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Juventus. Quei derby che una Signora non dimentica di Roberto Beccantini

I libri dedicati alla Juve

copertina libro juventus quei derby che una signora non dimentica Con questo intervento inizio a scrivere dei libri dedicati alla Juve. Con chi iniziare? Con il libro di Roberto Beccantini “Juventus. Quei derby che una Signora non dimentica”, perché è gobbo come me, ma riesce ad essere sempre un giornalista attento ai fatti. Una rarità per i giornalisti sportivi italiani: tutti o quasi parlano, o scrivono, come il capoultras di una squadra di calcio.

E poi di calcio ne capisce - non per niente è uno dei pochi giurati italiani del pallone d’oro -, e non si vede molto in televisione. Preferiscono scegliere chi non distingue un terzino da un centravanti ma sa urlare o dire sciocchezze a comando.

Diciamolo subito. Questo libro può essere apprezzato soprattutto da un pubblico non più giovanissimo - come me. Un pubblico di tifosi della Juve che hanno vissuto i derby in cui c’era da patire. Come quello in cui i granata ci fecero tre pappine nel giro di tre minuti. Altri tempi. L’ultimo derby in cui abbiamo patito è stato nel 2001, quando i cugini riuscirono a rimontare un triplo svantaggio. Da allora non sono più pervenuti - o quasi mai. E il derby è diventato poco più che una sfida con una squadra di media-bassa classifica…

Per i tifosi più giovani sarà come avvicinarsi ad un libro di storia, dove succedono cose lontane… E comunque anche per loro la lettura sarà facile, perché Beccantini dimostra di saper usare bene la penna. Vi faccio qualche esempio: “Rush. A Liverpool, lavorava di rasoio e di stiletto. Da noi, girava per il campo come un turista a Fiumicino”.

La Juve sta perdendo un derby due a zero e lui è a Tripoli. Per sapere com’è andata a finire, telefona al giornale per cui lavorava all’epoca e chiede, per dissimulare il suo interesse: “Scusa cos’ha fatto il Toro? Ha perso quattro a due. Finsi una scarica: prego? Ha perso quattro a due. Scusa, ma proprio non ti sento, vuoi ripetere? Ha perso quattro a due. Porta pazienza, c’è un rimbombo infame, chi ha perso quattro a due? Il Torino (a Milano lo chiamavano così). Capito, grazie. Ciao. Ciao”.

Da buon tifoso juventino - noi siamo sempre superiori perché ce lo possiamo permettere - non scrive solo dei derby fortunati. Dentro il racconto ci sono anche le partite perse, quelle in cui Zoff voleva tirare un cazzotto ad Agnolin, o il 3 a 3 del 2001 di cui vi parlavo prima…

Ma ovviamente in questo libro ci sono soprattutto le cose belle, come Michel Platini. Zoff di lui diceva che “quando prendevo un gol da Platini in nazionale o in allenamento non mi lamentavo né mi incavolavo mai. Sono gol che un portiere deve accettare. Perché? Non sono imparabili: sono perfetti”… O come Andrea Fortunato. “Uno dice: con quel cognome, ci lasciò a nemmeno 24 anni. Fortunato un accidenti. Leucemia”. Il destino gli lasciò comunque giocare due derby - e il primo è finito nel libro.

Chiudo con le note tecniche: il libro costa 7,90 euro - se si compra nelle librerie online anche meno - ed è stato pubblicato dalla Priuli & Verlucca.

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