
L’appartenenza religiosa non esclusiva, motivo per cui un giapponese può essere senza difficoltà buddista e scintoista.
La diversa concezione della contemplazione e dell’attività, che per un giapponese non sono così separate come possono esserlo per un occidentale.
La diversa idea dell’arte. Infine una diversa idea della verità: vero per l’occidentale è ciò che è svelato, mentre è così importante per il giapponese l’invisibile si pensi in pittura all’importanza della nebbia o della pioggia dietro le quali si coglie la presenza della montagna, o dei tessuti sotto i quali si amano i corpi.
11.50
Brossurato
Pag. 128
Ed. Mondadori

978








