Questo sito contribuisce alla audience di

Io, tombarolo, vi spiego come svolgo il mio lavoro

Un articolo scritto da un inviato speciale di un giornale americano in Italia, vi spiega dettagliatamente le tecniche usate dai tombaroli per effettuare con successo le loro ricerche

tombaroli in azione

 

I
tombaroli sempre attivi nel nostro paese

Un lungo e dettagliato
articolo segnalatomi di recente dal Canada, affronta con ricchezza di dettagli
e informazioni di prima mano, assunte in loco, un problema che affligge da secoli
il nostro paese: i tombaroli. L’articolo è stato pubblicato da una rivista specializzata
in problemi dell’arte antica, archeologia et similia: “The Art News Paper”.
Vengono illustrate non solo tutte le tecniche usate dai tombaroli nella loro
attività, ma persino i tempi e i modi in cui viene attuato un vero e proprio
piano programmato di ricerche.

Un articolo veramente
illuminante che ci mette a contatto diretto con gente spesso nota alle forze
dell’ordine preposte alla sorveglianza e alla tutela del nostro patrimonio artistico,
che talora, per strano che possa sembrare, arriva persino a collaborare nella
localizzazione dei siti ricchi di materiale archeologico. Qui c’è un’ampia descrizione
di una vera e propria campagna di scavi in piena regola, svolta nei dintorni
dell’antica città di Veio e documentata passo passo grazie alla lunga permanenza
in loco di un inviato del giornale inglese. Sorprendentemente il gruppo più
attivo nella ricerca dei tesori da estrarre dal sottosuolo, non è quello degli
archeologi di professione, ma quello dei tombaroli.

Questo aspetto
paradossale della ricerca privata a fini di lucro non ci deve meravigliare,
se si pensi alle numerose e dettagliate descrizioni fatte da cronisti ed esperti
di archeologia di quanto è stato fatto nel passato in Egitto, o in Mesopotamia,
in Grecia. Dappertutto, insomma, là dove si sono sviluppate civiltà ricche e
durature, che amavano ostentare la loro ricchezza e il loro splendore, le testimonianze
più notevoli sono rappresentate da monumenti, templi, tombe, sculture, pitture,
vasellame. E tali testimonianze lasciate a perenne ricordo in eredità alle generazioni
successive, non sempre sono giunte indenni fino a noi.

Fatto emblematico
e significativo, è che già nel momento stesso in cui si procedeva a costruire
la camera funeraria all’interno delle piramidi, si prendeva ogni precauzione
per evitare i trafugamenti delle ricche suppellettili che si usava deporre insieme
al corpo imbalsamato del re. E nonostante ciò, si hanno le prove certe di violazioni
delle tombe compiute quasi immediatamente dopo la loro chiusura con sigilli.
Quindi, non dobbiamo sorprenderci se questa attività millenaria continui ancora
oggi, grazie alle tecniche più sofisticate ed ai grossi guadagni derivanti dal
commercio clandestino di materiale archeologico assai fiorente si può dire in
ogni angolo della nostra penisola.

Ma diamo la parola
all’articolo che, nonostante sia stata scritto da uno straniero, dimostra una
conoscenza nient’affatto superficiale del nostro paese.

http://www.theartnewspaper.com/news/article.asp?idart=4890