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Quello che i giovani devono sapere

consigli per la maturità

Orientamento e consigli per i maturandi

Cari amici,

questo mio intervento non ha la pretesa di darvi la soluzione
per tutti i problemi inerenti una versione di latino o una ricerca, una tesina
su un determinato autore o quant’altro. Sarebbe assurdo presentarsi ad un
maturando, alle soglie della maturità dopo un ciclo di studi più
o meno intenso, e per di più a chi nel corso degli anni ha avuto un
atteggiamento non troppo responsabile nei riguardi dello studio, come un santo
miracoloso o un mago degli esami.

E’ assurdo pensare a soluzioni miracolistiche per sanare certe
situazioni poco chiare o peggio, di carenze più o meno diffuse, così
, con pochi consigli esposti nella maniera più gradevole possibile.
Quello invece che si può fare in questi casi è dare delle indicazioni
che presuppongono una preparazione di base dignitosa che, se anche presenti
qualche lacuna, non sia indice di una assoluta e completa estraneità
dell’allievo al processo di apprendimento e formazione in seno alla classe,
ma si rifaccia ad una partecipazione non episodica, ma costante e produttiva
dell’allievo, sia pure con qualche limite.

Cominciamo con le versioni di latino. La versione dal latino
in effetti è un test importante per valutare il grado di assimilazione
delle strutture fondamentali della lingua, la sensibilità linguistica
ed espressiva acquisita, la capacità di interpretare correttamente
il pensiero dell’autore del brano, la conoscenza anche della storia, se si
tratta di un brano storico, e della letteratura o della filosofia, se il brano
è tratto da opere di spiccato contenuto letterario o filosofico, e
così via.

Nel corso degli anni abbiamo visto assegnare agli esami brani
di autori molto diversi fra loro, quanto mai vari, senza alcuna preferenza
per un particolare periodo letterario o genere letterario:si va da Cicerone
a Quintiliano, da Catone a Vitruvio, da Svetonio a Tacito e così via.
Quindi niente pronostici su quale autore debba essere prescelto quest’anno
per la prova d’esame, come di solito accade anche parallelamente per il tema
d’Italiano. I pronostici sono destinati clamorosamente a fallire, invariabilmente,
come è accaduto in passato, anche perché, se si segue anche
quest’anno il criterio normalmente seguito in passato, né vedo perché
debba essere cambiato, il Ministero P.I. di solito invita preventivamente
varie scuole, di diverso ordine e orientamento, ad inviare dei temi che poi
potranno essere usati come prove d’esame, dopo un attento vaglio da parte
dei funzionari competenti. Questo per garantire che le prove rispecchino effettivamente
lo spirito ed i programmi svolti nei vari istituti italiani, e quindi non
siano calati dall’alto in maniera astratta, asettica.

Solo di rado si è verificato il caso, ma soltanto per
quanto riguarda i temi di Italiano, che questi siano assegnati e scelti personalmente
dal Ministro della Pubblica Istruzione, pardon, ora si dice dell’Educazione,
giusto per adeguarsi alla terminologia anglofila, che peraltro denota un latinismo
di ritorno. Ma questo forse il Ministro Moratti e chi per esso lo ignora.
E’ la stessa rivoluzione che si è voluto apportare nella etichetta
del Ministero della Sanità, diventata ora della Salute. Per coerenza,
quindi, non si dovrebbe più dire “problemi sanitari”, ma
“problemi salutari”, non più “strutture sanitarie”,
ma “strutture salutari” e così via. Siamo al ridicolo!

Passando alla letteratura latina, è bene avere chiara
le linee generali di sviluppo dei periodi e degli autori che si studiano nell’ultimo
anno di corso. Ricordate di inquadrare chiaramente l’autore nel periodo in
cui visse ed operò, e non studiare l’autore in maniera isolata, avulsa
da tutta la corrente di idee e di pensiero del suo tempo. Del resto lo stesso
criterio è valido per la letteratura italiana, per cui ogni autore
va inserito nel proprio tempo. In pratica, conoscendo bene le caratteristiche
di un determinato periodo storico-letterario, si avranno le idee molto chiare
sulle opere degli autori che scrivono in quel periodo. E’ un principio che
ovviamente dovrebbe già essere stato acquisito fin dai primi anni di
studio, soprattutto nel triennio.

Concludendo, niente ricette e similia, ma un buon esercizio
di ripasso non farà male, anzi è strettamente indispensabile
pr chiunque si appresti a sostenere un esame che, diciamolo chiaramente, non
è più quello spauracchio che poteva essere fino a qualche anno
fa. La riforma recentissima della costituzione della commissione esaminatrice,
tutta formata da membri della stessa scuola, dovrebbe essere una garanzia
di disponibilità verso gli alunni interni e quindi di benevolenza,
in linea di massima. Certo non mancheranno le disparità di trattamento,
così come è sempre succcesso, fra i candidati delle varie commissioni
e dei vari corsi. Com’è arcinoto, in molti istituti esistono delle
disparità preconcette, programmate, istituzionalizzate persino tra
i vari corsi. Qual è la conseguenza di questo atteggiamento discriminatorio
che porta a risultati poco omogenei, per non dire veritieri rispetto alla
fisionomia delle classi? Che vi sono sempre stati i corsi dove i 60 abbondavano,
miracolosamente, e altri invece che ottenevano risultati striminziti, modesti
nel complesso, e tutto questo grazie ai compiacenti membri interni che “pompavano”
letteralmente alcune classi, presentandole come fucine di geni, a danno, ovviamente,
di latre classi dove i membri interni facevano il proprio dovere, presentando
la classe in maniera onesta, chiara.

Ma il discorso è troppo lungo, per cui termino qui, confidando
che la riforma delle commissioni metta fine a questo stato di cose che in
passato ha sempre creato delle ingiustizie e delle disparità assurde
tra gli studenti.

L’augurio che faccio a questi giovani è che si dimostrino
più seri e coscienziosi di quanto spesso non lo siano i loro insegnanti,
con tutto il rispetto per la categoria degli insegnanti di cui per 35 anni
anch’io ho fatto parte nella scuola superiore.Ultima raccomandazione. Se avete
bisogno di consigli, per problemi o situazioni o ricerche particolari, scrivetemi
pure al mio indirizzo personale. Vi assicuro che risponderò a tutti
i vostri quesiti. Il mio indirizzo e-mail, ricordate, è il seguente:

vtodisco@supereva.it

Cordialmente,

Vittorio Todisco