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Otto lezioni in difesa degli studi classici

Nella "Biblioteca Europea" del sito VIVARIUM NOVUM viene ripresentato, in una nuova veste ed una nuova traduzione, un vecchio ma intramontabile saggio di un filologo russo, Taddeus Zielinski, "OTTO LEZIONI IN DIFESA DEGLI STUDI CLASSICI". Il tempo passa, ma i problemi spesso rimangono, nonostante le mutate condizioni dei popoli e della società. Ed oggi, più che mai, le lezioni del vecchio filologo si ripropongono come una difesa appassionata dei principii dell'umanesimo, contro l'avanzare implacabile del tecnicismo freddo e devastante.

L’Accademia “VIVARIUM NOVUM” è stata da me conosciuta e presentata qualche anno fa. E’ un sito molto curato e professionale nel quale vengono presentate varie attività tutte inerenti gli studi classici ed umanistici. Nella Biblioteca Europea, uno dei settori dedicato alle pubblicazioni librarie, ho notato un titolo molto significativo ed invitante per un docente di lettere, “L’antico e noi. Otto lezioni in difesa degli studi classici”. Il testo, come è riportato dalla presentazione redazionale, non è recentissimo, perché fu pubblicato un secolo fa a Pietroburgo da un noto filologo del tempo, Taddeus Zielinski. Tuttavia il tempo, per certi libri e per certi principii non passa mai, rimangono universalmente validi, nel tempo e nello spazio.

Non ho letto il testo, ma ne ho sentito parlare varie volte, citato in occasione di conferenze o articoli relativi al degrado degli studi classici, soprattutto in Italia. Ora noto con sorpresa che è stato pubblicato in una nuova traduzione italiana, a distanza di parecchi anni dalla prima edizione, preceduto dai saggi introduttivi di S. Valitutti, G.P. Carratelli e di N. Capone.

I primi due nomi non hanno bisogno di presentazione, in quanto il primo è un notissimo pedagogista ed umanista, con numeroso saggi, articoli e seminari al suo attivo. Anche G. P. Carratelli è un illustre docente universitario, profondo conoscitore del mondo antico, nonché archeologo di fama mondiale. Quindi la presentazione del saggio dello Zielinski non poteva essere affidata a docenti migliori. Ed è anche questo uno dei motivi che mi hanno attratto verso questo libro che mi sono affrettato ad ordinare. Comunque ve lo segnalo volentieri, ben certo che sarebbe un ottimo acquisto per chiunque abbia a cuore le nostre tradizioni classiche ed il mondo latino nel suo complesso, soprattutto perché il messaggio lanciato un secolo fa è più che mai attuale, anzi attualissimo.

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BIBLIOTECA EUROPEA • VIVARIUM







a cura di

Nicola Capone

saggi introduttivi di

S.Valitutti

G. P. Carratelli

N. Capone





Tadeusz Zielinski

L’antico e noi

Otto lezioni in difesa degli studi classici

p. XXXVIII-150


L’Antico e Noi raccoglie otto lezioni che l’illustre filologo Teodoro Zielinski tenne nel 1903 a Pietroburgo ai suoi studenti ginnasiali sui rapporti tra la cultura antica e il mondo moderno.

Il libro fu un vero e proprio manifesto contro quella tendenza culturale, di stampo positivistico, che riteneva gli studi umanistici inutili nella vita delle società moderne fondata invece su saperi immediatamente legati alla produttività e all’utilità pratica.

Come spiega il prof. Giovanni Pugliese Carratelli, nell’introduzione al testo, questo è un tema ricorrente ancora oggi nella società europea in cui si rimette in discussione l’idea di una cultura che non sia meramente informazione tecnica ma che si arricchisca di quella humanitas necessaria per ogni istruzione specialistica, e che non può prescindere quindi da quegli studia humanitatis che nei paesi di civiltà europea significa cultura letteraria classica.

«Eliminare o ridurre lo studio dell’antichità classica e di altre discipline storiche e letterarie nell’istruzione preuniversitaria significa precludere agli studenti la costruzione di una cultura generale, la conoscenza di un patrimonio di memorie e di idee al quale potrà solo episodicamente accedere in seguito, quando l’impegno professionale non gli lascerà che un angusto margine per l’otium».

L’importanza dei temi affrontati determinò un’immediata circolazione de L’Antico e Noi tra gli esponenti della migliore cultura europea: dopo la prima edizione in russo, fu tradotto in tedesco nel 1905 e ristampato ben due volte in Italia, prima nel 1910 e poi nel 1915. Tra i giovani studenti che collaborarono alle edizioni in italiano sotto la guida di P. E. Povolini, Vitelli e altri illustri personaggi della cultura italiana, allora raccolti intorno all’Istituto di Studi Superiori di Firenze, c’erano Carlo Michelstaedter e Scipio Slataper, che avrebbero lasciato il loro segno non perituro nella filosofia e nella letteratura italiana.