I Romani ed il culto dei morti. Lemuri, Lari e Mani

I Romani avevano un rispetto molto profondo per i loro defunti, ai quali erano riservate anche delle feste e delle celebrazioni che duravano parecchi giorni. Una di queste era la festa detta LEMURALIA o LEMURIA, che cadeva proprio nel mese di maggio.

Lemuri, Larve e Mani: i Romani e gli
spiriti dei defunti
I Romani avevano un calendario ricchissimo di feste e
celebrazioni di vario tipo, lungo tutto il corso dell’anno. Anche il mese di
maggio (1) rientrava fra i mesi in cui non mancavano le occasioni per
festeggiare vittorie e sconfitte, vivi e morti, e così via. Si, anche i morti,
non è una battuta fuori luogo la mia. Ed infatti per ben cinque giorni si
festeggiavano gli spiriti dei defunti, i cd. Lemures, da cui
Lemuria (2) il nome della festa stessa. I giorni stabiliti
erano il 7, 9, 11, 13 e 15 maggio. In origine il termine Lemures designava gli
spiriti dei defunti, sia buoni che malvagi, ma più tardi passò ad indicare
solamente quelli malvagi, ossia i fantasmi che perseguitavano i viventi. Nel
corso della giornata festiva rimanevano chiuse le porte dei templi, mentre il
pater familias si aggirava nel cuore della notte a piedi nudi per la
casa, lanciando fave tutto intorno, per liberarla appunto dai lemures.
Queste notizie ci vengono da Ovidio ( Fasti V 419 sgg.). I Lemures (o Lemuri)
avrebbero avuto anche il nome di Manes (3) in epoca più tarda.

I Lemures (Larvae) possono anche
essere state anime che non riescono a trovare riposo a causa della loro morte
violenta. Esse vagano in mezzo ai vivi perseguitando le persone sino a portarle
alla pazzia. Ai Lemures si facevano riti propiziatori durante il mese di maggio;
nel mese di febbraio, invece, durante le feste Parentalia o Feralia, il 18 e il
21, i discendenti offrivano dei piatti con vivande agli spiriti benevoli dei
loro antenati.

Anche S. Agostino ci riporta
notizie circa le credenze dei Romani e, in particolare essi ritenevano che dopo
la morte degli uomini le loro anime diventavano spiriti, col nome di
Lares se spiriti buoni, Lemures (o Larvae) se
cattivi, Manes (Mani) se indefinibili. Su questo argomento c’è
un ampio discorso nel “De civitate dei” (IX 11 sgg.) con ampi riferimenti anche
al pensiero platonico.

1. cfr. “ABOUT.COM ” per un utile calendario con
l’indicazione dettagliata delle feste di ciascun mese dell’anno. Per maggio
vedi: href="http://ancienthistory.about.com/library/bl/bl_maycalendar.htm">http://ancienthistory.about.com/library/bl/bl_maycalendar.htm

2. cfr. “LACUS CURTIUS“, voce Lemuralia
(Lemuria), ricca di citazioni e riferimenti: href="http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/secondary/SMIGRA*/Lemuralia.html">http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/secondary/SMIGRA*/Lemuralia.html

3. Numerose sono le opere latine nelle quali sono riportati episodi in cui
gli spiriti dei defunti (Manes) occupano un posto di rilievo. Vedi, per esempio,
il lungo episodio dell’ href="http://web.tiscali.it/latino/Apuleio_metamorfosi/metamorfosi_VIII.htm">Asino
d’oro
di Apuleio (VIII 8-14) nel quale una donna,
Carite, sogna il marito ucciso che le svela l’identità
dell’assassino, l’amico Trasillo .

Peeplo Engine

Un motore di ricerca nuovo, ricco e approfondito.

Inizia ora le tue ricerche su Peeplo.