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Le stelle dimenticate: il poema ASTRONOMICA di Manilio

"Le stelle dimenticate: la riscoperta del poema ASTRONOMICA di Manilio", è il tema di una conferenza internazionale che sarà tenuta presso la Columbia University di New York il 24-25 ottobre 2008. La presenza di un folto gruppo di docenti e accademici di vari paesi, come America, Canada, Germania, Francia è una garanzia di successo. Il soggetto è quanto mai moderno e attuale: l'astrologia. Ma sotto c'è un interrogativo al quale dovranno rispondere gli esperti invitati alla conferenza: quali furono i rapporti di Manilio con il potere della sua epoca?

LE STELLE DIMENTICATE: LA RISCOPERTA DEL POEMA “ASTRONOMICA” DI MANILIO
 
Conferenza presso la University of Columbia, New York
24-25 ottobre 2008
 

columbiaLa Columbia University di New York ha programmato per il 24-25 ottobre 2008 una conferenza internazionale sul tema “Riscoprire l’Astronomica di Manilio”,  a cura di Katharina Volk (Columbia) e Steven Green (Leeds). La conferenza è la prima del suo genere nel mondo anglofono.

Ritengo del massimo interesse il giudizio espresso nella presentazione originale inglese dell’evento, secondo cui:

 

” The Astronomica of Manilius is a five-book Stoic didactic poem on astrology which is usually believed to have been composed between c. A.D. 9-16, under Augustus and Tiberius. The poem offers great opportunity for diverse scholarly study, in terms of its genre and intertextuality, its philosophical, intellectual and socio-political background; and yet, but for a few notable exceptions, the poem has been largely ignored, especially by Anglophone scholars, whose silence would suggest compliance with the old-fashioned view that the Astronomica is too difficult to read and digest and/ or full of contradictions and astrological errors and omissions.”

 

L’Astronomica di Manilio è un poema didattico di natura stoica sull’astrologia che si ritiene sia stato scritto nel 9-16 d.C. circa, sotto Augusto e Tiberio. Il poema offre una grande opportunità per lo studio di diversi orientamenti di pensiero, in relazione al suo genere e alla sua intertestualità, il suo sottofondo filosofico, intellettuale e socio-politico; e tuttavia, se non fosse per alcune notevoli eccezioni, il poema è stato ampiamente ignorato, specialmente dagli studiosi Anglofoni, il cui silenzio farebbe pensare a un’adesione al punto di vista vecchio stampo secondo il quale l’Astronomica è un’opera troppo difficile da leggere e riassumere e/o piena di contraddizioni, errori astrologici ed omissioni.

 

Qui, secondo la mia personale opinione non si è tenuto conto di un fatto elementare, ma importantissimo, “Astronomica” è un poema, non un testo filosofico, anche se non privo di qualche spunto filosofico, qua e là. Un poema, peraltro, di carattere didattico, destinato ad un pubblico molto eterogeneo e con un livello culturale medio, ma non basso.

 

Conosco bene l’opera di Manilio per averla letta e studiata anni fa con grande attenzione facendo da tutor ad una laureanda in lettere. In effetti è un’opera non difficile, ma molto ricca di elementi mitologici, a parte le conoscenze astronomiche che sono fondamentali per il discorso che Manilio sviluppa. Una cosa è certa, molti astrologi moderni hanno letto “Astronomica” e ne tengono conto nei loro oroscopi che vanno quotidianamente illustrando in televisione e nei giornali. Ovviamente occorre tener conto delle conoscenze astronomiche dell’epoca di Manilio, molto diverse da quelle moderne. Eppure il nucleo centrale della sua esposizione è ancora condivisibile, anche se da un punto di vista generale.

 

Per quanto riguarda la conferenza si tratta, come si nota nella presentazione dei relatori, di una partecipazione di carattere internazionale, per la presenza di docenti e accademici americani, britannici, canadesi, tedeschi, francesi.

Per esempio faccio notare che il prof. Steven Green (Leeds, U.K.), tratterà uno dei punti pià difficili e controversi di Manilio, ” The Poetics and Politics of Horoscopic Failure in Manilius’ Astronomica”, cioè “La poetica e la politica degli oroscopi errati nell’Astronomica di Manilio”. Ho ragione di credere che il prof. Steven Green chiarirà molti dubbi e varie interpretazioni errate su questo argomento; la sua relazione sarà sicuramente una delle più seguite di tutta l’intera conferenza, anche perché egli è uno degli organizzatori ufficiali.

 

Una domanda che mi viene spontanea su questo argomento, proprio perché conosco l’opera e l’autore, è la seguente: “Chi ci dice che gli errori o le contraddizioni non siano dovute al clima dell’epoca, e quindi originate dal desiderio di non mettersi in contrasto con il potere? Non dimentichiamo che Augusto aveva dato ampio spazio agli uomini di cultura, a poeti per esempio quali Orazio e Virgilio. Ma a quale scopo? Non è noto che Augusto sentì il bisogno di creare il consenso intorno a lui, dopo i suoi precedenti politici che non furono tutti improntati alla massima correttezza, anzi, tutt’altro?

 

Bene, alla chiusura della conferenza sapremo cosa si sarà concluso e quale quadro su Manilio si sarà evidenziato in seguito alle relazioni dei partecipanti. Spero di avere una sintesi a suo tempo, grazie alla presenza di un gentile collega fra il pubblico presente all’evento.

 




 

 

 

 

Forgotten Stars: Rediscovering Manilius’ Astronomica

University of Columbia, New York
24-25 October 2008

Co-organised by Katharina Volk (Columbia) and Steven Green (Leeds)
A major international conference on Manilius’ Astronomica, the first of its kind in the Anglophone world, will take place at Columbia University on 24-25 October 2008.

The Astronomica of Manilius is a five-book Stoic didactic poem on astrology which is usually believed to have been composed between c. A.D. 9-16, under Augustus and Tiberius. The poem offers great opportunity for diverse scholarly study, in terms of its genre and intertextuality, its philosophical, intellectual and socio-political background; and yet, but for a few notable exceptions, the poem has been largely ignored, especially by Anglophone scholars, whose silence would suggest compliance with the old-fashioned view that the Astronomica is too difficult to read and digest and/ or full of contradictions and astrological errors and omissions.

The planned conference aims to put this neglected poet firmly back on the scholarly map, and will bring together an international panel of Latinists, historians of science, and reception specialists to approach the author and his work from a variety of different angles.

Further details will appear in due course on the websites of the Classics Departments at the Universities of Columbia and Leeds. There will also be a further announcement to this e-list in due course.

Below is a list of confirmed speakers with provisional paper titles.

Josèphe-Henriette Abry (Lyon)
Cosmos and Imperium: the Excursus of the Astronomica

Elaine Fantham (Princeton/Toronto)
TBA

Monica Gale (Trinity College Dublin)
Digressions, Intertextuality and Ideology in Didactic Poetry: The Case of Manilius

Patrick Glauthier (Columbia)
Economic Metaphors in Manilius

Steven Green (Leeds)
The Poetics and Politics of Horoscopic Failure in Manilius’ Astronomica

Thomas Habinek (University of Southern California)
TBA

Stephan Heilen (University of Illinois)
The Bonicontrius Commentary on Manilius

John Henderson (Cambridge)
TBA

Wolfgang Hübner (Münster)
Tropes and Figures: Manilian Style reflecting Astrological Lore

Duncan Kennedy (Bristol)
Manilius’ Metaphors

Daryn Lehoux (Manchester)
Myth, Math, and Manilius

Wolfgang Mann (Columbia)
The Manuscript Tradition of Manilius

Caroline Stark (Yale)
TBA

James Uden (Columbia)
TBA

Katharina Volk (Columbia)
In Heaven as it is on Earth?: Manilian Self-contradictions

Posted by david meadows on Jan-29-08 at 5:15 AM