Questo sito contribuisce alla audience di

Biografia

Da un piccolo paese della Norvegia alla grande Londra: ecco il percorso biografico-musicale di Kari Rueslåtten.

Kari Rueslåtten è nata il 3 ottobre 1972.

All’inizio degli anni 90 inizia a cantare in una band sconosciuta nella città Trondheim. Nel 1992 Kari e Finn Olav (chitarra) si incontrarono con Rune Hoemsnes (batteria), Geir Nilssen (chitarra) e Trond Engum (chitarra) appartenenti alla death metal band locale, i Nightfall. Con Jarle Dretvik (basso) fondarono i The 3rd and the Mortal. Già dal loro primo demo, si evidenziarono le loro grandi abilità, che combinano le influenze musicali dei diversi membri della band in un modo unico ed affascinante. La loro musica è un mix di suoni death e doom, con influenze folk e dark/gothic metal, generando così una magica atmosfera a metà strada tra la profonda malinconia e l’eccezionale bellezza. Fino al 1994 registrarono un EP (Sorrow) e un album (Tears of Sorrow), dopo che Jarle aveva lasciato la band per intraprendere una carriera solita ed era stato sostituito da Bernt Rundberget.

Nel 1994 Kari lasciò i The 3rd and the Mortal, ma rimase in stretto contatto e profonda amicizia con i ragazzi. I The 3rd and the Mortal hanno pubblicato altri 4 album senza Kari.

Nello stesso anno Kari incontrò S. Wongraven (chitarra/basso) con cui ha fondato la band Storm in onore del folclore e delle tradizioni norvegesi. Kari ha partecipato come vocalist in alcune parti del suo album Nordavind.

Nel 1995 Kari ha registrato alcune delle sue canzoni dando vita all’album solista Demo Recording- musica incantevole con un pizzico di folklore e magia. Nel 1997 pubblica il suo secondo album solista Spindelsinn. La musica di quest’album varia da sonorità molto soft e ballate, com’è nella tradizione di artisti quali Kati Bush e Tori Amos. Kari riferisce:” Ho pubblicato due album con la Sony-Norway, Spindelsinn nel 1997 e Mesmerized nel 1998. Nel 1997 sono stata nominata nella categoria miglior vocalist ai Norwegian Grammy Award, e nel 1998 sono stata nominata come miglior artista femminile dell’anno ai Norwegian Hit-Awards. In quel momento ho deciso di esigere più indipendenza. Stanca di spiegare ai programmatori musicali cosa significasse la mia musica e da cosa traesse origine, ho deciso di pensare a me stessa. Sono partita per Londra senza nulla, eccetto il mio piano elettrico. Ho creato il mio studio e mi sono messa a lavorare su Pilot, il mio nuovo album. Volevo creare un album che diventasse qualcosa di unico. Ho imposto delle regole molto ferree sugli arrangiamenti. Sempre incentrati sulla melodia, arrangiamenti minimalisti, bandito l’utilizzo di loop e basi. Ho cercato di creare un universo al tempo stesso melanconico ed etereo in cui le canzoni potessero vivere. Ho anche trovato ispirazione nella Natura norvegese e quindi per ultimare l’album ho deciso di ritornare a casa. Tra la mia famiglia ed i miei amici, ho trovato l’ atmosfera perfetta per ultimare Pilot”. In passato Kari ha affermato di aver tratto ispirazione da voci come Tori Amos ed Enya, ma con l’uscita di Pilot nel Maggio del 2002 ha perfezionato il suo stile. In un’epoca di massificazione della musica, Kari ha trovato il suo percorso. Senza dubbio un album per il 21esimo secolo, Pilot contiene 12 superbe originali tracce.

A due anni di distanza esce il suo quarto album solista “Other People’s Stories” che riscuote fin da subito grandi consensi dalla critica. Un album più intimistico, riflessivo e maturo, in cui Kari non cela niente delle sue grandi doti di artista e cantante.

Le categorie della guida

Ultimi interventi

Vedi tutti