Cominciamo il nostro viaggio tra le donne del Sud del mondo con il libro “Da madre a madre” di Sindiwe Magona, edito da Edizioni Gorée.
Nell’agosto del 1993, Amy Biehl, ragazza americana in Sud Africa per una borsa di studio, viene uccisa a Città del Capo da un gruppo di giovani neri istigati da una sorta di movimento “anti bianco”.
L’unica colpa della ragazza è di essere bianca e di trovarsi nel luogo sbagliato.
“Da madre a madre” nasce da questa tragedia.
Mandisa, la madre dell’assassino, scrive alla madre della vittima e, tentando di ottenere comprensione per suo figlio, ripensa alla propria storia e a quella di tutto il suo popolo.
La segregazione, il confinamento nelle township, la difficile adolescenza, i traumi, i rifiuti, la violenza che segna la loro esistenza quotidiana.
Ripercorre la dura storia del suo popolo e le ragioni dell’odio per i bianchi.
Un odio così radicato e profondo che non si può esprimere in forme di lotta non violente.
E la responsabilità di tutto ciò?
Mandisa sa bene che è sua e di tutta la sua generazione.
Tre bambini sono nati dal mio ventre. In tre mi chiamano madre. Tre. Ma, ora, dal giorno funesto della morte di tua figlia, sono stata chiamata madre di molti altri: Madre della bestia. Madre della serpe. La madre della vipera soffiante. C’è perfino chi arriva a chiamarmi la madre di Satana.
Lo so. E’ il mio cuore trafitto di madre a dirmelo. Tutti questi nomi si riferiscono ad uno solo dei miei figli. A lui, che fu il primo a succhiarmi il seno. A lui, che arrivò senza invito; portando a casa di mio padre una messe di vergogna. E lacrime amare al cuore orgoglioso di una madre.
Buona lettura!
Sindiwe Magona è cresciuta nei duri sobborghi di Città del Capo.
I suoi scritti ricordano la giovinezza in Sud Africa e tutte le lotte personali e politiche. Ha svolto i suoi studi per corrispondenza, dovendo occuparsi, da single, dei tre figli. Si è laureata all’Università del Sud Africa.
Ha sempre svolto un attivo impegno politico con un ruolo importante nella crescita del nuovo Sud Africa.

Ilaria Gullà








