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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>Ambiente e pace una sola rivoluzione</title>
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	<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 19:00:27 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Ilaria Gullà</dc:creator>
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    <category>notizie-dal-mondo</category><category>ambiente e pace una sola rivoluzione</category><category>carla ravaioli</category><category>edizioni punto rosso</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/la_donna_nella_letteratura/ambiente.jpg" class="left" border="0" width="258" height="360" alt="" />Introduciamo il libro &#8220;Ambiente e pace una sola rivoluzione&#8221; di Carla Ravaioli, edito da Punto Rosso edizioni.<br />
Riporto fedelmente dal sito delle edizioni Punto Rosso.<br />
Ricchezza destinata a pochi. Ricchezza prodotta al costo di sempre più duro abuso del lavoro e sempre più pesante devastazione della natura.<br />
Ricchezza che continua ad aumentare, ma non abbastanza da impedire una crisi finanziaria da molti paragonata al ’29.<br />
 Bisogna crescere di più, insistono i responsabili del nostro futuro. E (non si dice ma si pensa) se non si cresce quanto occorre, una nuova guerra potrà riattivare la produzione d’armi e far ripartire la macchina dell’economia globale.<br />
Da qualche tempo però non tutti sembrano più così convinti dell’indiscussa bontà di questo andazzo.<br />
Più d’uno perfino osa parlare di contenimento del Pil. Anche se nessuno dice come. L’autrice tenta una proposta shock: il disarmo unilaterale dell’Unione Europea. Per cominciare.</p>
<p>Carla Ravaioli ha pubblicato numerosi libri dedicati ai problemi del mutamento culturale e sociale, tra cui in particolare la realtà femminile e la crisi ecologica. Ricordiamo: La donna contro se stessa (1969), Maschio per obbligo (1973), La “questione femminile” - Intervista col Pci (1976), Il quanto e il quale (1982), Tempo da vendere, tempo da usare (1986), Il pianeta degli economisti (1992), La crescita fredda (1995), Processo alla crescita – Dialogo con B.Trentin (2000), Un mondo diverso è necessario (2002).</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090320190027"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090320190027?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090320190027" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20090320190027&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fla_donna_nella_letteratura%2Finterventi%2F2009%2F03%2Fambiente-e-pace-una-sola-rivoluzione"/></p>
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	<description>Introduciamo il libro &amp;#8220;Ambiente e pace una sola rivoluzione&amp;#8221; di Carla Ravaioli, edito da Punto Rosso edizioni.
Riporto fedelmente dal sito delle edizioni Punto Rosso.
Ricchezza[...]</description>
	
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	<title>Rom, un popolo</title>
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	<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 18:30:46 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Ilaria Gullà</dc:creator>
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    <category>notizie-dal-mondo</category><category>edizioni punto rosso</category><category>rom un popolo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/la_donna_nella_letteratura/CopertinaRom.jpg" class="left" border="0" width="252" height="360" alt="" />Parliamo del libro &#8220;Rom, un popolo&#8221;, di autori vari, edito da Punto Rosso.<br />
Riporto fedelmente dal sito consorzio equi libri.<br />
Per l’italiano medio, &#8220;normale&#8221;, anche se democratico e di sinistra, la parola &#8220;zingaro&#8221;, la vista nel proprio quartiere di una famiglia di zingari (la roulotte, i moltissimi bambini, le donne con le gonne lunghe) provocano inquietudine, diffidenza, qualche ribrezzo.<br />
Nessun’altra minoranza etnica suscita un così forte e totale sentimento di &#8220;sgradevolezza&#8221;, nessuna è altrettanto misconosciuta, ignorata.<br />
 Noi, i &#8220;gagé&#8221; - i non zingari - non sappiamo niente di queste comunità, di questo piccolo popolo che vive tra di noi da più di cinque secoli. Ma crediamo di sapere.<br />
 Al posto della conoscenza mettiamo un mito e crediamo che il mito sia conoscenza.<br />
&#8220;Sono molti, moltissimi - pensano i &#8220;gagé&#8221; - dilagano, ci invadono; sono vagabondi senza arte né parte, nomadi disordinati; sono pigri e ladri; maltrattano e sfruttano i loro bambini; non sono una realtà etnica, sono una realtà malavitosa; sono infidi, violenti, pericolosi; sono - come recitava il titolo di un vecchio film sui borgatari romani - &#8220;sporchi, brutti e cattivi&#8221;.<br />
Nel nostro immaginario collettivo questo mito negativo convive, a sprazzi - complice un po’ di mediocre cinema e mediocrissima letteratura e tanti ambigui nostri desideri - con un mito diverso, opposto, che esprime fascinazione: &#8220;Sono liberi, ’figli del vento’; sono musicisti straordinari; le loro donne sono voluttuose e i loro uomini fieramente virili; non si piegano alle false lusinghe della civiltà e del progresso; loro sì, che sono felici!&#8221; La diversità basta non vederla com’è, basta esorcizzarla nei sogni delle nostre nevrosi, delle nostre paure, dei nostri ambigui desideri. </p>
<p>a cura di Erica Rodari Indice Introduzione. Parte prima Rom significa uomo. Vicende storiche Chi sono i rom di Carlo Cuomo La storia non è mai stata generosa con rom e sinti, Dossier Cipsi 2006 Eugenetica in Europa tra le due guerre e oltre. Caccia agli zingari in Svizzera di Laurence Jourdan Parte seconda. Deboli con i forti, forti con i deboli. Quale sicurezza vogliamo? La marginalità va punita di Graziella Mascia La situazione dei rom è precipitata di Maurizio Pagani e Giorgio Bezzecchi Costruire insicurezza per costruire consenso di Vittorio Agnoletto Antiziganismo nell’Europa allargata di Eva Rizzin La politica della paura di Luciano Muhlbauer L’alibi dell’emergenza di Basilio Rizzo Milano, la sinistra e la sicurezza di Antonello Patta Solidarietà sociale e welfare municipale di Amura, Armelloni, Bontempelli, De Palma, Fantozzi, Gonnella, Piobbichi, Torricelli Parte terza. Cosa sta succedendo Il triangolo nero (Manifesto di scrittori, artisti, intellettuali) Ci scordiamo di avere a che fare con altri esseri umani di Fabrizio Rondolino Emergenza criminalità o emergenza diritti umani? Facciamo parlare le cifre di Randolf Ash Milano Italia. Rom e politiche sociali tra insicurezza e intolleranza Riconoscere la lingua romanes, una proposta di legge In Italia sempre più episodi di intolleranza. Sindaci che calpestano i diritti Richiamo al commissario Frattini, Parlamento europeo Dichiarazioni contrarie allo spirito e alla lettera, Parlamento europeo Parte quarta. Il punto nell’Unione Europea Il popolo che nessuno vuole. Rom e nomadi nell’Unione Europea Appello europeo contro la discriminazione dei rom Relazione di alcune organizzazioni per i diritti umani in riferimento alla discriminazione dei rom in Italia Fare di più contro la discriminazione razziale Diritto di libera circolazione e soggiorno La carta dei diritti inclusa nel trattato costituzionale europeo Dosta! Una campagna dell’Unione Europea contro i pregiudizi nei confronti del popolo rom Parte quinta. Inadempienze dell’Italia Appendice. Legislazione. Dichiarazione universale dei diritti umani, Convenzione internazionale del 1965 contro la discriminazione razziale, Direttiva 2000/43 che attua il principio della parità di trattamento, Direttiva 2004/38 sui criteri di allontanamento dei cittadini dell’Unione Europea (alcuni articoli), Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, Situazione delle donne rom nell’Unione Europea Risoluzione del Parlamento europeo (2006) </p>
 
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	<description>Parliamo del libro &amp;#8220;Rom, un popolo&amp;#8221;, di autori vari, edito da Punto Rosso.
Riporto fedelmente dal sito consorzio equi libri.
Per l’italiano medio, &amp;#8220;normale&amp;#8221;,[...]</description>
	
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	<title>Africa qui</title>
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	<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 17:30:08 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Ilaria Gullà</dc:creator>
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    <category>donne-del-sud</category><category>africa qui</category><category>ediarco</category><category>stefania ragusa</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/la_donna_nella_letteratura/RagusaCoverFronte.jpg" class="left" border="0" width="240" height="360" alt="" />Parliamo del libro &#8220;Africa qui&#8221; di Stefania Ragusa, edito da ediarco.<br />
Riporto fedelmente dal sito del consorzio equi libri.<br />
Per molti anni non c&#8217;erano e quando ne compariva uno tutti lo notavano: erano vestiti in modo strano, avevano delle cose a tracolla su cui erano esposti orologi, catenine, accendini e altre amenità.<br />
 Avevano la carnagione olivastra del Nord Africa e così tutti incominciarono a chiamarli &#8220;marocchini&#8221;.<br />
 Poi arrivarono quelli più neri, dall&#8217;Africa vera. Abbordavano l&#8217;italiano nei parcheggi dei supermercati, &#8220;vu&#8217; cumprà&#8221; era il modo in cui ci chiedevano di comprare e diventò il nostro modo per chiamarli.<br />
Passò qualche tempo prima della nascita del termine &#8220;extracomunitario&#8221;, parolaccia ruvida che dovrebbe riguardare tutti quelli che provengono da terre diverse da quelle incluse nella Comunità Europea.<br />
 Peccato che i romeni ne fanno parte ma per tutti sono ancora extracomunitari e che gli svizzeri o gli statunitensi non ne fanno parte ma nessuno li considererebbe mai extracomunitari.<br />
La deriva linguistica del presente arriva infine a un&#8217;ultima meta: clandestino. questo libro racconta le storie di tredici marocchini, o vu&#8217; cumprà, o extracomunitari o clandestini.<br />
Tanto non fa differenza: sono sempre l&#8217;elemento di fondo che alimenta il cosiddetto &#8220;problema sicurezza&#8221;. Peccato che i tredici immigrati - noi preferiamo considerarli così - dentro e fuori le cui vite questo libro prova a passare, sono la dimostrazione che è possibile lasciare l&#8217;Africa per costruire una strada di successi, di rispettabilità, di sudore forse, ma anche di soddisfazioni.<br />
Le fatiche che attraversano sono infinitamente maggiori a quelle del ragazzo medio italiano.<br />
Ma loro affrontano le proprie burrasche con tenacia e serenità dimostrando che essere poeta, ballerino, medico, dee jay o filantropo è possibile ma non semplice.<br />
 E suggerendo che loro sono solo un frammento infinitesimale di un universo composto da immigrati che sono in Italia, che vivono con noi, che lavorano con noi, che faticano come noi, che pagano le nostre stesse tasse ma che per qualche motivo noi preferiamo non notare mai.</p>
 
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	<description>Parliamo del libro &amp;#8220;Africa qui&amp;#8221; di Stefania Ragusa, edito da ediarco.
Riporto fedelmente dal sito del consorzio equi libri.
Per molti anni non c&amp;#8217;erano e quando ne compariva[...]</description>
	
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	<title>Dentro la nostra vita</title>
	<link>http://guide.supereva.it/la_donna_nella_letteratura/interventi/2009/03/dentro-la-nostra-vita</link>
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	<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 19:00:36 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Ilaria Gullà</dc:creator>
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    <category>donne-nel-mondo-occidentale</category><category>edizioni terraferma</category><category>luisa massimo</category><category>tutta sola</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/la_donna_nella_letteratura/221_Massimo_low.jpg" class="left" border="0" width="244" height="360" alt="" />Il libro &#8220;Dentro la nostra vita&#8221; di Luisa Massimo, edito da Terraferma.<br />
Riporto fedelmente dal sito della casa editrice.<br />
Un giorno del 1942. Una giovinetta di quattordici anni sulle alture di Lavagna, guardando il mare e la costa verso Portofino, fa un patto con se stessa.<br />
Se fosse sopravvissuta alla guerra, avrebbe studiato medicina, sarebbe diventata un bravo medico e si sarebbe votata alla ricerca.<br />
Pur di raggiungere l’obiettivo promette a se stessa di restare sola.<br />
Più di sessant’anni dopo, lo sguardo è volto all’indietro, a scrutare lo specchio della vita che ha macinato il tempo e portato via giorni, speranze, fatiche, affetti.<br />
Luisa Massimo, genovese, pediatra emato-oncologa del “Gaslini”, nota a livello internazionale, sente addosso il mai interrotto legame con l’antica promessa che ha orientato le scelte e le esperienze della sua esistenza.<br />
Vergate in poche settimane tra gennaio-marzo 2007 nella sua casa appollaiata sulla costa di Varazze, le intense pagine del libro, oltre che la storia di una vita ricca di eventi e di spostamenti, sono anche il rendiconto in prima persona di quasi quarant’anni di vita attiva nell’oncologia e per l’oncologia pediatrica, vista dal di dentro del mondo medico, con le recenti fondamentali svolte della disciplina anche in chiave organizzativa.</p>
 
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	<description>Il libro &amp;#8220;Dentro la nostra vita&amp;#8221; di Luisa Massimo, edito da Terraferma.
Riporto fedelmente dal sito della casa editrice.
Un giorno del 1942. Una giovinetta di quattordici anni sulle[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Tutta sola</title>
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	<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 18:30:50 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Ilaria Gullà</dc:creator>
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    <category>donne-nel-mondo-occidentale</category><category>edizioni terraferma</category><category>tutta sola</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/la_donna_nella_letteratura/Tuttasola_cover.jpg" class="left" border="0" width="360" height="360" alt="" /><br clear="both" />Il libro è &#8220;Tutta sola&#8221; di Tiziana D&#8217;Andrea, edito da Terraferma.<br />
Riporto fedelmente dal sito della casa editrice.<br />
La protagonista delle storie di Tutta sola è una trentenne, moglie e madre, che a un certo punto si ritrova a ricominciare vita, rimettendo in discussione tutti i suoi equilibri e le sue sicurezze: tra scene esilaranti e momenti toccanti ci trasporta in una serie di avventure in cui qualsiasi donna potrà riconoscere un pezzettino della sua esperienza.<br />
Sullo sfondo un ritratto ironico e pungente di una certa provincia trevigiana (mai esplicitamente citata), che i lettori “locali” non potranno fare a meno di riconoscere e apprezzare, grazie all’acutezza di spirito e all’umorismo della narrazione, sostenuta da un brillante e disarmante lessico familiare.<br />
Un libro pieno di entusiasmo e di amore per la vita, costruito sulla sincerità dei sentimenti e delle<br />
emozioni, con un finale a sorpresa all’insegna della conquista dell’autonomia. </p>
<p>Tiziana D’Andrea, trevigiana di nascita, è al suo primo libro. Chi volesse scriverle può farlo a questo indirizzo: tuttasola.ti@libero.it</p>
 
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	<description>Il libro è &amp;#8220;Tutta sola&amp;#8221; di Tiziana D&amp;#8217;Andrea, edito da Terraferma.
Riporto fedelmente dal sito della casa editrice.
La protagonista delle storie di Tutta sola è una[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Tutto su mi* figli*</title>
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	<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 18:00:52 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Ilaria Gullà</dc:creator>
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    <category>donne-nel-mondo-occidentale</category><category>buci sopelsa</category><category>edizioni terraferma</category><category>tutto su mi* figli*</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/la_donna_nella_letteratura/Tutto_mi_figli.jpg" class="left" border="0" width="360" height="360" alt="" /><br clear="both" />Il libro di cui desidero parlare è &#8220;Tutto su mi* figli*&#8221; di Buci Sopelsa, edito da Terraferma.<br />
Riporto fedelemente dal sito della casa editrice.<br />
 Una storia vera, in un racconto così lieve e divertito da sembrare finto, in un diario così preciso e allarmato da non sembrare falso; un viaggio alla scoperta di un figlio quarantenne, separato, innamorato, con un segreto; una rivelazione che arriva da New York, una curiosa vigilia di Natale in una ancor più curiosa famiglia, le conversazioni on line con quanti pensano che due generi (maschile e femminile) siano effettivamente pochi; un’esplorazione di sé e di tre o quattro mondi paralleli, tra rose telematiche, pizze transgender, piccoli drammi, mutilazioni progettate, sorrisi, non reazioni.<br />
Infine, come nelle migliori tradizioni, i più classici &#8220;lieti fine&#8221;: un anello, un matrimonio, un bambino.<br />
Ma non in quest’ordine.<br />
Buci Sopelsa, veneziana, pittrice, designer, stilista, racconta con sincerità disarmante la storia di un rapporto, quello con suo figlio Aug, uomo bello, atletico, con un lavoro appagante e un comune infortunio matrimoniale, che dà vita a un alter ego femminile.<br />
Due personaggi a tutto tondo, simpatici, intriganti, con un problema che interessa tutti: che cos’è una persona? </p>
 
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	<description>Il libro di cui desidero parlare è &amp;#8220;Tutto su mi* figli*&amp;#8221; di Buci Sopelsa, edito da Terraferma.
Riporto fedelemente dal sito della casa editrice.
 Una storia vera, in un racconto[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>8 marzo 2009</title>
	<link>http://guide.supereva.it/la_donna_nella_letteratura/interventi/2009/03/8-marzo-2009</link>
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	<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 23:00:48 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Ilaria Gullà</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/la_donna_nella_letteratura/interventi/2009/03/8-marzo-2009#comments</comments>
    <category>donne-nel-mondo-occidentale</category><category>festa della donna</category><category>nicoletta crocella</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/la_donna_nella_letteratura/donne.jpg" class="left" border="0" width="360" height="360" alt="" /><br clear="both" />Tanti auguri!<br />
Ecco un altro regalo di Nicoletta Crocella.<br />
Ancora una volta, ancora un anno, 101 anni di otto marzo, e non siamo disposte a rinunciare a questa scadenza o a delegarla  alle celebrazioni ufficiali che la uccidono avvolta in un fascio di mimose e di inutili parole. Sarebbe bello se per una volta i vari signori della politica facessero un passo indietro, ed invece di farci gli auguri,( auguri di che?) lasciassero spazio alla parola delle donne, e cominciassero, da questa data, ma per continuare, a lavorare sul rispetto delle persone donne e sulla crescita di relazioni sane e felici. Chiedo troppo ovviamente, mentre esalano i fumi del patriarcato in crisi, forse morente, oscurando la vista ed avvelenando l&#8217;aria. Mentre si continua con tranquilla determinazione a sollevare chiacchiere e polverone sull&#8217; ultimo stupro sbatutto in prima pagina, senza attenzione ne amore per la ragazzina che lo  ha subito, e si tace o si  volge altrove lo sguardo dalla quotidiana violenza che si consuma nel segreto delle case, di cui gli autori sono a volte quasi inconsapevoli, convinti come sono che “si fa così”. E d&#8217;altra parte si riacciano in un angolo si nascondono alla vista ( o ci si prova) le ragazzine prostituite per strada, le donne che dai loro paesi vengono qui a macerare la loro vita in catene di rapporti a pagamento, schiave, vendute da uomini e comprate a ore da altri&#8230; A me viene in mente uno slogan di tanti anni fa, quando cominciammo a svelare il gioco: “ne puttane ne madonne, solo donne!” Rifiutavamo allora e per quanto mi riguarda continuo a respingere, la dicotomia tra donne per bene, quelle da sposare, da rinchiudere in casa, angeli del focolare, fonte di cura, le Mamme (“la mamma è un albero grande che tutti i suoi frutti ti da” queato recitava una poesia che studiai alle elementari tanti anni fa) e le altre, le donne di strada, quelle da usare, prendere e lasciare, vendere e comprare, disprezzare anche, mentre se ne gode&#8230;.  Ora una ministra, che è arrivata a quel posto nel modo tradizionale di far carriera per le donne, pretende di ripristinare la dicotomia, la pubblica vergogna per le une, distinguendole a forza dalle altre, quelle che avendo imparato il turcco usano il loro corpo, la bellezza, per ottenere successo e fama, e magari, come consiglia il nostro amato premier, sposare un miliardario e por fine quindi ai problemi che  con la precarietà e l&#8217;insicurezza del lavoro sono un assillo per  la vita di tante di noi. È ancora più difficle per le ragazze oggi lavorare su di sé, investire su di sé, riconoscendosi diritti e capacità, usare l&#8217;intelligenza e non solo il corpo, e trovare la propria misura, il proprio modo di restare al mondo. E allora oggi otto marzo a loro voglio mandare il mio amore, alle ragazze che cercano la loro via, che leggono, studiano pensano, che hanno paura e faticano ad orientarsi, ma cercano con determinazione il proprio modo di essere. Alle donne, che affrontano ogni giorno la vita, che amano, si amano, non danno nulla per scontato, accettano piccoli compromessi per momenti sereni e si ribellano per dignità e senso di sé. A tutte quelle che hanno un sogno, e lo vedono ricoperto da bollette in scadenza, soldi per la spesa, bimbi da curare, persone da accudire, ma non rinunciano del tutto al loro sogno, cercano spazi, momenti, amore e pensiero, vita ed azione. A tutte le donne, quelle che conoscono sul proprio corpo, sul proprio essere, l&#8217;impatto distruttivo della violenza, quelle che la temono,e quelle che si sono messe insieme, e la violenza affrontano insieme, cercando di cambiare le relazioni, la cultura, di mantenere la vita aprendo spazi, cercando momenti di gioia. Penso alle donne di Gaza, il coraggio di proseguire, penso alle donne afgane, ancora nascoste dietro il burka, ma determinate, penso alle donne africane, la forza della vita in un mondo sconvolto, e penso a noi, a tutte le donne che ogni giorno, con impegno, determinazione stanchezza e forza, cerchiamo di costruire un mondo più umano, superando barriere e luoghi comuni, rifiutando le protezioni ambigue e pericolose di ronde e guardiani. Proviamo persino a giocare, a ridere, ad avere momenti felici, e cerchiamo di guardare all&#8217;altro, all&#8217;essere umano di genere maschile con cui condividiamo il cammino su questa terra, come ad un altro da incontrare, da conoscere, fonte di amore e di scambio, non  accettando prevaricazione e rapina.  A tutte noi, a tutte le donne oggi quindi la mimosa da un&#8217;altra donna, segno di un legame di sorellanza, un cammino in cui la vicinanza di altre  sia forza, sostegno ed amore .<br />
Nicoletta Crocella</p>
 
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	<description>Tanti auguri!
Ecco un altro regalo di Nicoletta Crocella.
Ancora una volta, ancora un anno, 101 anni di otto marzo, e non siamo disposte a rinunciare a questa scadenza o a delegarla  alle celebrazioni[...]</description>
	
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	<title>Le figlie di Mab</title>
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	<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 19:00:12 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Ilaria Gullà</dc:creator>
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    <category>donne-nel-mondo-occidentale</category><category>edizioni tufani</category><category>judith chernaik</category><category>le figlie di mab</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/la_donna_nella_letteratura/lefigliedimab.jpg" class="left" border="0" width="252" height="360" alt="" />Parliamo del libro &#8220;Le figlie di Mab&#8221;, di Judith Chernaik, edito da Tufani edizioni.<br />
Riportiamo fedelmente dal sito della casa editrice.<br />
Presentazione<br />
Nel grande poema rivoluzionario di Shelley, La regina Mab, la saggia fata Mab rivela all&#8217;eroina dormiente i segreti del passato, del presente e del futuro. Perché la forte e libera Mab è, secondo il mito, anche l&#8217;ispiratrice dei sogni. Le eroine di Le figlie di Mab - Mary e Claire, Fanny e Harriet - figlie vere o ideali di Mary Wollstonecraft devono confrontarsi con i suoi sogni rivoluzionari, e con quelli di William Godwin, Shelley e Byron, e ad essi sopravvivono o non riescono a sopravvivere.</p>
<p>Contenuto<br />
Il romanzo è la ricostruzione, attraverso brani di diari e lettere di quattro donne, di un anno, denso di avvenimenti, della loro vita e di quella movimentata e drammatica del gruppo di intellettuali di cui Shelley e Byron erano il centro. Le quattro protagoniste sono la scrittrice Mary Shelley (1797-1851), figlia della femminista Mary Wollstonecraft e del filosofo William Godwin e moglie di Percy Bysshe Shelley, sua sorella Fanny (1794-1816), la sua sorellastra Claire Clairmont (1798-1879) e la prima moglie di Shelley, Harriet (morta nel 1816). Ciascuna rivive sulla pagina con la sua propria voce, come se realmente fosse lei a parlarci, a comunicarci speranze, illusioni, disperazione o allegria. Ognuna diversa e diversamente figlia di una generazione che ha sperato in una rivoluzione mancata. Vicine a noi anche se diverse da noi e tra loro, affrontano in maniera diversa questa pesante eredità, chi soccombendo e chi invece riuscendo in qualche modo a non farsene schiacciare.</p>
<p>Autrice<br />
Judith Chernaik, nata a New York, vive ora a Londra. Famosa per i suoi studi su Shelley è anche autrice di romanzi e atti unici. Gli altri suoi romanzi sono The Daughter, biografia romanzata di Eleanor Marx, Double Fault e Leah. In questi ultimi anni ha realizzato il progetto Poems on the Underground (poesie nella metropolitana), che da Londra si sta diffondendo in altre città.</p>
 
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	<description>Parliamo del libro &amp;#8220;Le figlie di Mab&amp;#8221;, di Judith Chernaik, edito da Tufani edizioni.
Riportiamo fedelmente dal sito della casa editrice.
Presentazione
Nel grande poema rivoluzionario[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>La damigella selvaggia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/la_donna_nella_letteratura/interventi/2009/03/la-damigella-selvaggia</link>
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	<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 18:30:07 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Ilaria Gullà</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/la_donna_nella_letteratura/interventi/2009/03/la-damigella-selvaggia#comments</comments>
    <category>donne-nel-mondo-occidentale</category><category>corinna bille</category><category>edizioni tufani</category><category>la damigella selvaggia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/la_donna_nella_letteratura/ladamigellaselvaggia.jpg" class="left" border="0" width="252" height="360" alt="" />Parliamo del libro &#8220;La damigella selvaggia&#8221; di Corinna Bille, edito da Tufani edizioni.<br />
Riporto fedelmente dal sito della casa editrice.</p>
<p>Presentazione<br />
&#8220;Comunico con la foresta, divento la foresta. Le mie braccia sono i rami, la mia pelle la corteccia.&#8221; </p>
<p>Contenuto<br />
L&#8217;accostamento tra due termini apparentemente antitetici - damigella e selvaggia - si presta a rappresentare l&#8217;estrema sintesi della poetica di Corinna Bille: la selvatichezza unita a una raffinata sensibilità quasi antica, sempre e comunque acuita dalla nostalgia per un tempo indefinito, anteriore o fuori da ogni cronologia.<br />
Tali sono i tratti distintivi di molte sue &#8220;eroine&#8221;, ma anche le caratteristiche essenziali della sua scrittura, che con grande finezza espressiva riesce a varcare il limite della descrizione pura, per cogliere l&#8217;ombra inquieta, la pulsazione misteriosa di ciò che va esplorando.<br />
Con La damigella selvaggia, pubblicato in Francia da Gallimard, Corinna Bille vinse il premio Goncourt.</p>
<p>Autrice<br />
S. Corinna Bille (1912-1979) è la più nota tra le scrittrici svizzere contemporanee. Autrice di più di quaranta opere tra romanzi e raccolte di poesie e racconti, deve la sua fama soprattutto a questi ultimi, genere in cui eccelle. Di Corinna Bille le edizioni Tufani hanno già pubblicato, nel 2001, Eterna Giulietta. Oltre a La fragola nera (Crescenzi, 1993), e Teodata (Ulivo, 1997), dell&#8217;autrice sono stati tradotti di recente Cento piccole storie crudeli (Casagrande, 2201) e Due passioni (Mobydick, 2002).</p>
 
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	<description>Parliamo del libro &amp;#8220;La damigella selvaggia&amp;#8221; di Corinna Bille, edito da Tufani edizioni.
Riporto fedelmente dal sito della casa editrice.
Presentazione
&amp;#8220;Comunico con la[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Un vestito di luce</title>
	<link>http://guide.supereva.it/la_donna_nella_letteratura/interventi/2009/03/un-vestito-di-luce</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/la_donna_nella_letteratura/interventi/2009/03/un-vestito-di-luce</guid>
	<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 18:00:47 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Ilaria Gullà</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/la_donna_nella_letteratura/interventi/2009/03/un-vestito-di-luce#comments</comments>
    <category>donne-nel-mondo-occidentale</category><category>anne hebert</category><category>edizioni tufani</category><category>un vestito di luce</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/la_donna_nella_letteratura/vestitodiluce.jpg" class="left" border="0" width="217" height="320" alt="" />Presentiamo il libro &#8220;Un vestito di luce&#8221; di Anne Hebert edito da Tufani edizioni.<br />
Riportiamo fedelemente dal sito della casa editrice.</p>
<p>Presentazione<br />
&#8220;Non dimenticherò mai questa prima paura nei suoi occhi. Gli dico che sono buono quando voglio e che lo amo alla follia, così, a prima vista, come si ama il sole che sorge al mattino. Dice che non è possibile e che sua madre l&#8217;aspetta a cena. Vuole andarsene. Gli prendo la mano.&#8221; </p>
<p>Contenuto<br />
Miguel, adolescente figlio di immigrati spagnoli, si innamora con tutta la passione totalizzante della sua età di un danzatore che nel locale notturno parigino &#8220;Paradiso perduto&#8221; interpreta il ruolo dell&#8217;angelo caduto. Diventato rivale in amore della madre, anch&#8217;essa attratta dallo stesso uomo, il ragazzo sarà spezzato e travolto dalla forza dei suoi sentimenti. Un vestito di luce è l&#8217;ultimo romanzo che la maggiore autrice francofona canadese, Anne Hébert, ha scritto: breve, intenso, drammatico, un piccolo capolavoro. </p>
<p>Autrice<br />
Anne Hébert (1916-2000) è la maggiore scrittrice canadese di lingua francese. Autrice di un gran numero di romanzi, racconti, poesie, opere teatrali, ha ottenuto la popolarità e l&#8217;apprezzamento della critica soprattutto grazie ai grandi romanzi, pubblicati in Francia dalle Editions du Seuil: Kamouraska(1970) e Les Fous de Bassan (1982). In italiano, sono stati tradotti e pubblicati due libri di poesia, Io sono la terra e l&#8217;acqua e Gli offesi (Marsilio, 1978), e i romanzi Kamouraska, ora fuori commercio, Clara, che a quindici anni disse sì (Edizioni EL, 1995), Il torrente (Sinnos, 2005) e, dalle nostre edizioni, Les Fous de Bassan modificando il titolo in L&#8217;ultimo giorno dell&#8217;estate (Tufani, 2002). Un vestito di luce (Un Habit de lumière) era stato pubblicato in Francia dalle Editions du Seuil nel 1999. </p>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>Presentiamo il libro &amp;#8220;Un vestito di luce&amp;#8221; di Anne Hebert edito da Tufani edizioni.
Riportiamo fedelemente dal sito della casa editrice.
Presentazione
&amp;#8220;Non dimenticherò mai[...]</description>
	
	</item>
    

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