Luna dei primi germogli

Presentiamo il libro “Luna dei primi germogli” di Rayen Kvyeh, edito da Edizioni Goree. Riporto fedelmente dal sito delle edizioni. Nella rinascita della scrittura nelle lingue indigene[...]

Presentiamo il libro “Luna dei primi germogli” di Rayen Kvyeh, edito da Edizioni Goree.
Riporto fedelmente dal sito delle edizioni.
Nella rinascita della scrittura nelle lingue indigene americane le voci femminili svolgono un ruolo importante e innovatore. Al popolo mapuche (”gente della terra”) appartiene Rayen Kvyeh, che scrive le sue poesie in mapudungun (”lingua della terra”). Da molti anni unisce la militanza nel movimento di liberazione del suo popolo con un’intensa attività letteraria, dalla poesia alla narrativa, dal teatro al saggio. Senza rinchiudersi in un ghetto, si è impegnata con la sua opera a dimostrare la capacità della lingua indigena di rendere tutta la complessità di un mondo oppresso e ribelle. Accanto all’espressione della cosmogonia mapuche originaria, troviamo nei suoi versi il confronto con il mondo attuale. Il tema ecologico occupa un posto centrale, attingendo a una sapienza millenaria le energie per opporsi agli assalti delle multinazionali alle terre indigene. Le grandi figure del passato vengono evocate, a testimoniare la continuità nei secoli della resistenza mapuche. Dalla sua poesia emerge un messaggio comunitario, che ci invita a un nuovo patto con gli uomini e con la natura.
Buona lettura!

Rayen Kvyeh
Rayen Kvyeh occupa un posto molto particolare all’interno del panorama, in continua espansione, degli autori di origine mapuche. Anche se i suoi registri espressivi sono molteplici, la sua poesia non può essere separata dal suo impegno nelle lotte del suo popolo. Nata a Weken, nella provincia di Malleko, ha studiato presso l’Università di Concepción Diritto del Lavoro e contemporaneamente, all’inizio degli anni anni Settanta, ha seguito studi di teatro preso il Laboratorio Sperimentale della stessa Università. Frutto di questa stagione sono tre opere teatrali scritte e rappresentate sotto la sua direzione al Teatro Trigal di Concepción: El Sueño de Mariluz, Madame y el General, El Vendedor Ambulante. Negli anni successivi deve lasciare il proprio paese, sempre più stretto nella morsa della dittatura, e vive per alcuni anni in Germania, dove collabora attivamente alle attività politiche e culturali degli esiliati. A Friburgo mette in scena, con la compagnia Las Hormigas, Historia de los Desaparecidos. Successivamente, alla metà degli anni Ottanta, svolge un progetto di ricerca in Nicaragua sulla cultura miskita. Dopo avere diretto la rivista Huerqén, crea e dirige negli anni Novanta la “Mapu Ñuke Kimce Wejiñ” (Casa d’Arte, Scienza e Pensiero Mapuche) a Temuko. Dal 1991 al 2003 dirige anche la rivista di cultura mapuche Mapu Ñuke. In questi stessi anni cresce la sua fama internazionale e tiene dei recitals di poesia in Germania, Svizzera, Spagna, Belgio. Nel 1995 riceve a Cuba il Premio intitolato al grande poeta romantico José María Heredia. Nel 1998, sempe a Cuba, viene nominata Presidente Onorario del Centro Internazionale delle Culture Indigene. Nel 2002 partecipa al Convegno “La poesia tra lingua materna e lingua straniera”, organizzato dal Dottorato in Letteratura comparata e traduzione del testo letterario dell’Università di Siena.

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