La questione
“LATINO“, mi corre l’obbligo di sottolinearlo, è stata
affrontata e discussa in vari interventi in questa sede e altrove.
Parallelamente, la stampa nazionale ed in particolare i maggiori quotidiani,
quali CORRIERE DELLA SERA e REPUBBLICA, in più
occasioni hanno discusso sul tema del latino che lentamente sta ritornando alla
ribalta in Italia, con un vero e proprio risveglio dell’interesse per questa
lingua tanto bistrattata dagli studenti, e non solo, se si pensa alle varie
iniziative partite dallo stesso ministero della P. I. e da vari personaggi
politici, tendenti a privilegiare altri settori, altre discipline ritenute più
idonee alla preparazione di base degli studenti e dei futuri professionisti. Chi
non ricorda la tanto conclamata propaganda delle 3 “I”, cioè
INGLESE, INFORMATICA, IMPRESA
messe alla base della preparazione degli studenti, ritenendole con convinzione
l’unico obiettivo da perseguire, atto a formare la futura classe
dirigente?
La risposta, invece,
inaspettatamente è giunta dai genitori i quali, rendendosi conto che gli
istituti tecnici e professionali, si sono rivelati in pratica del tutto
inadeguati ad affrontare il mercato del lavoro con una garanzia di successo,
come era stato strombazzato dai politici, sono ritornati sui propri passi.
Infatti cosa si è verificato in pratica? Che da un paio di anni in qua sono
aumentate le iscrizioni ai licei classici e scientifici, perché considerati una
garanzia maggiore di una preparazione realmente rispondente alle future
prospettive di inserimento nel mondo produttivo. Ma a parte questa tendenza
ormai inarrestabile, che poi è sotto gli occhi di tutti, le materie umanistiche,
il latino in primis, sono in fase di rivalutazione, perché più adatte alla
formazione completa della personalità. Me ne danno atto direttamente e
personalmente le centinaia di email che mi pervengono non solo da studenti, ma
anche e forse più da ex studenti che, dopo aver seguito un corso di studi di
tipo scientifico, economico o tecnico, hanno sentito il bisogno, o meglio la
necessità di migliorare la propria preparazione rivolgendosi alle materie
umanistiche, e quindi al latino, come materia privilegiata e decisiva per una
preparazione più completa, più ampia e soddisfacente.
E sono questi gli argomenti
che avrei voluto discutere ed approfondire nella mia intervista in
RAI. Purtroppo, si sa, i tempi televisivi e soprattutto dei
programmi che si basano prevalentemente sulla notizia, sulla informazione, più
che sull’ approfondimento, non consentono di portare avanti una discussione
vera. Ecco che vengono fuori queste interviste superficiali, insoddisfacenti,
incomplete, ma non per colpa di chi fa l’intervista, di chi conduce la
trasmissione, come in questo caso la brillante Eleonora Daniele, ma è la
struttura stessa del programma ad imporre dei limiti alla
discussione.
In breve, se come si può
notare nel filmato, la discussione di vari argomenti è stata appena accennata,
perché la conduttrice andava avanti passando immediatamente ad altro, non è per
colpa degli invitati o della conduttrice, ma per la dura legge dei tempi
televisivi. Comunque, nonostante tutto, credo si sia data una piccola
dimostrazione che in Italia c’è una evoluzione nel campo della istruzione,
ritornando a schemi di insegnamento più seri e più solidi. Ed in questa
tendenza, strano a dirsi, ma uno dei paesi più supertecnologici, gli U.S.A.,
sono da anni gli antesignani, perché già da tempo si sono resi conto che il
latino e le materie umanistiche danno un fortissimo contributo alla preparazione
dei propri studenti.
Argomento, questo, che io ho
già sviluppato in varie occasioni, e che avrei volentieri discusso in RAI.
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