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Come si devono trattare gli studenti?

Come educare i ragazzi a scuola è un tema molto antico, ma sempre attuale. Lo dimostra un recente dibattito fra docenti universitari di parere opposto.

Intervento 200202

Un metodo efficace per imparare il Latino

Cari amici,

in seguito ad una chiacchierata
in rete con colleghi statunitensi circa il metodo migliore per avvicinare
i giovani al latino e far sì che si ottengano risultati soddisfacenti,
per avvalorare la sua tesi ecco cosa ha sottoposto in visione uno di questi
colleghi, il prof.Christian Kopff : un brano tratto dalla celebre “Vita
del Dr. Samuel Johnson” del Boswell, dove viene descritto minuziosamente
il metodo pedagogico in uso a quei tempi per studiare con profitto il latino:

Pedagogical advice from Dr. Samuel Johnson

“Indeed Johnson was very sensible how much he owed to Mr. Hunter [the
headmaster of Lichfield school]. Mr. Langton one day asked him how he
had acquired so accurate a knowledge of Latin, in which, I believe,
he was exceeded by no man of his time; he said, ‘My master whipped me
very well. Without that, Sir, I should have done nothing.’ He told Mr.
Langton, that while Hunter was flogging his boys unmercifully, he used
to say, ‘And this I do to save you from the gallows.’ Johnson, upon
all occasions, expressed his approbation of enforcing instruction by
means of the rod. ‘I would rather (said he) have the rod to be the general
terrour to all, to make them learn, than tell a child, if you do thus,
or thus, you will be more esteemed than your brothers or sisters. The
rod produces an effect which terminates in itself. A child is afraid
of being whipped, and gets his task, and there’s an end on’t; whereas,
by exciting emulation and comparisons of superiority, you lay the foundation
of lasting mischief; you make brothers and sisters hate one anther.”
Boswell, Life of Dr. Johnson (Hill-Powell edition, 1934) v. 1, pp. 45-46.

Christian E. Kopff

University of Colorado, Boulder

kopff@spot.colorado.edu

 

Tradotto, il testo suona all’incirca così:

“Johnson sentiva molto il suo debito di riconoscenza verso il
sig. Hunter (il preside della scuola di Lichfield). Il sig. Langrton
un giorno gli domandò come avesse acquisita una conoscenza tanto
accurata del Latino, in cui, io credo, egli non venne superato da nessun
altro uomo del suo tempo; egli disse, “Il mio insegnante mi frustava
molto bene. Senza di questo, non avrei concluso nulla.” Egli disse
al sig. Langton, che mentre Hunter frustava senza pietà i suoi
ragazzi, era solito dire, “Ed io faccio questo per sottrarvi all’impiccagione.”
Johnson in ogni occasione espresse la sua approvazione per l’istruzione
forzata mediante il bastone. ” Preferirei- egli diceva- che il
bastone fosse lo strumento per terrorizzare tutti, per spingerli ad
imparare, piuttosto che dire ad un ragazzo, se fai così o così,
tu sarai più apprezzato dei tuoi fratelli o delle tue sorelle.
Il bastone produce un effetto che finisce lì. Il ragazzo ha paura
di essere frustato e quindi svolge i suoi compiti, e c’è una
fine per tutto ciò; invece spingendo all’emulazione ed ai confronti
di superiorità, si gettano le basi per un danno duraturo; si
ottiene che fratelli e sorelle si odino l’un l’altro.”

(Boswell, Vita del Dr. Johnson- Edizione Hill-Powell, 1934; v.I, pp.45-46)

Di rimando,
per contestare una tale sistema educativo, ecco cosa risponde un altro docente
universitario, di ben diversa formazione e mentalità:

Date: Wed, 13 Feb 2002 15:29:57 -0500

From: “James M. Pfundstein”

Johnson’s judgement was off, of course, as it often was when he
was possessed of a dubiously relevant idea. (Is Richardson a better
novelist than Fielding? Really?) One doesn’t have to be a bleeding heart
lib’rul educrat to see that repeated beatings can have a lasting
and negative moral effect
– that “there’s an end on’t” is exactly
wrong (or maybe, in this context I should say “ass-backwards”).

Come dire che il giudizio di Johnson era assai lontano dalla realtà
e chiunque abbia una istruzione appena decente è in grado di
capire che le ripetute percosse possono produrre effetti negativi duraturi
dal punto di vista morale.

E per avvalorare questa
opinione, il docente si rifà addirittura a Quintiliano e persino a
S. Agostino, che già avevano capito gli effetti nefasti delle percosse
sulla educazione dei fanciulli, riportandone alcuni passi significativi.

“Protinus ergo ne quid cupide, ne quid improbe, ne quid inpotenter
faciat monendus est puer, habendumque in animo semper illud Vergilianum:
“adeo in teneris consuescere multum est.” Caedi vero discentis, quamlibet
id receptum sit et Chrysippus non improbet, minime velim, primum quia
deforme atque servile est et certe (quod convenit si aetatem mutes)
iniuria: deinde quod, si cui tam est mens inliberalis ut obiurgatione
non corrigatur, is etiam ad plagas ut pessima quaeque mancipia durabitur:
postremo quod ne opus erit quidem hac castigatione si adsiduus studiorum
exactor adstiterit.” –Quintiliano, _Institutio Oratoriae_ 1.3.13f

Orbilius’ beatings don’t seem to have improved Horace’s appreciation
of Livius Andronicus’ poetry (_Epistulae_ 2.1.69ff), and Augustine argues
that the presence of such punishments was a major hindrance in his learning
of Greek:

” nulla enim verba [Graeca] illa noveram, et saevis terroribus
ac poenis, ut nossem, instabatur mihi vehementer. nam et latina aliquando
infans utique nulla noveram, et tamen advertendo didici sine ullo metu
atque cruciatu, inter etiam blandimenta nutricum et ioca arridentium
et laetitias alludentium. didici vero illa sine poenali onere urgentium”.

–Agostino _Confessioni_ 1.14.23

E il collega conclude con queste parole:

I’ll stand with these guys against Johnson any day of the week:
persistent and patient demands are the big sticks of the educator, on
any level, not the paddle or the rod.

Cioè:

Io mi trovo d’accordo con queste persone in contrasto con Johnson ogni
giorno della settimana: le domande continue e pazienti sono i veri bastoni
dell’educatore, ad ogni livello, non la pala o il bastone.

JMP(”Plagosus”)

jmpfund@bgnet.bgsu.edu

Qui in sostanza si rifà
viva una questione molto antica, ma sempre attuale, riguardante il tipo di
educazione da impartire ai ragazzi: severa, rigida o blanda, permissiva? Il
latino in questo caso è solo un punto della discussione, non l’unico.

Vi saluto cordialmente,

Vittorio Todisco

http://guide.supereva.it/latino