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La voce del padrone, parla John Elkann

Giovane è giovane: 32 anni. Ma nel piglio con cui ha parlato della Juve non si direbbe. Nelle dichiarazioni che ha rilasciato durante l’assemblea di Exor, l’holding della famiglia Agnelli[...]

Giovane è giovane: 32 anni. Ma nel piglio con cui ha parlato della Juve non si direbbe. Nelle dichiarazioni che ha rilasciato durante l’assemblea di Exor, l’holding della famiglia Agnelli non ha fatto il catenaccio difensivo della dirigenza, e dando una speranza ai tanti tifosi delusi.

Dopo una precisazione, ovvia “la Juve è una società che possediamo da tanto tempo, tre anni fa abbiamo iniziato un progetto di calcio sostenibile, con dei risultati che possano dare soddisfazione ai tifosi compatibilmente ai vincoli economici e finanziari”, arriva una stoccata non da poco “come i tifosi vivo un’oggettiva delusione, la Juve deve dimostrare di più. I giocatori per vincere ci sono. Loro e il loro allenatore facciano vedere che sanno vincere”.

E ancora: “più che parlare, allenatore e giocatori, soprattutto quelli di maggiore spicco, devono riuscire a vincere nelle prossime partite”. A precisa domanda sul contratto di Ranieri, John Elkann risponde che “i bilanci si fanno a fine stagione, non è questo il momento di affrontare l’argomento”. Insomma non è il benservito, ma è altra cosa rispetto ai muretti alzati dalla dirigenza.

Sui cambiamenti del Consiglio d’amministrazione - in scadenza il 30 giugno - esclude rivoluzioni. Nessun coinvolgimento diretto della famiglia, ed escluso l’avvicendamento di Blanc: “l’attuale assetto ha tutte le possibilità per vincere e Blanc ha fatto un buon lavoro”. E a parte i mal di pancia non si può che essere d’accordo. In dieci anni e più la Triade non avevano ancora dato risposte precise sul canale dedicato e sullo stadio. Blanc ha risolto tutto in tre anni - con la B di mezzo.

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