
Continuiamo a parlare di piccole case editrici al femminile.
Presentiamo la Edizione dell’Autrice, e lo faremo con le parole della loro ideatrice: la poetessa Antonella Barina.
“Leggére imbarcazioni reggono meglio il mare di un transatlantico. Nel 2004
ho deciso di registrare ufficialmente la testata bimestrale di poesia
“Edizione dell’Autrice” dopo che da qualche anno distribuivo le mie
raccolte con lo stesso titolo e lo stesso formato e questo era già il mio
veicolo di poesia: ho affidato questa abitudine artigianale ad una formula
che ne dà memoria e tutela, avendo per finalità istitutiva la
comunicazione in forma integralmente poetica.
Questo è il modo migliore che ho trovato per rendere pubblico –
pubblicare – quello che scrivo, stampandolo in proprio con il desiderio
che viaggi oltre ogni confine, nel rispetto del mio metabolismo creativo e
delle modalità grafiche e distributive da me scelte, per mettere al mondo
la funzione poetica che mi è essenziale nel rispetto dei tempi e dei modi
della mia propria maternità creativa, recuperando con ciò il senso pieno
del significare attraverso la poesia.
Non è possibile trattenere ciò che è nato per andare nel mondo, se non a
rischio di contaminare le altre creature che hai dentro. Nella scrittura
poetica confluisce un mare di cose che diventano senso comune nel loro
aspetto più eccezionale, chi scrive è un tramite, il pensiero che trova
forma chiede di uscire secondo i ritmi del suo naturale venire al mondo:
la nascita non può che avvenire nel giusto tempo di chi la vive.
Un numero all’ anno è dedicato ad altre autrici e altri autori, e dà
conto di incontri avvenuti su relazioni effettivamente instaurate
all’interno delle diverse comunità poetiche: lo scambio consente la
verifica della propria scrittura, il confronto permette di precisarne
meglio - in primis a se stessi/e - il senso, così si affina in noi la
poesia come veicolo primario di partecipazione. Nonostante tutto, resto
convinta che l’incontro possieda preziose qualità intrinseche e
irripetibili.
La testata ha una distribuzione “eventuale”, legata all’occasione di
eventi che desidero in questo modo implementare con diverse modalità di
scambio, tra le quali l’offerta di scrittura in cambio di ascolto
partecipato, essendo oggi quest’ultimo la materia più rara, oppure
scrittura in cambio di lettura ad alta voce dei testi donati. Lo scambio,
nel piacere reciproco, fa rinascere e cura la funzione comunicativa.
La rivista, autoprodotta e completamente autofinanziata, è edita in
forma cartacea formato A4 piegato a due colonne, stampata fronte retro,
punzonata artigianalmente, in un certo numero numerata e firmata. Nella
versione digitale a due colonne in pdf si affida ai destinatari, per
ulteriore diffusione. Unica condizione alla fruizione è la riconoscenza,
che implica la conservazione della testata nella sua integrità e, in caso
di citazione, la nominazione della testata madre.”
Buona lettura!

Ilaria Gullà








