Siamo a marzo e la figura di Cesare domina la scena, sovrastando abbondantemente altri personaggi, altre ricorrenze pur importanti, quale S. Patrizio, per esempio. Cesare rimane il personaggio simbolo di questo mese, anche se legato ad un evento infausto: il suo assassinio.
Di Cesare si è parlato parecchio, ma tanto ancora rimane da dire e rievocare. Per esempio anche il teatro ha preso Cesare come personaggio chiave, come protagonista assoluto e chi, se non Shakespeare, avrebbe potuto affrontare una personalità tanto discussa, o un tema così impegnativo come la storia di Roma, o meglio, uno dei periodi più critici e convulsi che segna il tramondo della repubblica e l’avvio verso la monarchia e quindi l’impero?
Shakespeare, uno dei massimi geni della drammaturgia universale, nella sua luminosa carriera affrontò ripetutamente temi e personaggi storici, ispirandosi sia alla storia greca sia a quella romana.
La tragedia “Giulio Cesare” è appunto una di queste opere, alla quale si affiancano il “Coriolano” e “Antonio e Cleopatra”, che si può definire la trilogia

Taras66








