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A caccia dei fratelli...del satiro, sul fondo del mare

Il mare continua a restituire ancora tesori d'arte, dopo secoli di riposo assoluto sul fondo del mare. Grazie ai mezzi tecnici sofisticatissimi messi a disposizione dal gruppo ENI, una nave sta operando una minuziosa ricerca nel braccio di mare fra ls Sicilia e la Tunisia, nella speranza di ritrovare il resto del carico affondato insieme alla nave romana dalla quale fu recuperato il famoso Satiro Danzante ora nel museo di Mazara del Vallo.

 

A CACCIA DEI FRATELLI DEL SATIRO… SUL FONDO DEL MARE
 

 

Questo il titolo di un articolo apparso per i lettori stranieri sul notiziario online dell’ANSA La caccia riguarda i “compagni di viaggio” di un satiro vecchio di 2400 anni ripescato dal mare di Sicilia 8 anni fa.

Mercoledi mattina, in una fascia di mare tra la Sicilia e la Tunisia, una nave da ricerca ha iniziato a scandagliare il fondo marino con una sofisticata attrezzatura sonar in grado di rilevare oggetti della grandezza di una antica anfora.

 

Il Satiro Danzante, ripescato nel medesimo braccio di mare nel marzo del 1998, è uno dei più importanti reperti archeologici marini d’Italia, secondo come importanza soltanto ai famosi bronzi di Riace.

I funzionari del dipartimento marittimo della Sicilia sono convinti che tuttora parecchi reperti dello stesso genere giacciono sul fondo del mare fin da quando andò a fondo la nave antica che trasportava il Satiro originale.

 

L’operazione di ricerca viene finanziata dal gruppo ENI  che ha una lunga esperienza nel settore dello scandaglio del fondo marino per la posa in mare di cavi e tubature.

“E’ un sogno che si sta avverando”, ha dichiarato Giorgio Macaddino sindaco di Mazara del Vallo, la città della Sicilia occidentale che è diventata famosa proprio grazie al Satiro Danzante ora nel suo museo. Archeologi e altri esperti a bordo della nave da ricerca esmineranno i segnali e le immagini prodotte dal sistema sonar. Se emerge qualcosa di importante, sarà immersa in fondo al mare una apposita campana per uno sguardo più approfondito.

 

La scultura di bronzo alta 2 metri trovata dai pescatori di Mazara 8 anni fa si ritiene facesse parte di un gruppo che includeva Dioniso, il dio greco del vino e della fertilità, insieme ad altri satiri, fauni e creature mitologiche. Sebbene priva di ambedue le braccia e una gamba, la sua testa da gallo, la capigliatura mossa, il torso e la gamba piegata sono in ottimo stato di conservazione.

 

L’origine del satiro è tuttora un rompicapo. Qualcuno pensa che sia opera del famoso scultore greco Prassitele, ma altri ritengono che sia una copia romana. Ipotesi molto probabile se si tiene conto che le copie romane di sculture greche sono molto numerose. Basta entrare in un museo qualsiasi di Roma.
I restauratori d’arte hanno impiegato quattro anni per ripulire la scultura e adattarle un supporto di acciaio per aiutarla a reggersi in piedi.

Essa è stata la principale attrazione, come una vera star, nel padiglione italiano dell’EXPO Mondiale del commercio e della cultura del Giappone nel 2005, attirando qualcosa come 10.000 visitatori al giorno.
A migliaia si affollavano per vederla quando essa fu messa in mostra a Roma nel 2004 e musei, quali il Louvre di Parigi e il Metropolitan di New York da quel momento hanno richiesto con insistenza di averla in prestito.

 

Un grazie come sempre a David Meadows per la segnalazione pervenuta l’8 novembre 2007