<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
    xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
>

<channel>
    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
    <generator>http://lightpress.org/</generator>
    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Anche al Circo Massimo una curva sud</title>
	<link>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/anche-al-circo-massimo-una-curva-sud</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/anche-al-circo-massimo-una-curva-sud</guid>
	<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 12:22:29 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Taras66</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/anche-al-circo-massimo-una-curva-sud#comments</comments>
    <category>latino</category><category>storia_romana</category><category>archeologia</category><category>riviste</category><category>mondo_antico</category><category>civ_ilt_romana</category><category>circo massimo</category><category>novità per il rilancio del circo massimo</category><category>sorprese al circo massimo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/latino/circomassimo.jpg" class="left" border="0" width="432" height="287" alt="ricostruzione_circo massimo" /><br clear="both" /></p>
<p><strong>Anche al Circo Massimo una curva sud; svelati i misteri dell&#8217;antico stadio </strong></p>
<p>Questo il titolo di un servizio pubblicato sul quotidiano <a href=" http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/02/01/news/circo_massimo-11907048/"><strong>La Repubblica</strong></a> il 1 febbraio 2011. Lo riproduco integralmente con un commento quanto mai opportuno. </p>
<p>****************</p>
<blockquote><p><strong>Svelati i segreti del Circo Massimo </strong></p>
<p>Per un  fortunato caso il settore meglio conservato del Circo Massimo - il monumento  pi&ugrave; celebre, imitato e depredato dell&acute;antica Roma - &egrave; la &quot;curva sud&quot;.  &Egrave; infatti sotto l&acute;emiciclo rivolto verso l&acute;Appia che le quadrighe lanciate a  folle corsa dagli aurighi, dovendo frenare per curvare seccamente intorno alla  &quot;meta&quot; meridionale, venivano a contatto: tra strepiti di ruote,  nitrire di cavalli, schiocchi di fruste, cui facevano eco le grida e gli  &quot;oooh!&quot; dei patrizi e del popolo assiepati sulla cavea. Gli scavi  iniziati a dicembre hanno per&ograve; riportato alla luce strutture murarie che  confermano come il frastuono dei 150mila tifosi non fosse prerogativa delle  giornate dei &quot;Ludi Magni&quot;. Rumori di pentole, monete tintinnanti,  urla di venditori, strilli di meretrici risuonavano tutti i giorni nella  &quot;tabernae&quot; ritrovate scavando oltre i pilastri delle gradinate  superstiti. &laquo;</p>
<p>Qui c&acute;erano bande che fanno impallidire gli hooligan di oggi&raquo;,  dice Maria Letizia Buonfiglio che, con Giovanni Caruso e altri archeologi della  Sovrintendenza comunale, sta lavorando ai resti dell&acute;impianto sportivo e  religioso nato, narra la leggenda, con le corse volute da Romolo nella festa  che si concluse con il ratto delle Sabine.</p>
<p>    <a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/02/01/foto/i_segreti_del_circo_masssimo-11907451/1"><strong>LE IMMAGINI</strong></a></p>
<p>&laquo;In soli 50 centimetri  di terra abbiamo trovato 130 monete che, una volta catalogate, ci potranno dire  molto sulla vita di questa parte del circo&raquo; aggiunge Buonfiglio. Gli interventi  decisi dal Comune hanno portato soprattutto alla ri-scoperta di ritrovamenti  interrati dopo gli scavi degli anni Trenta, quando gli archeologi si dovettero  fermare alla &quot;media cavea&quot; essendo le gradinate e la pista  sottostanti inondate da infiltrazioni d&acute;acqua. E ora che sono stati liberati  dalla terra i pilastri, le basole della frequentatissima strada porticata,  l&acute;abbeveratoio e la fogna che serviva latrine e Vespasiani, &egrave; possibile  ricostruire la stretta connessione tra le &quot;tabernae&quot; esterne e quelle  presenti dentro la struttura dell&acute;antico circo che, come certi moderni impianti  sportivi, funzionano da punto d&acute;incontro anche nei giorni feriali.</p>
<p>  Il pi&ugrave; grande circo, alla caduta dell&acute;impero fu abbandonato e irrigato per  servire agli orti e ai mulini; poi industrializzato nell&acute;Ottocento con  capannoni e un gazometro, demoliti a partire dal 1911; quindi cementificato nel  Ventennio dai pilastri (anch&acute;essi poi abbattuti) delle esposizioni sul minerale  e sul tessile; infine, e siamo all&acute;oggi, generosamente concesso per  manifestazioni di piazza, parate militari, concerti allestiti sulle zolle verdi  che si trovano diversi metri sopra la pista dove gli aurighi si davano  battaglia girando per 7 volte intorno ai due obelischi.</p>
<p>  La &quot;curva sud&quot; &egrave; stata risparmiata dalle folle di oggi ma anche  dimenticata. Gli archeologi ora sono intenzionati ad andare avanti con le  ricerche, sapendo per&ograve; che non &egrave; possibile scendere di quota perch&eacute; sotto c&acute;&egrave;  la &quot;marrana&quot;. Ma intanto c&acute;&egrave; da disboscare le taverne addossate al  circo, da mettere in sicurezza i percorsi che portavano alle gradinate basse,  riservate a patrizi, sacerdoti e cavalieri, e anche le coperture delle scale  superstiti che conducevano ai &quot;popolari&quot;. Con quali soldi? &laquo;Ai tre  milioni gi&agrave; impegnati - spiega l&acute;assessore alla Cultura del Comune, Dino Gasperini  - aggiungeremo una delibera da tre milioni e 600mila euro che serviranno a  finire le ricerche, completare i restauri, approntare un percorso didattico e  una nuova illuminazione&raquo;. La curva sud del Circo Massimo sar&agrave; cos&igrave; &laquo;un&acute;area  archeologica finalmente visitabile&raquo;.<br />
  &nbsp; <br />
******************************<br />
<strong>COMMENTO</strong>:</p>
</blockquote>
<p>Pare sia giunto il momento buono per riprendere l&#8217;attività di ripristino, restauro e rivalutazione di opere che risalgono all&#8217;antico passato di Roma,  ma purtroppo dimenticate per varie circostanze, non ultima la pluridecennale penuria di fondi del ministero dei beni culturali, che penalizza inesorabilmente tutto il patrimonio storico archeologico e artistico del nostro paese. Stranamente questo improvviso risveglio da parte di chi ha le maggiori responsabilità per la manutenzione e cura dei beni culturali non può che sorprendere gradevolmente tutti coloro i quali hanno a cuore il ricco patrimonio di cultura lasciatoci in eredità dai nostri antenati Romani e di cui Roma, per ovvi motivi, rimane, a tuttoggi, la sede privilegiata e più ammirata.</p>
<p>Probabilmente l&#8217;input l&#8217;ha dato il recentissimo intervento privato per il risanamento e ristrutturazione del Colosseo, ossia quello dell&#8217;imprenditore Diego della Valle che si è impegnato con un cospicuo finanziamento ai fini del completo recupero del Colosseo, il monumento simbolo della romanità e della civiltà romana.</p>
<p>Nel prossimo futuro, dunque, assisteremo alla rinascita del Circo Massimo e di tutte le sue particolarità che risultano ignote alla gran massa del pubblico di visitatori, nazionale e internazionale che ogni anno punta su Roma come meta tradizionalmente privilegiata e segnalata da tutte le agenzie turistiche.</p>
<p>Per rinfrescare un po&#8217; la memoria di tutti i visitatori nostrani, segnalo l&#8217;indirizzo di uno dei siti che può soddisfare la curiosità di chi voglia conoscere qualcosa di particolare sulla storia di questo resto del passato che sta per rinascere a nuova vita. E&#8217; la rivista online  <a href="http://www.archeoroma.com/Velabro_e_Circo_Massimo/circo_massimo.htm">Archeoroma</a> che potete consultare utilmente, grazie alle informazioni storiche che fornisce, accompagnate da foto che illustrano il luogo dove attualmente si estende il celebre circo, famoso per le sue dimensioni eccezionali. Altre immagini e  foto significative del Circo Massimo vengono fornite dal paragrafo LE IMMAGINI del servizio citato.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110212122229"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110212122229?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110212122229" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110212122229&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flatino%2Finterventi%2F2011%2F02%2Fanche-al-circo-massimo-una-curva-sud"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Anche al Circo Massimo una curva sud; svelati i misteri dell&amp;#8217;antico stadio 
Questo il titolo di un servizio pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 1 febbraio 2011. Lo riproduco[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Le guerre galliche, un genocidio o un passaggio verso l&#039;impero?</title>
	<link>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/le-guerre-galliche-un-genocidio-o-un-passaggio-verso-limpero</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/le-guerre-galliche-un-genocidio-o-un-passaggio-verso-limpero</guid>
	<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 14:29:27 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Taras66</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/le-guerre-galliche-un-genocidio-o-un-passaggio-verso-limpero#comments</comments>
    <category>latino</category><category>letteratura_latina</category><category>storia_romana</category><category>riviste</category><category>mondo_antico</category><category>civ_ilt_romana</category><category>de bello gallico</category><category>genocidio in gallia</category><category>storia romana</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/latino/Gallo_suicida.jpg" class="left" border="0" width="432" height="500" alt="gallo_suicida" /><br clear="both" /></p>
<p><strong>Le Guerre Galliche, genocidio o una pietra miliare per l&#8217;Impero? Ovvero, Mary Harrsh  e la storia romana.</strong></p>
<p>Vi presento  un altro interessante saggio sulla Storia Romana di Mary Harrsh, autrice di importanti opere dedicate alla civiltà Romana. Il titolo di quest&#8217;ultimo saggio è quanto mai provocatorio: <a href="http://ancientimes.blogspot.com/2011/02/gallic-wars-genocide-or-stepping-stone.html">&#8220;The Gallic Wars, genocide or a stepping stone to the Empire?&#8221;</a>, ovvero &#8220;Le Guerre Galliche, genocidio o una pietra miliare per l&#8217;Impero?&#8221;</p>
<p>E in sostanza tutta la trattazione mette in evidenza gli aspetti più ambigui e criticabili della politica Romana, quella che senza mezzi termini già in epoca romana venne definita &#8220;imperialismo&#8221;.  Gli autori e i passi che avvalorano tale tesi sono molto significativi al riguardo, rafforzando chiaramente la visione imperialistica messa in evidenza da vari autori antichi e moderni. </p>
<p>Il saggio della Harrsh si inserisce autorevolmente nella corrente dei critici che con impegno e obiettività mettono in evidenza luci e ombre della storia di Roma, esaltandone i lati positivi, ma senza nascondere o minimizzare i lati peggiori. Per esempio le campagne in Gallia di Cesare, descritte nel suo Bellum Gallicum, opera di chiaro impegno propagandistico che doveva agevolare la sua ascesa al potere, non furono prive di episodi di grande ferocia da parte dei Romani, tali da caratterizzarsi come veri e propri genocidi ante litteram, tipici dei nostri tempi.</p>
<p>Tuttavia, la Harrsch, puntualizza che molte atrocità addebitate a Cesare e ai suoi soldati, sono in realtà delle esagerazioni. E lo dimostrano gli stessi passi tratti dal Bellum Gallicum, per esempio quelli riportati nel libro XVIII.<br />
Da notare che l&#8217;autrice inserisce nell&#8217;articolo sia testimonianze tratte dalle opere dei personaggi chiave della Storia di Roma, sia da opere di autori moderni, peraltro indicati nella bibliografia che accompagna l&#8217;articolo stesso. Sono in genere autori che hanno trattato i problemi e gli eventi che riguardano direttamente l&#8217;imperialismo romano, quali per esempio gli eccidi abbastanza frequenti operati dai Romani agli ordini di comandanti spietati e incapaci di umanità nei confronti di gente che bisognava eliminare in tutti i modi, pur di spianare la strada alle legioni Romane.</p>
<p>E qui la Harrsch si sofferma su vari episodi cruciali, non sempre chiaramente sottolineati nei libri di storia, che indicano quale fosse in genere lo spirito con il quale i Romani si aprivano la strada nei territori dei paesi stranieri, sia in Europa, sia in Africa, così come in Asia. </p>
<p>Le guerre puniche, per esempio, vedono parecchi episodi in cui la spietatezza romana si esprime con grande evidenza. Vedi, per esempio, la stessa distruzione di Cartagine. Scipione l&#8217;Africano, il  personaggio principale che è a capo della spedizione che portò a termine la missione punitiva contro uno degli avversari più temibili che Roma avesse incontrato sul suo cammino verso l&#8217;impero, non viene giudicato un comandante molto tenero verso i suoi avversari cartaginesi.</p>
<p>Insomma il cammino verso l&#8217;impero fu contrassegnato da eccessi di crudeltà e da tragici eventi in cui predominò il sangue e lo sterminio di intere popolazioni che lo stato di guerra non sempre poteva giustificare.</p>
<p>L&#8217;articolo, dunque, sottopone ai lettori una massa di testimonianze e documenti utili per formarsi una idea precisa sugli uomini e sugli eventi che si conclusero con la creazione di uno degli imperi più famosi del passato.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;autrice, è interessante la bibliografia che accompagna l&#8217;articolo, che mette a disposizione dei lettori una ricca serie di suoi scritti  pubblicati online nel blog <a href="http://ancientimes.blogspot.com"> ANCIENTIMES < /a>, che ha in ROMAN TIMES il suo punto di forza. Infatti qui abbiamo una vera e propria enciclopedia storica e archeologica in continuo aggiornamento, uno strumento eccezionale di conoscenza e informazione sul mondo antico.</a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110210142927"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110210142927?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110210142927" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110210142927&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flatino%2Finterventi%2F2011%2F02%2Fle-guerre-galliche-un-genocidio-o-un-passaggio-verso-limpero"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Le Guerre Galliche, genocidio o una pietra miliare per l&amp;#8217;Impero? Ovvero, Mary Harrsh  e la storia romana.
Vi presento  un altro interessante saggio sulla Storia Romana di Mary Harrsh, autrice[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>De Aegyptiorum tumultu</title>
	<link>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/de-aegyptiorum-tumultu</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/de-aegyptiorum-tumultu</guid>
	<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 12:11:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Taras66</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/de-aegyptiorum-tumultu#comments</comments>
    <category>latino</category><category>lingua_latina</category><category>archeologia</category><category>riviste</category><category>civ_ilt_romana</category><category>africa in rivolta</category><category>de aegyptiorum tumultu</category><category>mubarak in pericolo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<h2><img src="http://ephemeris.alcuinus.net/admin/nuntii/files/1hp002.jpg" alt="rivolta cairo" hspace= "8"width="250" height="150" hspace="15" align="left" />De Aegyptiorum tumultu</h2>
<p>Mahometus El Baradei, anno MMV praemio Nobeliano exornatus, Cairi cum   reclamantibus postulat eiurationem Hosnis Mubarak Aegypti praesidentis;   multitudinem in foro Liberationis (<em>in imagine ostento</em>) allocutus ad   patientiam hortatus est, proximam commutationem praenuntians. Qui iam diu   putabatur praesidentis sellam appetere. Sunt oppositorum factiones, quae   Mahometum rei publicae ducendae admodum idoneum censeant. Interea Hosnis Mubarak   cum exercitus ducibus ante diurnarios convenit, animi tranquillitatem   ostendens.</p>
<p>Crebris tumultibus centum saltem homines interierunt, milia vulneribus   affecti sunt non solum Cairi sed etiam Alexandriae et Suesiae. Gregatim captivi   e carcere effugerunt, cives res suas vi a praedatoribus defendere narrantur,   damnis et direptionibus affectum est praeclarum Musaeum Aegyptium ubi monumenta   et ornamenta antiquissima servantur.</p>
<p><em>Scripsit Herimannus Novocomensis - 30/01/2011 23h06</em> </p>
<p>****************************</p>
<p><strong>COMMENTO</strong></p>
<p>In questo momento tragico per la Tunisia prima, ed ora per l&#8217;Egitto, sconvolti da agitazioni popolari di notevole portata, EPHEMERIS fa sentire la sua voce, presentandoci in Latino gli avvenimenti che non accennano a una tregua, ma anzi incalzano di giorno in giorno con notizie poco rassicuranti. Per esempio, come fa notare EPHEMERIS, ha destato sorpresa e grande rammarico l&#8217;attacco al museo egizio portato dai rivoltosi che vogliono l&#8217;uscita dalla scena politica del rais Mubarak, al potere da oltre 30 anni, tenacemente avversato anche dagli organismi internazionali, come la corte europea dei diritti dell&#8217;uomo, la quale lo ha additato come un individuo pericoloso per l&#8217;umanità a causa della violazione dei diritti del suo popolo che dura da anni.</p>
<p>In questi giorni si stanno facendo molto insistenti anche le pressioni da parte degli Stati Uniti, che dopo aver dimostrato la massima fiducia in Mubarak, ora sta invitando il rais a lasciare il potere, allontanandosi dall&#8217;Egitto per evitare che la situazione peggiori ulteriormente. Infatti già vi sono stati numerosi morti fra la popolazione civile, a parte i numerosissimi feriti, per gli scontri con bande di individui assoldati da Mubarak, che non esitano a sparare sulla folla o a danneggiare uffici pubblici o istituzioni, in particolar il museo egizio, luogo conosciutissimo in tutto il mondo per la celebre collezione di reperti antichi, in particolare mummie e tesori inestimabili raccolti in anni di ricerche nel territorio egiziano.</p>
<p>Unica speranza pare sia Mohamed El  Baradei, premio Nobel, che raccoglie moltissimi consensi come futuro leader del paese.  Egli potrebbe porre fine a quella che si sta profilando come una vera e propria guerra civile, sempre che Mubarak lasci il campo libero per la sua sostituzione come capo del paese. Le prospettive, tuttavia, non sono tanto buone, in quanto il dittatore avrebbe già dichiarato di non poter allontanarsi dall&#8217;Egitto per il timore che la rivolta diventi ancora più violenta.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110204121100"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110204121100?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110204121100" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110204121100&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flatino%2Finterventi%2F2011%2F02%2Fde-aegyptiorum-tumultu"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>De Aegyptiorum tumultu
Mahometus El Baradei, anno MMV praemio Nobeliano exornatus, Cairi cum   reclamantibus postulat eiurationem Hosnis Mubarak Aegypti praesidentis;   multitudinem in foro Liberationis[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Roma, seminario nazionale di ARCHEOLOGIA VIRTUALE</title>
	<link>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/roma-seminario-nazionale-di-archeologia-virtuale</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/roma-seminario-nazionale-di-archeologia-virtuale</guid>
	<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 07:59:55 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Taras66</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/roma-seminario-nazionale-di-archeologia-virtuale#comments</comments>
    <category>latino</category><category>archeologia</category><category>riviste</category><category>mondo_antico</category><category>archeologia</category><category>fotografia digitale e fotogrammetria</category><category>geofisica</category><category>laser   scanner 3d</category><category>metodi e strumenti</category><category>moderne tecniche per archeologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.atsenterprise.com/img/img6.jpg" width="432" class="left"/><br />
&Egrave;   indetto per i giorni 5-6 aprile 2011 un seminario dedicato ai principali temi   dell&rsquo;Archeologia Virtuale, dal titolo <strong>La metodologia prima del   software.</strong><br />
Scopo del seminario &egrave; offrire a studiosi e ricercatori   l&rsquo;opportunit&agrave; di discutere intorno ai metodi scientifici nell&rsquo;utilizzo   dell&rsquo;Archeologia Virtuale come metodologia di ricerca archeologica ed avvicinare   il mondo studentesco e tutti gli operatori dei beni culturali a tale disciplina. </p>
<p>Il taglio che si vuole dare all&rsquo;evento &egrave; espressamente didattico, per cui   saranno selezionati lavori afferenti alle seguenti tematiche in modo omogeneo:   GIS e database, GPS, geofisica, fotografia digitale e fotogrammetria, laser   scanner 3D, fotografia aerea e telerilevamento, realt&agrave; virtuale, modellazione   3D, rilievo e documentazione digitale. Particolare attenzione sar&agrave; riservata a   progetti realizzati da archeologi ed all&rsquo;esplicitazione delle metodologie   utilizzate.<br />
      <strong><br />
      Modalit&agrave; di partecipazione</strong><br />
      L&rsquo;iscrizione   al seminario e la partecipazione sono da intendersi a titolo gratuito. Sono   previste altre modalit&agrave; di partecipazione che verranno comunicate in   seguito.<br />
      Chi desiderasse partecipare con una relazione, comunicazione o   poster &egrave; invitato a presentare:<br />
      - Il titolo entro e non oltre il 13 febbraio   2011<br />
      - Un abstract ed un breve sunto entro e non oltre il 27 febbraio   2011<br />
      al seguente indirizzo: Universit&agrave; di Roma &ldquo;La Sapienza&rdquo; - Seminario   &ldquo;Archeologia Virtuale: la metodologia prima del software&rdquo; - Segreteria   organizzativa:<br />
             <a href="mailto:simone.gianolio@uniroma1.it">simone.gianolio@uniroma1.it</a></p>
<p>        <strong>Titoli ed abstract</strong><br />
      I testi dovranno essere   inviati via email al su citato indirizzo in formato doc o pdf e dovranno   contenere:<br />
      - Il/i nome/i completo/i degli autori con citt&agrave; e/o Istituto di   provenienza<br />
      -&nbsp; Un titolo che indichi chiaramente il contenuto dell&rsquo;intervento   e/o gli obiettivi della ricerca presentata<br />
      - Un breve abstract descrittivo   del lavoro di massimo 10 righe senza abbreviazioni<br />
      L&rsquo;oggetto della   comunicazione elettronica dovr&agrave; essere significativo: tutte le richieste che non   potranno risultare evidenti gi&agrave; dal testo dell&rsquo;oggetto potrebbero restare non   valutate.<br />
      <strong><br />
        Poster</strong><br />
      Potranno essere accettati fino ad un   massimo di 3 progetti presentati su posters in formato 70&#215;90 cm., da inviarsi   pronti per la stampa entro e non oltre il 27 febbraio 2011.</p>
<div>
        <strong>Applicazioni   virtuali:</strong><br />
      Potranno essere accettati fino ad un massimo di 2 progetti   di archeologia virtuale da presentarsi a mezzo di postazioni informatiche. Le   applicazioni dovranno essere accompagnate da un breve testo descrittivo   corredato da immagini e da un breve video di almeno 30 secondi e di massimo 2   minuti che ne metta in evidenza il tema. Dovranno essere inviate entro e non   oltre il 27 febbraio 2011: le modalit&agrave; per la condivisione di tale materiale   verranno comunicate direttamente agli interessati.</p>
<p>      <strong>Accettazione   dei lavori</strong><br />
      Tutti i lavori pervenuti saranno esaminati dal Comitato   Scientifico e l&rsquo;eventuale accettazione sar&agrave; comunicata agli autori, via email,   entro e non oltre il 13 marzo 2011.<br />
      Chi non ricevesse comunicazioni in merito   entro tale data &egrave; pregato di rivolgersi alla Segreteria   Organizzativa.</p>
<p>      <strong>Relazioni e comunicazioni</strong><br />
      Sono   previste 10 relazioni su invito che possono essere presentate in lingua   italiana. Le relazioni non dovranno superare i 30 minuti. A fine giornata   potrebbe essere prevista una sessione libera di brevi comunicazioni, che non   potranno superare i 5 minuti: le comunicazioni dovranno essere presentate con un   breve abstract il giorno stesso del seminario (4/04/2011), gli autori saranno   direttamente chiamati ad intervenire sulla base della pertinenza agli scopi del   seminario.<br />
      Per quanto concerne la pubblicazione degli Atti verranno fornite   in seguito le indicazioni editoriali. <br />
      I testi dovranno pervenire entro e non   oltre il 31 maggio 2011.<br />
      <strong><br />
        Iscrizioni</strong><br />
      Dal 1&deg; febbraio   2011 saranno attive le iscrizioni al seminario. Tutti gli iscritti non residenti   all&rsquo;interno del territorio di Roma potranno usufruire delle facilitazioni   applicate dagli alberghi convenzionati.<br />
      Eventuali aggiornamenti saranno   pubblicati sulla pagina ufficiale del seminario e sulla relativa pagina   Facebook, ai seguenti   indirizzi:<br />
      http://www.simonegianolio.info/archeologia-virtuale/seminario-archeologia-virtuale<br />
      http://www.facebook.com/event.php?eid=177299468955893</div>
<div></div>
<div>
<p><em>Info:</em></p>
</p></div>
<div>Segreteria Organizzativa:<br />
              <a href="mailto:simone.gianolio@uniroma1.it">simone.gianolio@uniroma1.it</a>
       </div>
<p>*******************************</p>
<h2><strong>COMMENTO</strong></h2>
<p>Da qualche anno la maggior parte delle notizie che riguardano l&#8217;archeologia riportano i successi ottenuti grazie alle moderne tecnologie; laser 3D, scanner laser, ecc. che consentono, fra l&#8217;altro, di evitare scavi e procedimenti invasivi di ricerca ed esplorazione. Ecco che questo seminario viene incontro a tutti coloro i quali sono interessati direttamente o indirettamenti a tali novità che hanno dato un forte impulso all&#8217;archeologia nel nostro paese e laddove esistono siti archeologici poco accessibili o che presentino difficoltà per gli operatori del settore.</p>
<p>Questa informativa contiene tutte le indicazioni utili a chiunque sia interessato all&#8217;argomento.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110203075955"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110203075955?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110203075955" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110203075955&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flatino%2Finterventi%2F2011%2F02%2Froma-seminario-nazionale-di-archeologia-virtuale"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>&amp;Egrave;   indetto per i giorni 5-6 aprile 2011 un seminario dedicato ai principali temi   dell&amp;rsquo;Archeologia Virtuale, dal titolo La metodologia prima del   software.
Scopo del seminario[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Vendere reperti archeologici ai privati?</title>
	<link>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/vendere-reperti-archeologici-ai-privati</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/vendere-reperti-archeologici-ai-privati</guid>
	<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 18:59:29 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Taras66</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/02/vendere-reperti-archeologici-ai-privati#comments</comments>
    <category>latino</category><category>archeologia</category><category>riviste</category><category>civ_ilt_romana</category><category>liberalizzare commercio reperti</category><category>proteggere il patrimonio archeologico</category><category>reperti archeologici in vendita</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img title="Napoli, Museo Archeologico Nazionale, magazzini" alt="museo_magazzino" src="http://www.archeorivista.it/wp-content/uploads/2011/01/magazzini-musei.jpg" width="432" height="300" /></p>
<p><strong>Vendere i reperti archeologici</strong> dello stato ai privati &egrave; una   follia o una ipotesi praticabile sulla quale sarebbe bene aprire una discussione   a livello nazionale? La domanda mi passa per la testa da tanti anni, ma noto che   nessuno in questo paese ha mai seriamente preso in considerazione, non dico   l&rsquo;ipotesi di attuare questa pratica, ma la semplice discussione sul tema, quasi   che fosse una &ldquo;bestemmia&rdquo; il solo parlarne. Si parla di tutto, si discute   dell&rsquo;impossibile, si argomenta sulle cose pi&ugrave; frivole e su questo argomento no?   Perch&egrave;?</p>
<p>Partiamo da alcuni assunti.<span id="more-7101"></span></p>
<p><strong>Musei e magazzini</strong></p>
<p>I musei nazionali, soprattutto quelli pi&ugrave; storici e anziani, soffrono di una   palese inadeguatezza sotto molti punti di vista. Se paragonati agli omologhi   stranieri mostrano una distanza siderale in termini di fruibilit&agrave; e gestione, ma   anche di vitalit&agrave;. Per contro, i loro magazzini sono stracolmi di reperti, per   la maggior parte condannati a un sorta di beffardo destino a seguire la   scoperta: tornati alla luce dopo secoli sotto terra, illusi di una riconquistata   utilit&agrave;, e riseppelliti nei sotterranei polverosi di qualche deposito. Materiali   che, nella maggioranza dei casi, non hanno futuro. La capacit&agrave; di turnazione   nelle vetrine dei musei &egrave; minima, per cui &egrave; difficile che qualcuno di essi possa   un giorno rivedere la luce. Molti di questi materiali, soprattutto i pi&ugrave; poveri   dal punto di vista scientifico, sono ancora da catalogare e spariscono a   centinaia.</p>
<p><strong>Fondi</strong></p>
<p>L&rsquo;archeologia nazionale, e in generale tutto il mondo dei beni culturali,   soffrono di una perenne carenza di fondi, che si aggrava ogni anno per via dei   tagli che si accaniscono sempre su questo settore, quasi fosse l&rsquo;ultima ruota   del carro. Comprensibile in un paese ottuso e ignorante, dove dal dopoguerra   hanno trionfato i palazzinari e i pirati del soldo facile, gli spendaccioni di   stato e i furbi della mazzetta. L&rsquo;edilizia, l&rsquo;industria, il commercio muovono   fiumi di soldi, l&rsquo;archeologia no. Dove si muovo fiumi di denaro ci possono   essere tangenti, posti di lavoro, appalti; dove c&rsquo;&egrave; micragna no. Ecco perch&egrave; la   cultura, fatta salva qualche rara isola virtuosa e qualche filibusta dove si &egrave;   capito che si possono fare tangenti e mazzette anche su musei e cantieri   archeologici, langue nella miseria dell&rsquo;elemosina nazionale.</p>
<p><strong>Reperti</strong></p>
<p>Nei magazzini dei musei ci sono due categorie di reperti, che possiamo   classificare in base al loro valore scientifico, ma anche sulla scorta di   considerazioni pi&ugrave; basse, quasi &ldquo;antiquarie&rdquo;, ossia il loro valore materiale,   economico per capirci. Vi sono certamente statue, teste, vasi, monete rare,   mosaici, ma vi sono anche centinaia di migliaia di &ldquo;cocci&rdquo;, ossia frammenti   sparsi non ricomponibili, di vasellame frammentato e incompleto, di monete   comuni, di mattoni, tegole, lacerti di intonaco. Mi domando: una volta   catalogati e studiati questi materiali che valore oggettivo conservano? Un piede   di anfora, una volta che &egrave; stato accertato dov&rsquo;era, com&rsquo;era, come &egrave; fatto,   quanto &egrave; grande, di cosa &egrave; fatto, ed &egrave; stato disegnato e fotografato, a che   serve? &Egrave; fondamentale per la scienza che resti a impolverarsi in una cassetta   nel sotterraneo di un museo o un magazzino? Che differenza farebbe se fosse   nella vetrina di una casa privata?</p>
<p>Poi vi sono i &ldquo;reperti nobili&rdquo;, quelli che per una serie di motivi sono da   considerare rilevanti, antiquariamente parlando si direbbe &ldquo;di valore&rdquo;. Vasi,   anfore, vetri, statuette, ex voto, lembi di mosaico, porzioni di pitture murali,   ma anche teste, parti di statue, elementi architettonici, persino intere statue.   A che pro tenerle in magazzino? Nessuno pu&ograve; ammirarle, nessuno pu&ograve; fruirne,&nbsp;chi   doveva studiarle dovrebbe gi&agrave; averlo fatto da tempo e se non lo ha fatto &egrave; in   difetto.</p>
<p>Ovviamente le amministrazioni dovrebbero stilare una lista di beni   inalienabili -&nbsp;una lista onesta, ragionata&nbsp;e seria -&nbsp;di quei reperti che sono   ritenuti di interesse nazionale e che non possono essere trasferiti a   privati.</p>
<p><strong>Vendita</strong></p>
<p>Cosa osta a ipotizzare una svolta &ldquo;commerciale&rdquo; a questa situazione di   stallo? Ma chiedo di pi&ugrave;: cosa impedisce di parlare, e persino di pensare, una   soluzione in questo senso? Quale misterioso patto di silenzio avvolge tutti gli   addetti al settore e tutti i politici?</p>
<p>Provocazione. Immaginiamo invece che lo stato decida di cambiare rotta: viene   resa possibile la vendita dei reperti.</p>
<p>I <strong>privati</strong> possono acquisire i reperti di scarso o minor   valore scientifico e oggettivo, mentre quelli pi&ugrave; importanti vengono riservati   ad acquirenti particolari come aziende, enti e fondazioni. Se un privato,   portando in casa propria l&rsquo;oggetto lo sottrae alla pubblica visione, <strong>l&rsquo;ente</strong>, </p>
<p><strong>l&rsquo;azienda</strong> o la <strong>fondazione</strong>, assume invece l&rsquo;obbligo di renderlo sempre e   comunque visibile. Il vincolo della <strong>non</strong> <strong>esportabilit&agrave;</strong> tutela in maniera granitica la permanenza in   Italia dei reperti. Per garantire agli studiosi e all&rsquo;amministrazione la   tracciabilit&agrave; dei reperti &egrave; sufficiente una banca dati nella quale viene   archiviato l&rsquo;acquirente, e vengono aggiornati ulteriori successivi   trasferimenti.</p>
<p>L&rsquo;acquirente sottoscrive quindi un documento nel quale accetta delle clausole   precise:</p>
<ul>
<li>obbligo della <strong>tracciabilit&agrave;</strong>, ossia rendere sempre noti e   registrare i successivi eventuali passaggi di propriet&agrave;, in maniera tale che lo   stato sappia in qualsiasi momento dove si trova il reperto</li>
<li>obbligo della <strong>fruibilit&agrave;</strong>, in maniera che uno studioso possa   sempre esaminare il reperto qualora ne abbia esigenza</li>
<li>obbligo della <strong>visibilit&agrave;</strong>, ossia riconsegnare   temporaneamente il reperto per mostre ed esposizioni</li>
<li>obbligo della <strong>conservazione</strong>, garantendo le dovute   accortezze per una sua perfetta custodia</li>
<li>obbligo della <strong>rivendita</strong>, ossia il riconoscimento del   diritto di prelazione allo stato per l&rsquo;eventuale riacquisto del bene, al prezzo   di vendita con gli interessi di legge</li>
</ul>
<p><strong>Vantaggi</strong></p>
<p>I vantaggi di una simile operazione sono evidenti:</p>
<ul>
<li><strong>riduzione del carico di conservazione</strong> e custodia per i   magazzini e i musei, con relativa riduzione dei costi specifici</li>
<li><strong>diffusione capillare del patrimonio culturale</strong>, che   entrerebbe di fatto in migliaia di case, ma soprattutto di uffici, aziende,   banche (immaginiamo solo che le grandi banche acquistino reperti da esporre   nelle loro filiali e sedi principali. Una teca blindata in una banca non &egrave;   certamente pi&ugrave; sicura e parimenti visibile rispetto a quella di un museo?)</li>
<li><strong>guadagno</strong> in termini banalmente economici per lo stato e   soprattutto per i musei che hanno in carico i materiali</li>
</ul>
<p>Questa soluzione sarebbe inoltre motore di due conseguenze di enorme   importanza.</p>
<p><em><strong>Fine dei tombaroli ed emersione del sommerso</strong></em></p>
<p>Da un lato permetterebbe di <strong>debellare tombaroli e commercianti   clandestini</strong>, poich&eacute; la possibilit&agrave; di avere un reperto in maniera   legale renderebbe inutile il rischio della via illecita; dall&rsquo;altro<strong> porterebbe alla luce una messe inimmaginabile di reperti</strong>: tutti quelli   che sono attualmente custoditi clandestinamente nelle abitazioni private.</p>
<p>Immaginiamo infatti che una simile svolta nella gestione del patrimonio   culturale sia accompagnata da una sorta di &ldquo;sanatoria&rdquo;, parola brutta ma utile.   Chi possiede un reperto archeologico detenuto illegalmente potr&agrave; regolarizzare   la sua posizione svelandone il possesso, autorizzando la soprintendenza a   documentarlo e catalogarlo facendolo inserire nella banca dati dei reperti in   possesso di privati, versando allo stato una somma, congrua ma non assurda, una   sorta di acquisto postumo. Quanti archeologi potrebbero essere assunti per   portare a compimento il lavoro di documentazione, studio e archiviazione del   patrimonio archeologico privato? Pagati con quali soldi? Con quelli versati dai   privati per la regolarizzazione.</p>
<p><strong>Parliamone</strong></p>
<p>Tutto questo &egrave; ovviamente solo una ipotesi partorita da un giornalista che si   occupa di archeologia da vent&rsquo;anni, non da una commissione di esperti. Ma mi   domando, perch&egrave; in Italia non si pu&ograve; parlare di questo? Perch&egrave; una simile   ipotesi &egrave; considerata un tab&ugrave;?</p>
<p>*********************</p>
<h2>COMMENTO</h2>
<p><strong>Il servizio di G. Lattanzi avanza alcune proposte che possono essere condivise o no, ma in sostanza meritano un approfondimento. Infatti la situazione attuale dei Beni Culturali è particolarmente critica, soprattutto a causa dei recenti tagli che hanno acuito il disagio di tutti coloro che sono impegnati nella cura e tutela dei numerosi siti archeologici esistenti in Italia, nonché di tanti musei, piccoli e grandi, che non navigano certamente nell&#8217;oro, procedendo stentamente nell&#8217;amministrazione di un immenso patrimonio che non ha l&#8217;eguale in tutto il pianeta. </p>
<p>Ecco quindi le proposte di Lattanzi che vanno esaminate con attenzione, anche se apparentemente fanno storcere il naso a più di qualcuno. Ma occorre procedere con cautela nell&#8217;esame di queste proposte avanzate da un esperto di beni culturali, che vanta decenni di esperienza nel settore archeologico. Diamogli fiducia e discutiamoli, senza preconcetti. Del resto, che l&#8217;intervento dei privati nella tutela del nostro patrimonio archeologico, notoriamente osteggiato per anni, è stato finalmente acccolto con favore dagli organi competenti ai fini del restauro del Colosseo, è un segnale positivo, foriero di ben altri accordi. </strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110202185929"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110202185929?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110202185929" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110202185929&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flatino%2Finterventi%2F2011%2F02%2Fvendere-reperti-archeologici-ai-privati"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Vendere i reperti archeologici dello stato ai privati &amp;egrave; una   follia o una ipotesi praticabile sulla quale sarebbe bene aprire una discussione   a livello nazionale? La domanda mi passa per[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Dove e come passavano il resto della loro vita i gladiatori che uscivano illesi dagli scontri nell&#039;arena?</title>
	<link>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/dove-passavano-il-resto-della-loro-vita-i-gladiatori-che-uscivano-illesi-dagli-scontri-nellarena</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/dove-passavano-il-resto-della-loro-vita-i-gladiatori-che-uscivano-illesi-dagli-scontri-nellarena</guid>
	<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 17:35:02 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Taras66</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/dove-passavano-il-resto-della-loro-vita-i-gladiatori-che-uscivano-illesi-dagli-scontri-nellarena#comments</comments>
    <category>latino</category><category>storia_romana</category><category>archeologia</category><category>riviste</category><category>civ_ilt_romana</category><category>gladiatori a roma</category><category>spettacoli di gladiatori</category><category>storia di roma</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/latino/gladiatori_06.jpg" class="left" border="0" width="432" height="294" alt="gladiatori" /><br clear="both" /></p>
<p><strong>Dove si ritiravano i gladiatori che non combattevano più nelle arene?</strong></p>
<p>E&#8217; la domanda alla quale si sforza di dare una risposta esauriente un giornale turco di lingua inglese, il TODAY&#8217;S ZAMAN, con un ampio servizio che prende spunto dal ritrovamento fatto alcuni mesi fa in Anatolia, nella città di Stratoniceia, di una intera necropoli contenente le tombe di defunti particolari, cioè uomini che erano stati in vita gladiatori. L&#8217;accertamento dei resti rinvenuti nelle tombe ha dato come risultato che tutti i defunti presentano ferite mortali e danni tipici provocati da armi adoperate normalmente in duelli e scontri individuali, non da armi da guerra. </p>
<p>Inoltre sono stati individuati persino i nomi dei defunti, risultando gladiatori famosi per i loro incontri, ovvero scontri mortali, per esempio Droseros, ucciso da Akhilleus, ed ancora Vitalius, Eumelus, Amaraios, Khrysopteros e Khrysos. Droseros aveva riportato 17 vittorie, soccombendo contro Akhilleus.</p>
<p>Gli scavi sono stati condotti a Mugla Vatagan, distretto in cui rientra la città di Stratoniceia in Anatolia. Gli scavi ancora in atto dovrebbero far luce sui combattimenti di gladiatori di 1800 anni fa. </p>
<p>&#8220;Noi riteniamo che i gladiatori si ritiravano &#8216;in pensione&#8217; e vivevano a Stratoniceia. Per quanto sia una città di marmo, Stratoniceia è ritenuta anche una città di gladiatori,&#8221;  ha dichiarato il dirigente degli scavi Bilal Sagut, un docente del dipartimento di archeologia della Università di Pamukkale.<br />
Lo stesso docente ha detto che nessun altro sito in Anatolia presenta altrettante tombe di gladiatori. Quindi si suppone che dagli scavi in corso potrebbero emergere molte altre tombe. Ovviamente c&#8217;è speranza che nei prossimi anni vengano fuori anche altri nomi di gladiatori, perché ciò darebbe un quadro più chiaro dell&#8217;intera area in futuro.</p>
<p>Kamil Ozer, direttore dell&#8217;ufficio Cultura e Turismo provinciale di Mugla ha dichiarato che nel 2011 sarà organizzata una campagna per fare pubblicità alle sette tombe in esposizione al museo di Mugla. </p>
<p>&#8220;Noi per prima cosa abbiamo in progetto di restaurare il museo. Infatti il nostro scopo è di dare importanza al salone dei gladiatori, pubblicizzandolo nelle fiere internazionali. L&#8217;ufficio Cultura e Turismo è fortunato a possedere queste sette tombe esposte nel nostro museo,&#8221; ha affermato. Le tombe sono accompagnate dalle immagini tratte dal film &#8216;Gladiatore&#8217; affisse nel museo.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110126173502"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110126173502?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110126173502" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110126173502&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flatino%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fdove-passavano-il-resto-della-loro-vita-i-gladiatori-che-uscivano-illesi-dagli-scontri-nellarena"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Dove si ritiravano i gladiatori che non combattevano più nelle arene?
E&amp;#8217; la domanda alla quale si sforza di dare una risposta esauriente un giornale turco di lingua inglese, il[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Restauro Colosseo, interviene un patron privato</title>
	<link>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/restauro-colosseo-interviene-un-patron-privato</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/restauro-colosseo-interviene-un-patron-privato</guid>
	<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 13:43:44 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Taras66</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/restauro-colosseo-interviene-un-patron-privato#comments</comments>
    <category>latino</category><category>archeologia</category><category>riviste</category><category>civ_ilt_romana</category><category>restauro colosseo entro 3 anni</category><category>restauro colosseo finanziato da privato</category><category>roma riavrà un nuovo colosseo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/latino/colosseo_roma.jpg" class="left" border="0" width="432" height="337" alt="colosseo_illuminato" /><br clear="both" /></p>
<h2>Roma. Raggiunto l&rsquo;accordo  per il restauro del Colosseo</h2>
<p>  Autore: Martina Calogero </p>
<p>Concluso  l&rsquo;accordo: <strong>Diego Della Valle coprir&agrave;  tutte le spese per il restauro dell&rsquo;Anfiteatro Flavio</strong>. Il  progetto coinvolge Gianni Alemanno, sindaco di Roma, Gianni Letta,  sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Francesco Giro, sottosegretario  ai Beni culturali e ambientali, Roberto Cecchi, commissario governativo per  l&rsquo;area archeologica centrale, e Diego della Valle, patron della Tod&rsquo;s Spa.</p>
<p>Tod&rsquo;s  spa finanzier&agrave; la messa in pratica del Piano degli interventi investendo una  somma pari a 25 milioni di euro. Il contributo verr&agrave; erogato alle societ&agrave;  appaltatrici basandosi sugli stati di avanzamento dei lavori approvati dalla  Soprintendenza e dal Commissario Delegato. Il finanziamento verr&agrave; versato per  gli otto ambiti di lavoro previsti dal Piano degli interventi proposto da  Roberto Cecchi, Commissario Delegato per le aree archeologiche di Roma e Ostia  Antica, che ha siglato l&rsquo;intesa con Anna Maria Moretti, Soprintendente per i  Beni archeologici di Roma.&nbsp;I lavori inizieranno alla fine del 2011 e  proseguiranno per un periodo che pu&ograve; variare dai 24 ai 36 mesi. Adesso verranno  pubblicati i bandi per la scelta delle aziende e poi incomincer&agrave; il restauro  sulla base dei progetti esecutivi preparati dalla Soprintendenza per i Beni  archeologici.</p>
<p>In  base all&rsquo;accordo lo sponsor si &egrave; impegnato a sovvenzionare, anche incaricando  l&rsquo;associazione senza scopo di lucro Amici del Colosseo di prossima  costituzione, la realizzazione del progetto degli interventi. Il finanziamento  di 25 milioni verr&agrave; versato a rate, di entit&agrave; che verr&agrave; stabilita dalle aziende  appaltatrici considerando l&rsquo;avanzamento dei lavori. Inoltre, Tod&rsquo;s potr&agrave;  pubblicizzare e promuovere i lavori di restauro, impiegare la documentazione e  il materiale dei lavori di restauro sia all&rsquo;interno dei propri ambienti sia  nella pagina internet. L&rsquo;esclusiva concessa all&rsquo;impresa di Della Valle  perdurer&agrave; per la durata del restauro e per i due anni successivi, mentre la  fondazione avr&agrave; una durata quindicennale.<br />
****************<br />
<strong>COMMENTO</strong><br />
Ho riportato integralmente  la notizia che senza alcun dubbio renderà felici tutti gli amanti della cultura, dell&#8217;archeologia, della storia Romana e di tutti coloro i quali seguono con grande apprensione le sorti dell&#8217;immenso patrimonio culturale del nostro paese messo in crisi dalla scarsità di finanziamenti adeguati per una manutenzione efficace.</p>
<p>Il Colosseo è forse il monumento che, forse  più di tanti altri, simboleggia la presenza della millenaria civiltà Romana e che ha bisogno di urgenti interventi perché non vada completamente in rovina. Ecco che il provvidenziale finanziamento di Diego della Valle servirà a  ridargli un volto nuovo dopo i numerosi tentativi fatti in passato dal ministero dei beni culturali per tamponare almeno in via provvisoria i danni più vistosi dell&#8217;edificio. Entro il 2014, secondo il piano dell&#8217;intervento, il restauro sarà completato. </p>
<p>Aggiungo che anche gli stranieri, sempre attenti alle vicende artistiche e archeologiche dell&#8217;Italia, come è stato dimostrato di recente quando si è diffusa la notizia del collasso della Casa del Gladiatore a Pompei, saranno lieti di questo intervento risolutore di un annoso problema che ha suscitato critiche a non finire per l&#8217;inerzia e l&#8217;inefficacia di uomini e mezzi per la lenta ma continua decadenza dell&#8217;anfiteatro Flavio. </p>
<p>In questa stessa rubrica spesso abbiamo dato voce a queste critiche, così come ai vari inutili tentativi di rabberciare le pareti che si sgretolano ogni qualvolta un acquazzone si abbatte sul caput mundi, Roma.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110126134344"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110126134344?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110126134344" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110126134344&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flatino%2Finterventi%2F2011%2F01%2Frestauro-colosseo-interviene-un-patron-privato"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Roma. Raggiunto l&amp;rsquo;accordo  per il restauro del Colosseo
  Autore: Martina Calogero 
Concluso  l&amp;rsquo;accordo: Diego Della Valle coprir&amp;agrave;  tutte le spese per il restauro[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Ioannes Claudius Duvalier denuo in   Haitia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/ioannes-claudius-duvalier-denuo-in-haitia</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/ioannes-claudius-duvalier-denuo-in-haitia</guid>
	<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 22:43:45 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Taras66</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/ioannes-claudius-duvalier-denuo-in-haitia#comments</comments>
    <category>latino</category><category>civilt_latina</category><category>riviste</category><category>haiti deve eleggere il nuovo presidente</category><category>haiti e il dopo terremoto</category><category>haiti senza capo di stato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/latino/babydoc.jpg" class="left" border="0" width="432" height="288" alt="duvalier" /><br clear="both" /></p>
<p><strong>Ioannes Claudius Duvalier denuo in   Haitia</strong></p>
<p>Ioannes Claudius Duvalier, appellatus <em>Baby Doc</em> (Puerulus Doctor), qui annos 15 tyrannidem (quae dictatura nostris temporibus   vocatur) durissime exercuerat, die Lunae 17 Februarii, postquam annos 25 exsul   vitam degit, ex Francogallia in Haitiam aeroplano auxilii ferendi causa, ut   dicitur, revertit.</p>
<p>Hic <em>Baby Doc</em> sedem praesidentialem anno 1971 a patre suo, Doctore   Francisco Duvalier, accepit (<em>photographemate a laeva ambo monstrantur</em>).   Is anno 1957 suffragiis Praeses creatus erat sed postea rempublicam manu   militari et in sempiternum tenere cupivit. <em>Puerulus</em> autem <em>Doctor</em> anno 1986 tumultu populari a republica eiectus est et accusatus   de 100 dollarium miliones peculatu, quos ex fisco Haitiano furatus esset.</p>
<p>Ioannes Claudius Duvalier, nunc 59 annorum, revertit in patriam, ubi et   terraemotus 300 mortuorum milia anno abhinc extulit, et quamvis comitia tres   menses abhinc facta sint, tamen nemo Praeses adhuc creatus est. Multae quoque   contentiones de fraude comitiali inter candidatos ortae sunt; quonam tendit   Puerulus Doctor? Nemo adhuc aperte dicere potest, at aliqui gubernatores vel   Praeses Baracus Obama de hac re solliciti sunt.</p>
<p>Fontes: <em>El Mercurio</em> die 17 Iauarii 2011 (pag. A4) et <em>La   Segunda</em> eiusdem diei</p>
<p><em>Scripsit Paulus Kangiser - 18/01/2011 14h08</em> </p>
<p>***************</p>
<p><strong>COMMENTO </strong></p>
<p>Il rientro in patria di Baby Doc non poteva lasciare inerti e impassibili gli abitanti di Haiti alle prese con gruppi di gente senza scrupoli pronti ad approfittare della debolezza del paese privo di una guida politica forte, e oltretutto con una grave crisi economica e istituzionale dovuta al terremoto che ha messo in ginocchio tutta l&#8217;isola.<br />
Nè gli abitanti possono aver dimenticato i  motivi per cui essi avevano cacciato il  presidente, che sebbene giovane, si era impossessato di una fortuna in denaro contante di molti milioni di dollari, mettendo in crisi l&#8217;economia già malandata di Haiti.</p>
<p>Ritornando dall&#8217;esilio in Francia, quali saranno i progetti di Claudius Duvalier? Rimettersi nuovamente a capo del paese per devastarlo e rapinarlo definitivamente di quel poco che è rimasto dopo il terremoto?</p>
<p>Il timore di una ulteriore devastazione da parte del vorace dittatore ha messo in moto diversi canali diplomatici attraverso i quali al presidente Obama è stato inviato un invito a dare il suo aiuto. Certamente Obama non potrà rifiutarsi di assistere prontamente questi sfortunati, già da lui assistiti con grande tempestività a poche ore dalla catastrofe naturale abbattutasi sull&#8217;isola.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110122224345"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110122224345?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110122224345" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110122224345&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flatino%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fioannes-claudius-duvalier-denuo-in-haitia"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Ioannes Claudius Duvalier denuo in   Haitia
Ioannes Claudius Duvalier, appellatus Baby Doc (Puerulus Doctor), qui annos 15 tyrannidem (quae dictatura nostris temporibus   vocatur) durissime exercuerat,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Monete Romane in mostra in India</title>
	<link>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/monete-romane-in-mostra-in-india</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/monete-romane-in-mostra-in-india</guid>
	<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 21:32:23 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Taras66</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/monete-romane-in-mostra-in-india#comments</comments>
    <category>latino</category><category>storia_romana</category><category>archeologia</category><category>riviste</category><category>mondo_antico</category><category>civ_ilt_romana</category><category>espansione di roma al tempo di augusto</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/latino/moneta_romana_01.jpg" class="left" border="0" width="432" height="428" alt="moneta_romana_in_india" /><br clear="both" /></p>
<blockquote><p><strong>A GLIMPSE OF RARE ROMAN COINS AT MUSEUM</strong></p></blockquote>
<p>Titolo del The Times of India del 19 gennaio 2011
<p>THE TIMES OF INDIA del 19 gennaio 2011 ci presenta la notizia di una importante mostra di antiche monete d&#8217;oro e una raccolta di antichità Romane trovate nel sud dell&#8217;India. L&#8217;iniziativa  a cura di Angela Trezza, direttrice del centro culturale dell&#8217;Ambasciata Italiana, ha preso il via martedi 18 con l&#8217;inaugurazione  presso il Museo Governativo di Egmore.  L&#8217;esposizione dimostrerà la storia dei contatti Roma-India grazie a oggetti artistici, fotografie e documenti, tenendo soprattutto presente che il museo contiene ben 4000 monete Romane.</p>
<p>L&#8217;esposizione organizzata con la collaborazione del Museo Governativo, nonché del Centro Culturale dell&#8217;Ambasciata e la Camera di Commercio e Industria Indo-Italiana, rimarrà aperta ogni giorno sino al 2 febbraio nel salone del centenario del museo.</p>
<p>Da punto di vista storico il commercio fra l&#8217;antica Roma e l&#8217;India può essere collocato nel periodo del governo di Augusto (27 a.C.- 14 d.C.). I Romani giunsero in India alla ricerca di pietre preziose, principalmente berillio, seta, cotone, avorio, spezie (pepe e  cardamono, legno di sandalo e pavoni. In cambio l&#8217;India otteneva corallo, vino, olio d&#8217;olivo e metalli quali oro, argento e rame.</p>
<p>I metalli importati da Roma erano essenzialmente sotto forma di monete e medaglie. &#8220;Una caratteristica fondamentale delle monete Romane trovate in India è di presentare su di esse degli intagli di 1 o 2 mm di lunghezza prodotti con un coltello o un bulino o forse una lima. A Nadu nel Tamil, Pudukkotai e Soriyapattu  sono stati trovati i più consistenti gruzzoli di monete Romane comprendenti monete con tali segni,&#8221; ha dichiarato N. Sundararajan, responsabile della sezione numismatica del museo.</p>
<p>Un&#8217;altra caratteristica peculiare delle monete trovate in India è la ricorrenza di contrassegni su alcune delle monete d&#8217;oro, di argento e di rame, quasi tutte databili fra il secondo secolo a.C. e il sesto-settimo secolo d. C., vale a dire dagli anni della fine della Repubblica Romana al tempo del governo Bizantino. La maggior parte delle monete provengono da gruzzoli sotterrati nel terreno all&#8217;interno di vasi. </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110119213223"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110119213223?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110119213223" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110119213223&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flatino%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fmonete-romane-in-mostra-in-india"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>A GLIMPSE OF RARE ROMAN COINS AT MUSEUM
Titolo del The Times of India del 19 gennaio 2011
THE TIMES OF INDIA del 19 gennaio 2011 ci presenta la notizia di una importante mostra di antiche monete[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Erdogan Turcos Arabosque consociare vult</title>
	<link>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/erdogan-turcos-arabosque-consociare-vult</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/erdogan-turcos-arabosque-consociare-vult</guid>
	<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 23:33:29 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Taras66</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/latino/interventi/2011/01/erdogan-turcos-arabosque-consociare-vult#comments</comments>
    <category>latino</category><category>lingua_latina</category><category>civilt_latina</category><category>riviste</category><category>arabi e turchi alleati futuri</category><category>dimenticare i contrasti fra arabi e turchi</category><category>le divisioni ancora esistenti fra i due popoli</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/latino/Erdogan.jpg" class="left" border="0" width="432" height="432" alt="erdogan primo ministro Turchia" /><br clear="both" /></p>
<p><strong>Erdogan Turcos Arabosque consociare vult</strong></p>
<p>Recep Erdogan, primus minister Turciae, his diebus magno comitatu iter facit per civitates ad sinum Arabicum sitas. Oratione in urbe Kuwait habita locutus est de &#8220;novo ordine civitatum&#8221;, quem futurum esse credidit, si modo Turcia atque civitates Arabicae se coniunxissent.</p>
<p>Erdogan Turcos Arabosque cohortatus est, ut discordias veteres obliviscerentur. Multo magis iis rebus operam darent, quae sibi communes essent, scilicet religioni Mahumetanae colendae et aggressoribus Christianis reprimendis.</p>
<p>Non solum bellis rei Christianae causa susceptis Turcos Arabosque has regiones una defendisse, sed etiam saeculis posterioribus eos invasoribus repugnavisse. Fraternitati mille annorum vitam eos reddere oportere unione politica oeconomica culturali facienda. Eundem utrisque esse cultum, eandem humanitatem, eadem historia utrosque esse coniunctos.</p>
<p>&#8220;Dolores populi Iraquiani, populi Afghani, populi Pakistaniani&#8221;, inquit, &#8220;sunt nostri quoque dolores. In his terris magna Mahumetanorum multitudo propter incursiones Americanorum interfecta est. Membro uno dolente totum dolet corpus. Cum liberi Gazani trucidarentur, eodem affecti sumus dolore, quasi liberi nostri trucidarentur. Res Gazanae sunt res nostrae, res Hierosolymitanae sunt res nostrae&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sed has difficultates tollentur&#8221;, inquit, &#8220;si Turci Arabique mutua fide coniuncti erunt. Mutua fide coniuncti dolores in Afghania, in Iraquia, in Palaestina finiemus&#8221;.</p>
<p>Deinde ad Unionem Europaeam spectans &#8220;non desinemus cum Unione Europaea agere&#8221;, inquit, &#8220;sed non ab illis regionibus avertemur, quibuscum per saecula coniuncti eramus. Ne quis credat se quicquam valere ad rationes consiliaque nostra, quatenus ad civitates exteras pertinent, licet a nonnullis vituperemur, si de Gaza,de Hierosolymis, de Palaestina loquimur. Rationes nostras exteras nosmet ipsi expediemus. Arabi autem fratres nostri sunt ac sorores&#8221;.</p>
<p>His dictis quamvis credas regimen Turcorum principatum in orbe Mahumetano petere, tamen Erdogan &#8220;de nulla alia re&#8221;, inquit, &#8220;cogitamus nisi de fraternitate ac consociatione&#8221;.</p>
<p>Quod scilicet dici oportuit; nam non sine causa fit, ut regimina Arabica de novis actionibus Turcorum sollicitentur. Primum, quod dubitatur, quid necessitudines sibi velint, quas Turci cum Irania habeant: nam omnia fere regimina Arabica ab Irania abhorrere dicuntur. Deinde, quod ipsam Araborum ambiguitatem - palam Israeles vituperant,quibuscum clam commercia faciunt - Erdogan vehementer reprehendit. Bello Gazano orto Erdogan populos Arabicos laudaverat, quod impetui Israelium tam vehementer reclamassent, cum moderatores in tanta caede silentes Gazanos destituissent.</p>
<p>Ex quo evenit, ut Erdogan plebi Arabicae magis acceptus sit quam moderatores aut regimina Arabica. Quid mirum, si quando Erdogan plebe incitata duces Araborum urgebit? Quorum sollicitudines haud ignorans Erdogan &#8220;corda nostra&#8221;, inquit, &#8220;vobis aperuimus. Omittamus disputationes veteres, omittamus mendacia falsae historiae. Ne patiamur nos discordiis denuo ortis seiungi&#8221;.</p>
<p>Quod paulo ante Christiani in Aegypto et in Iraquia ab islamistis trucidati sunt, Erdogan affirmavit terrorem islamisticum, qui diceretur, non exstare. Qui terrorem faceret, Mahumetanum non esse, cum religio Mahumetana pacem significaret. Sed territoribus non-Mahumetanis repugnandum esse: fore, ut haec res deo iuvante consociationeque Turco-Arabica facta feliciter eveniret - Erdogan dixit.<br />
*************</p>
<p><strong>COMMENTO</strong></p>
<p>Qui è riportato quasi integralmente il discorso che Erdogan ha pronunciato a Kuwait City durante la sua recente visita. Erdogan ha messo in rilievo soprattutto i motivi che uniscono i due popoli, più che i motivi di disaccordo . Tali motivi sono più che validi perché l&#8217;unione fra Turchi e Arabi possa essere realizzata con reciproci vantaggi per entrambi. Nel suo discorso Erdogan ha espresso molti dubbi sulle relazioni fra i popoli islamici e Israele, che sono in contraddizione per il fatto che ufficialmente gli Arabi e ii musulmani avversano Israele considerandolo il nemico numero uno da abbattere, però di nascosto essi intrattengono intensi rapporti commerciali con lo stato nemico. Erdogan ha puntualizzato anche il proprio pensiero sui recenti episodi di violenza islamica contro i cristiani, affermando con chiarezza che chi porta il terrore fra i popoli non è un vero maomettano, in quanto la religione maomettana vuol dire pace.  </p>
<p>Scripsit Volfgangus Austriacus - 14/01/2011 16h02  </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110114233329"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110114233329?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110114233329" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110114233329&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flatino%2Finterventi%2F2011%2F01%2Ferdogan-turcos-arabosque-consociare-vult"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Erdogan Turcos Arabosque consociare vult
Recep Erdogan, primus minister Turciae, his diebus magno comitatu iter facit per civitates ad sinum Arabicum sitas. Oratione in urbe Kuwait habita locutus est de[...]</description>
	
	</item>
    

</channel>
</rss>

