che lavora e produce in conto proprio filato pettinato per maglieria
· la filatura di Spicciano, contoterzista per il “classico” filato cardato pratese
· la rifinizione Jersey Mode, caso particolare sul lato prodotto (la nobilitazione del tessuto a maglia) e sul lato investimenti (forte presenza di nuovi macchinari e completa informatizzazione on-line del rapporto cliente fornitore)
· infine un’azienda rappresentante della “nuova” realtà produttiva pratese che si sta affiancando alla tradizionale, cioè la Giupel, confezione di articoli in pelle i cui proprietari sono di origine cinese ed operano con personale misto italo-cinese e struttura parzialmente delocalizzata.

I tre professori, pur conoscendo il distretto già da quindici anni, hanno trovato di grande interesse le visite, riscontrando una intensa azione di adattamento delle modalità di produzione alle nuove necessità. Una infinita varietà di articoli, dove inventiva, personalizzazione (anche i macchinari aziendali sono in parte stati trasformati in pezzi unici) e creatività si esprimono in declinazioni produttive e logistiche che gli studiosi hanno definito “del tutto inimmaginabili” in contesti diversi. Il commento finale dei docenti, a sottolineare come per la loro cultura sia impensabile seguire un ritmo creatività – produttività - flessibilità così incessante, è stato: “Solo in Italia tutto questo è possibile!”.

Fonte: Pratovalley