Mille splendidi soli

Il libro su cui porrò l’attenzione in questo articolo è “Mille splendidi soli” di Khaled Hossein, edito da Piemme. E’ sicuramente un libro molto famoso scritto dall’autore de “Il cacciatore[...]

Il libro su cui porrò l’attenzione in questo articolo è “Mille splendidi soli” di Khaled Hossein, edito da Piemme. E’ sicuramente un libro molto famoso scritto dall’autore de “Il cacciatore di aquiloni” caso letterario mondiale.

L’autore è un uomo e, non a caso, visto che questa guida si occupa della figura femminile vista sia dagli occhi delle donne che da quelli degli uomini. E chi meglio di uno scrittore di origini afgane e che ha dedicato questo libro alle donne dell’Afghanistan poteva fare al caso nostro.
Due sono le protagoniste femminili: Mariam e Laila.

Mariam è una harami, una bastarda che vive con una madre infelice, Nana, che le insegna che l’unica cosa che deve imparare una donna è la sopportazione. Dalla sua kolba di legno, in cima alla collina, osserva i minareti di una città, Herat, in cui non è mai stata. La sua vita è una continua attesa delle visite di suo padre. Vorrebbe volare la piccola Mariam per raggiungere la casa del padre e magari andare a scuola, ma questo è impossibile: un harami non può vivere sotto lo stesso tetto delle tre mogli di suo padre e dei suoi dieci figli legittimi. E allora, bambina, viene data in sposa ad un vecchio.

Laila è nata a Kabul la notte della rivoluzione nell’aprile 1978. Piccola ha perso due fratelli arruolatisi nella jihad. Sua madre rifiuta la vita dal giorno della morte dei suoi due figli maschi. Suo padre, professore, diventa sempre più piccolo all’avanzare della rivoluzione. Per Laila l’unica presenza amica è quella di Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo, ma è il suo coraggioso cavaliere.

Non potrebbero essere più diverse, Mariam e Laila, ma la guerra in un paese martoriato le farà incontrare.
La storia toccante di due donne sullo sfondo di quella di un paese in cerca di pace.
“Distesa sul divano, con le mani tra le ginocchia, Mariam fissava i mulinelli di neve che turbinavano fuori dalla finestra. Una volta Nana le aveva detto che ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo. Che tutti i sospiri che si elevavano al cielo si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frantumi, cadendo silenziosamente sulla gente.

A ricordo di come soffrono le donne come noi, aveva detto. Di come sopportiamo in silenzio tutto ciò che ci cade addosso.”

Buona lettura!

Khaled Hosseini è nato a Kabul nel 1965, nel 1980, dopo l’arrivo dei russi, ha ottenuto asilo politico negli Stati Uniti, dove tuttora risiede. Nel 2003 ha scritto il suo primo romanzo “Il cacciatore di aquiloni”.

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