Questo sito contribuisce alla audience di

Kenya : dove nasce il "mal d'Africa".

Da "Il Giornale" del 05/09/08, propongo una notizia riguardante la ripresa del turismo in Kenya e motivazioni attrative.

Simba . the lion
Uscito dalla crisi post elettorale - che tra la fine di dicembre 2007 e lo scorso gennaio ha causato incidenti etnici e politici, mai però nelle zone turistiche - il Kenya è ormai da mesi tornato alla normalità ed è una splendida destinazione tranquilla e sicura per i turisti.
Le motivazioni che hanno reso negli anni il Kenya una meta così richiesta sono davvero molteplici. Il clima innanzitutto: 28-30 gradi costanti tutto l’anno, sempre ventilati. Ideale quindi per una vacanza estiva ed invernale.

Un Paese facilmente accessibile grazie ai comodi charter, che dalle principali città italiane in meno di otto ore atterrano a Mombasa, avamposto per raggiungere paradisi tropicali come Funzi Keys, il piccolo arcipelago al confine con la Tanzania, ancora ignoto al turismo di massa; la variegata costa di Malindi e Watamu - tra mare, safari, immersioni, pesca d’altura, relax in spiaggia e mondanità - o la particolarissima isola di Lamu, vero gioiello di architettura e tradizioni arabe. Nell’immaginario collettivo il Kenya rappresenta anche la quint’essenza dell’Africa Vera, quella della grande fauna selvatica, delle sterminate mandrie di erbivori al pascolo nella savana, dei fenicotteri rosa sulle rive dei laghi, dei Masai, dei pastori nomadi con le loro mandrie, dei paesaggi sconfinati punteggiati da acacie ombrellifere e maestosi baobab.

E’ l’Africa degli scrittori, Maasai open marketispirati dal suo fascino primordiale, dei grandi libri fotografici, dei documentari naturalistici, dei film e della letteratura, da Mogambo di John Ford alle Nevi del Kilimangiaro di Ernest Hemingway, alla Mia Africa di Karen Blixen. Proprio qui sembra essere nato lo struggente Mal d’Africa. E anche la terra dove sono nati i safari, che in lingua swaili significa semplicemente viaggio: all’inizio del secolo scorso quelli cruenti dei nobili, dei ricchi e degli avventurieri occidentali armati di fucili, oggi quelli dei turisti di tutto il mondo armati di videocamera e macchina fotografica.

Alle bellezze naturali si aggiunge ora un’attrattiva in più: i prezzi, decisamente competitivi per rilanciare, dopo la crisi, il turismo italiano, che con 84.262 arrivi nel 2007 e una crescita del 3 per cento rispetto al 2006, rappresenta il terzo mercato internazionale per il Kenya, dopo Regno Unito con 206.644 arrivi e Stati Uniti con 101.8466

Ultimi interventi

Vedi tutti