LA VILLA ROMANA
STRUTTURA E
ORGANIZZAZIONE DI UNA VILLA ROMANA
AI PIEDI DEL VESUVIO
Nella puntata di SUPERQUARK del 24 agosto
2006, come era stato preannunciato da Piero Angela il 17 c.m., si è parlato di
una costruzione tipica del mondo romano, la villa. Ha presentato l’argomento,
Alberto Angela, fornendo un serie di preziose testimonianze dal vivo, cioè
dall’interno di una villa romana di Boscoreale recuperata integralmente dopo
essere stata sepolta per secoli sotto una coltre di cenere e lava.
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Bisogna dare atto al conduttore che le
immagini che ha presentato al pubblico hanno dato una visione davvero realistica
e precisa di questa villa, alla quale dopo la ricostruzione è stato dato il
nome di Villa Regina, probabilmente perché essa fornisce esattamente il modello
di villa che era abbastanza diffuso nel mondo romano. Non dimentichiamo che i
cittadini più abbienti, avevano ville di questo tipo che adoperavano in genere
come residenza estiva, e c’era chi, per esempio Cicerone, ne possedevano anche
più di una.
src="http://it.dada.net/freeweb/vtodisco/villa_boscoreale.jpg" align=left vspace=5> Ma
oltre a servire da abitazione, la villa in genere aveva anche la funzione di
fattoria ed era particolarmente attrezzata per la produzione agricola, come si è
visto nel percorso illustrato da Alberto Angela. Lo spettatore è stato guidato
attraverso ampi locali per la pigiatura dell’uva e la raccolta del mosto in
apposite vasche mediante una opportuna canalizzazione. Quindi sono stati
mostrati numerosi contenitori (dolia) interrati in un
ampio cortile, che fungevano da vere e proprie cisterne di grande capacità.
src="http://it.dada.net/freeweb/vtodisco/stanza_boscoreale.jpg" align=right
vspace=5>Fra le tecniche particolari usate dai Romani, Angela ha accennato
all’uso che facevano i contadini del piombo, la cui ossidazione sotto forma di
un velo di polvere, forniva al prodotto finale una sapore più gradevole e
soprattutto un gusto più dolce, eliminando così l’asprezza tipica del vino
ottenuto dalla pigiatura dei grappoli di uva che non era possibile separare
perfettamente nei suoi componenti fondamentali, cioè i chicchi e il raspo.
Quanto all’uso del piombo, per la cronaca, dagli studi
più recenti è emerso che proprio da questo metallo, usato anche per le
condutture dell’acqua potabile, deriverebbe la diffusione nella popolazione di
una malattia, o meglio, una forma di avvelenamento lento e costante che sarebbe
la causa non ultima del depauperamento della popolazione e quindi del
conseguente declino dell’impero.
Altra particolarità fatta notare da Angela, la
ricostruzione della villa che ha conservato persino le tracce visibilissime dei
pali che servivano per i filari ed i tendoni del vigneto.
src="http://it.dada.net/freeweb/vtodisco/attrezzi_boscoreale.jpg" align=left
vspace=5>Dalla villa l’indagine si è spostata su un annesso museo-antiquarium,
molto interessante per la presenza di numerosi attrezzi adoperati dai contadini,
quali zappe, roncole, falcetti, rastrelli eccetera, in tutto e per tutto simili
a quelli moderni come forma e dimensioni. Dagli attrezzi si è passato allo
spettacolo di una tavola imbandita con i prodotti tipici dell’epoca che,
nonostante il calore incredibile della colata lavica e la lunga permanenza sotto
la stessa, conservano ancora la forma perfetta dei cibi freschi, come frutta,
legumi, castagne, noci. Testimonianza davvero eccezionale quella costituita da
una bottiglia ancora contenente un residuo di olio con un odore certamente non
gradevole di rancido, ma ancora stabile come colore.
In sostanza questa puntata, facendo seguito alle
precedenti dedicate al mondo antico, si qualifica come una pregevole
ricostruzione del passato, grazie soprattutto alle testimonianze di questi
reperti che suscitano ammirazione e stupore per l’elevato grado di progresso
tecnico raggiunto dai nostri antenati. Un grazie ed un plauso alla garbata e
corretta informazione dei presentatori, Piero e Alberto Angela.

Taras66








