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Le Storie di Ammiano Marcellino finalmente fuori dall'oscurità

Nella collana dei Classici Greci e Latini Mondadori viene riscoperto un importante storico




Un nuovo volume della collana Classici Greci e Latini
arricchisce la serie degli Oscar

Cari amici,

src="http://guide.supereva.it/t7/latino/myimg/53706_1.jpg" width=148 align=left
vspace=8>questa settimana vi presento un nuovo volume della collana “Classici
Greci e Latini”, il quale, coerentemente con la politica già iniziata da tempo
dalla casa editrice Mondadori, unisce un ottimo rapporto qualità/prezzo ben
difficilmente riscontrabile in altre collane, forse anche più prestigiose,
soprattutto estere (prezzo lire 24.000, pagg.ccx, 440). E quando dico
“estere” mi riferisco in modo particolare ai noti classici della britannica Loeb
Classical Library o della francese Belles Lettres, che vanno per la maggiore
come prestigio e notorietà fra gli specialisti del settore.

Voglio rendervi partecipi di una mia
esperienza personale vissuta di recente in una libreria di Milano, alle spalle
del Duomo, dove ho trovato in offerta speciale (sconto del 50%) molti volumi di
queste collane. Ebbene, con tutto il rispetto per questi testi, e soprattutto
per il loro contenuto, essi facevano una figura non certo brillante, sia come
veste tipografica sia come impaginazione, a confronto con i nostri classici
Oscar Mondadori, che fanno parte di una collana tutto sommato economica. Per non
parlare poi della collana a cura della Fondazione Lorenzo Valla, proprio lì
accanto, dove parecchi volumi facevano una bella mostra di sè, con una magnifica
veste tipografica ed un prezzo accessibile, a parte l’accuratezza della
edizione. Ebbene, confesso di essermi sentito una volta tanto orgoglioso di
essere italiano. Sarà la vecchiaia. Chissà!

Vengo subito al
volume di cui intendo parlare. E’ il primo volume delle “Storie” di Ammiano
Marcellino, comprendente i libri XIV-XVII dell’opera di questo autore purtroppo
poco conosciuto e poco tradotto nelle nostre scuole, nonostante le sue notevoli
qualità di storico e scrittore, paragonato addirittura a Tacito, di cui prosegue
idealmente la narrazione delle Historiae. Purtroppo a noi sono pervenuti
soltanto gli ultimi diciotto libri, perché i primi sono andati perduti. Sorte
comune, questa, a vari autori, fra cui lo stesso Tacito, per non parlare di
Livio, che ha subito il maggior danno per la dispersione di gran parte della sua
Ab Urbe condita.





Qual è dunque il
pregio maggiore di questo storico? Si può dire senza ombra di dubbio che egli è
un testimone diretto della decadenza imperiale di Roma , il quale ci fornisce
dati preziosissimi su questo periodo burrascoso della storia di Roma, avviata ad
un declino ormai inesorabile. Ma l’elemento più importante delle sue storie
rimane, secondo il giudizio unanime di molti critici, la capacità di
rappresentare con molta plasticità quel sentimento diffuso in tutta la società
del tempo, di dilagante e irrazionale paura derivante, da una parte dalla
corruzione del potere sempre più autoritario, dall’altra dalle incursioni sempre
più devastanti dei barbari. Come giustamente afferma il curatore e traduttore
dell’opera, G. Viansino, è una paura “in parte comparabile alle angosce e alle
incognite dell’uomo moderno. Raccontandoci così una frattura epocale, Ammiano
Marcellino ci fornisce un raffinato strumento di riflessione sulla nostra
condizione attuale.”

Non aggiungerei
altro a questo giudizio tanto severo quanto preciso.

Cordialmente,

Vittorio
Todisco