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Una pagina di storia romana rivissuta in Giordania

Nell'antica città giordana di Jerash, ricca di reperti archeologici di epoca romana, si è svolto recentemente un grandioso spettacolo nell'ippodromo, con corse di bighe e scontri di gladiatori, facendo rivivere una pagina di storia con grande realismo. Il mito della grandezza romana resiste ancora, intramontabile.

UN PEZZO DI STORIA ROMANA RIVISSUTO IN
GIORDANIA
Chariot races bring ancient Roman
city back to live in Jordan

Gare di bighe riportano in vita
l’antica Roma

La notizia, pubblicata il 14 giugno scorso,
stranamente, non viene da un giornale occidentale, ma da un giornale diffuso in
Medio Oriente: il KHALEEJ
TIMES
, di casa in Arabia Saudita e nei Paesi degli Emirati Arabi.
Nello scenario dell’antica città di Jerash, antico centro romano in Giordania,
attualmente sito archeologico di notevole importanza per la sua connessione con
la storia, si è voluto dar vita ad uno spettacolo che ci riporta indietro nel
tempo. Lo spettacolo è stato preparato con cura dalla svedese Stellan Linden e
da Fawaz Zoubi, ingegnere meccanico giordano in un restaurato ippodromo,al di là
dell’arco trionfale eretto in onore src="http://vtodisco.supereva.it/char2_14605.jpg" align=right
vspace=8>dell’imperatore Adriano che visitò la città nel 128 d. C. Un po’ più
piccolo del famoso Circo Massimo, l’ippodromo di Jerash è fornito di 10 cancelli
di partenza, sedili originali in pietra per gli spettatori ed è circondato da
colline rivestite da una triplice fila di alberi di ulivo. Il cast è costituito
da soldati dell’esercito giordano congedati, uomini delle forze speciali e
poliziotti. Il modello che ha ispirato gli scenografi è chiaramente Ben Hur. Lo
show inizia con un suono di trombe, mentre l’attore che impersona Giulio Cesare
grida: “Silentium”. Le comparse si schierano in costume da legionari, con toghe
scure e stivali di pelle, e marciano verso il centro dell’ippodromo, reggendo
con una mano il “pilum” e con l’altra uno scudo. Essi avanzano preceduti da un
centurione che dà ordini in latino e da un alfiere che porta uno stendardo con
l’emblema di un toro e le parole “LEG VI”. Per la cronaca, la VI legione fu
costituita nel 52 a.C. da Cesare e prese parte alla guerra civile al fianco di
Marco Antonio.

Con perfetta armonia l’esercito esegue manovre offensive e difensive, dando
vita ad una battaglia contro nemici invisibili, descritti da un narratore come
“un’ orda di barbari che non meritano alcuna pietà”. La voce narrante spiega
agli spettatori come vivevano i legionari, come combattevano e come lavoravano.
Vinta la loro battaglia, i legionari fanno spazio ai gladiatori i quali, nella
vita reale, prestano servizio nelle forze speciali dell’esercito giordano e sono
esperti di combattimenti corpo-a-corpo. I gladiatori si muovono in coppia,
scontrandosi con grande impegno, fino a quando uno di essi non cade per terra,
mentre il vincitore rimane in attesa della decisione finale degli spettatori.

vspace=8>Lo show si conclude con le corse di bighe: sette giri intorno alla
“spina”, la barriera che si trova al centro dell’ippodromo. Da sottolineare che
Lind e Zoubi hanno fatto di tutto per dare una impressione di grande realismo
allo spettacolo. Infatti si è appreso che Lind abbia preso contatto con Alfredo
Danesi, il tecnico che allestì tutte le bighe adoperate nel celebre film Ben
Hur. Stuntmen inglesi hanno fatto da istruttori al cast, mentre esperti di
storia hanno dato una mano per i dettagli.

Gli esperti di viaggi turistici, dal canto loro, hanno dichiarato,
soddisfatti, che lo sforzo compiuto pagherà, ovviamente con l’afflusso dei
turisti nelle prossime rappresentazioni. Ed infatti lo scopo principale di
questi spettacoli è proprio quello di incrementare il turismo, sfruttando la
notorietà dei luoghi.