Lo so, ci ha mandato in serie B, ma di calcio ne capisce più il suo mignolo che tutta la dirigenza attuale della Juve. E oggi ha scritto un articolo su “Libero” che riguarda la Juventus - gioco facile perché è come sparare sulla croce rossa.
La prima bomba riguarda la posizione nella top ten calcistica italiana: “La Juve, almeno in Italia, è la seconda squadra subito dopo l’Inter di Moratti, in un contesto calcistico generale molto peggiorato rispetto a qualche anno fa (2006). Sicuramente superiore al Milan di Berlusconi, dal quale si dovrà però difendere perché i dirigenti rossoneri sono di altra categoria”. Ovvio e difficile da smentire.
Seconda bomba, la campagna acquisti “molto celebrata, ma tutt’altro che ragionata. Marchionni e Zanetti sono andati a rinforzare la Fiorentina, per una briciola di pane. In cambio, per 25 milioni, è arrivato da Firenze Felipe Melo che non ha titoli per giocare in una squadra che deve vincere in Italia e all’estero”. Condivisibile al 99%. Per me Melo è forte, ma 25 milioni è una cifra completamente priva di senso. A me a volte Secco dà l’impressione del classico vaso di coccio tra vasi di ferro.
Terza bomba: alcuni nonsense del modulo: “se si utilizzano attaccanti fortissimi di testa (Amauri, Trezeguet, Iaquinta) e si eliminano poi le fasce, chi fornisce i palloni giusti che questi giocatori prediligono? Meno male che esiste ancora Camoranesi!”. Insomma i dirigenti non sanno fare il loro lavoro, e quindi non sanno “aiutare il proprio allenatore a sbagliare meno”.
Quarta bomba: le parole stantie di Blanc sugli scudetti, che secondo la dirigenza sarebbero ventinove. “debbo riandare al ragionamento di Mughini: come si concilia questo pensiero gentile e premuroso con l’immobilismo, e più, della società (leggi proprietà) durante il processo (…) che calpestò l’onore della storia juventina?”. Nulla da dire. Non si può che essere d’accordo.

Roberto Bosio








