Il Giudizio di Morna

Il nostro viaggio nel “Fantasy al femminile” inizia col libro “Il giudizio di Morna” scritto da Maria G. Di Rienzo, edito da una piccola, ma attiva ed interessante casa editrice: Edizioni Stelle[...]

copertina Il nostro viaggio nel “Fantasy al femminile” inizia col libro “Il giudizio di Morna” scritto da Maria G. Di Rienzo, edito da una piccola, ma attiva ed interessante casa editrice: Edizioni Stelle Cadenti (www.edizionistellecadenti.org).

Il libro in questione, un romanzo breve, è una fiaba con tracce di tecnologia e si basa su due elementi fondamentali: l’incontro con il diverso e l’importanza del linguaggio.
La questione della differenza è un punto cruciale delle nostre vite.

I due personaggi principali sono un giovane guerriero ed un’aliena. Essi appartengono letteralmente a due mondi diversi, quindi le loro lingue sono diverse e differenti sono le metafore attraverso cui interpretano e leggono il mondo.
L’incontro con l’Altro porta sempre un cambiamento di se stessi, e accettare questo è lo scoglio principale oltre cui i due protagonisti devono andare. D’altra parte il cambiamento è la chiave della nostra esistenza come esseri umani: nessuno di noi resta uguale a se stesso.

L’espediente che muove il racconto, il viaggio appunto, è uno dei più usati negli scritti di genere fantasy, e serve a sottolineare il viaggio interiore dei protagonisti.
Uno è un giovane uomo nato e cresciuto in una società basata sulla guerra e sull’appartenenza al clan in un contesto che sull’esercizio delle armi basa gerarchie sociali, rituali, abitudini, modi di rappresentare il mondo. La cosa più importante per lui è l’onore del guerriero, da ciò deriva il suo rango e il suo posto nel mondo.
L’altra è una persona che viene da un mondo lontano, la cui forma fisica è inquietante, una sorta di mistura fra umano e animale, e per di più gravata da leggende, miti, e persino da dati storici, che la descrivono come malvagia, traditrice, crudele: un demone.
Questo è ciò che il giovane uomo sa di lei. Le sue paure, le sue ansie, sono, dunque, del tutto giustificate. L’aliena, però, gli chiede di ascoltare altro, di andare al di là del suo aspetto, di penetrare le sue parole, di comprendere il suo mondo.

Questo libro potrebbe insegnarci cosa fare quando incontriamo il diverso, il nostro demone. Forse non è poi così brutto e così “differente” come ci hanno detto.
Buona lettura!

Maria G. Di Rienzo è scrittrice, saggista e giornalista sensibile alle problematiche della non violenza e dei diritti umani con particolare attenzione alla condizione femminile.
Altri suoi libri: “Favole per adultere” edizioni Babilonia, “Il linguaggio traveste i pensieri” edizioni La Fenice di Babilonia, “Donne disarmanti. Storie e testimonianze su nonviolenza e femminismi” edizioni Intra Moenia, “Senza velo. Donne nell’Islam contro l’integralismo” edizioni Intra Moenia.

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