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(In)giustizia ad orologeria

Siamo il paese che siamo e si vede anche da queste cose. Io ero allo stadio sabato sera, e dalla nostra postazione - un seggiolino nella tribuna est secondo anello - ho sentito durante tutta la partita al[...]

Siamo il paese che siamo e si vede anche da queste cose. Io ero allo stadio sabato sera, e dalla nostra postazione - un seggiolino nella tribuna est secondo anello - ho sentito durante tutta la partita al massimo due tre cori contro Balotelli. E come anche i sassi sanno, cantati solo dalle curve e per - al massimo - una trentina di secondi.

Niente a che vedere con i cori che avevano per oggetto Ibrahimovic, e che non erano meno razzistici. Così oggi mi sono abbastanza incavolato quando l’indignato ad orologeria, il presidente dell’Inter afferma, con una dose di faccia tosta industriale - ma del resto noi juventini ci siamo abituati - che avrebbe ritirato la squadra se fosse stato a Torino - per i cori a Balotelli.

Per prima cosa ho pensato: e per Ibrahimovic e Stankovic non si è indignato? In fondo sembrava fare una scala di razzismo: insultare i neri era peggio che insultare adducendo altre motivazioni razziali. Ma ovviamente quello che mi ha fatto arrabbiare di più è altro. In fondo lui è il presidente della squadra i cui tifosi avevano esibito lo striscione “Napoli fogna d’Italia”. Gli stessi che avevano fatto imbestialire Zoro in un Inter-Messina di qualche anno fa. Sempre loro, dopo la vittoria dell’ultimo scudetto pilotato hanno devastato l’asilo Fantasia in via Pezzani a Parma, a fianco dell’ingresso della curva ospiti, per “festeggiare”.

Non mi ricordo che lui si sia mai indignato per i suoi tifosi. Lo avesse fatto, avesse dimostrato inflessibilità contro i lanciatori di motorini, avrebbe avuto tutti i diritti di indignarsi. E invece niente.

Il finale della storia era scritto. Siamo in Italia, e ci accontentiamo di punire qualcuno, ogni tanto, a caso. Scriviamo norme severissime che nessuno rispetta, e poi basta che quattro giornali scrivano un articolo, due televisioni ne parlino, ed il caso è servito. Come è avvenuto per la Juve.

Giocheremo a porte chiuse la partita casalinga contro il Lecce, valida per la 15/a giornata di ritorno ed in programma il 3 maggio prossimo. E tutto continuerà come prima nell’indifferenza generale, perché hanno punito la Juve.

Non notate delle strane similitudini con Calciopoli? Quand’è che la dirigenza si accorgerà che ad essere sportivi in Italia si passa per stupidi?

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