Leggere Lolita a Teheran

“Leggere Lolita a Teheran” è il titolo di questo libro interessante e tanto significativo scritto da Azar Nafisi ed edito da Adelphi. Il racconto ha inizio con la descrizione di una sorta di[...]

copertina“Leggere Lolita a Teheran” è il titolo di questo libro interessante e tanto significativo scritto da Azar Nafisi ed edito da Adelphi.
Il racconto ha inizio con la descrizione di una sorta di “circolo di lettura” speciale e un po’sovversivo.

Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, in Iran, mentre le strade di Teheran erano teatro di violenze, soprusi, bombardamenti e i campus e le scuole erano o chiusi o sottoposti a forte censura, Azar Nafisi, docente universitaria, si è cimentata in una delle imprese più ardue: spiegare a ragazzi e ragazze, sempre più indottrinati dalla crescente catechesi islamica, una delle più esecrabili incarnazioni dell’Occidente, la sua letteratura.

E’ un libro autobiografico che, accanto alla narrazione della situazione storico-politica di un paese, pone l’accento sull’animo umano, focalizzando l’attenzione sui vissuti femminili.

E’ la storia di donne colte spesso costrette o all’emigrazione dal loro amato paese o all’accettazione di regole discriminanti ed assurde per qualunque essere umano.
La professoressa Nafisi , col suo grande amore per la letteratura, riesce a creare, per queste donne, un universo a sé, un porto franco in cui poter essere finalmente se stesse. E lo fa con la lettura dei grandi classici della letteratura “occidentale”.
“Lolita” e Nabokov sono solo l’inizio, lo spunto, che dire di Henry James e Jane Austen e Gustave Flaubert?

Tutti trattati con grande perizia e passione. Senza mai dimenticare la bellezza e la profondità della grande letteratura persiana.
“Sono passati cinque anni, da quando tutto è cominciato in una stanza luminosa di nubi, dove leggevamo “Madame Bovary” e mangiavamo cioccolatini da un piatto rosso come il vino, tutti i giovedì mattina. Dell’implacabile monotonia della nostra vita quotidiana non è cambiato quasi nulla. Io, invece sono cambiata, in un certo senso.

Ogni mattina quando sorge il solito sole, quando mi sveglio e mi metto il solito velo davanti al solito specchio per uscire e diventare ancora una volta parte di quella che chiamano realtà, penso anche a un’altra “me”, nuda sulle pagine di un libro: in un mondo di fantasia, fissa e immobile come una statua di Rodin. E così rimarrò finché mi terrete nei vostri occhi, cari lettori.” (A. Nafisi).
Buona lettura!

Azar Nafisi, nata in Iran, ha studiato in Inghilterra e negli Stati Uniti dove si è laureata. Tornata nel suo paese d’origine ha insegnato letteratura in molti atenei di Teheran fino al 1997 quando è emigrata definitivamente in America. Oggi scrive e insegna letteratura inglese alla John Hopkins University.

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