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Un tribunale internazionale deciderà come combattere i pirati del mare?

L'inviato del giornale online EPHEMERIS fa il punto sulla situazione nient'affatto piacevole che vede le navi che transitano nel corno d'Africa soggette ad attacchi continui da parte di pirati del mare che, dopo aver catturato le navi insieme al loro equipaggio, riparano indisturbati nei porti della Somalia. Finora sono 17 le navi catturate dai pirati e 300 gli uomini degli equipaggi che hanno seguito la sorte delle loro navi, prigionieri e tutti in attesa che venga pagato il riscatto preteso dai pirati. Molte sono le soluzioni proposte per risolvere questo problema che pesa gravemente sui costi del trasporto, trattandosi quasi generalmente di navi da carico, ai quali costi si aggiungono gli aggravi imposti dalle compagnie di assicurazione. Tuttavia molti sono anche i rischi e gli imprevisti che non rendono facile il compito di chi dovrebbe intervenire con la forza o con l'astuzia. Ultima ratio, secondo il ministro britannico della difesa John Hutton, potrebbe essere ridare i pieni poteri al regime che governa la Somalia. D'altra parte i rappresentanti di USA e Francia propendono per l'istituzione di un tribunale internazionale che giudichi questi reati.

CREANDUM SIT TRIBUNAL INTERNATIONALE REI PIRATICAE INVESTIGANDAE?

Quomodo sit res piratica cohibenda

Res piratica saevit in maribus Cornu Africae adiacentibus, ad oras scilicet Somaliae, cuius maxima pars ab islamistis tenetur, qui nullam legem praeter Coranicam timent. Ubi adhuc captae tenentur 17 naves et circiter 300 nautae a raptoribus lytrum cupientibus. Quomodo cohibere rem piraticam, et in Somalia et in aliis regionibus mundi, disputabatur nuper inter duces admirales (sive praefectos classis) repraesentatoresque regiminum 25 terrarum in castris Bahrainianis Quintae Classis US-Americanae.

base_piratiSecretarius defensionis USA, Robert Gates, appellavit ad navarchos, ut navis magistros instruant, ne facile – ut mos adhuc praevalebat – arma deponant cum adorti sint a piratis. Recens enim nonnullis navibus onerariis fugere a piratis contigit vim motrorum accelerando scalasque in lateribus navis sursum trahendo. Aliam rei solutionem esse posse – putat Gates – parvo agmine militum omnem insignem navem onerariam instrui, cui rei tamen navarchi reclamasse nuntiatur, dicentes expensa eius fore nimis magna. Accedit ut tunc tales casus raptionis piraticae de iure ut pugnae navales tractent, quo fiat ut societates assecurativae pecuniam pro damnis expendere recusare possint.

Omnes fere disputationis participantes assensi sunt optimam solutionem fieri posse incursum militarem in castra piratarum in oris Somaliae, quam rem ceterum ultimis in diebus Consilium Securitatis Nationum Unitarum probavit. Speculatores enim et US-Americani et alii putant rem piraticam in Cornu Africae spectare magis ad tres aut quattuor gentes Somalicas quam ad tromocratiam islamicam internationalem (ut putabatur a nonnullis antea).

Minister defensionis Britaniae, John Hutton, dixit optimam solutionem hic esset restitutio potestatis regiminis Somalici super totam hanc terram.

Repraesentatores USA et Francogalliae petiverunt tribunal internationale creandum ad rem piraticam diiudicandam.

Scripsit ANL - 20/12/2008 11h15

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COMMENTO:

L’inviato di EPHEMERIS qui ci presenta una serie di proposte per dare una soluzione definitiva al drammatico susseguirsi di attacchi e abbordaggi a piroscafi da carico da parte di pirati che operano in quel tratto di mare che va sotto il nome di “Corno d’Africa”. Abbiamo già dato spazio a un reportage di EPHEMERIS sullo stesso argomento, quando ci fu il clamoroso sequestro di una delle più grosse petroliere provenienti da Dubai.

Quest’ultimo servizio fa il punto della situazione, poiché non è più sostenibile dalla comunità internazionale che dei pirati provochino danni enormi, sia per il fermo delle navi nei porti compiacenti della Somalia, in attesa che giunga il riscatto richiesto, sia per l’aggravio delle spese da parte delle compagnie di assicurazione.

Uno dei sistemi di difesa, per opporsi agli attacchi dei pirati, sarebbe quello di addestrare dei militari armati, pronti a rispondere con le armi ai pirati. Inoltre le navi dovrebbero essere pronte a forzare i motori per sfuggire agli attacchi e, contemporaneamente, ritirare le scale dai lati delle navi. Questo sistema, suggerito dal segretario americano della difesa, Robert Graves, non sarebbe però privo di rischi, né efficace al 100%. A parte il fatto che non tutte le compagnie assicuratrici sarebbero disposte ad addossarsi gli oneri relativi all’armamento di queste pattuglie di scorta.

Altra soluzione sarebbe quella di fare delle incursioni armate sulle coste della Somalia, laddove vi sono i rifugi dei pirati. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarebbe favorevole a questa proposta, anche in considerazione del fatto che la pirateria sarebbe operata da 3 o 4 bande di Somali, e non da terroristi islamici come si era supposto fino a qualche tempo fa.

Si è aggiunta di recente la proposta del ministro della difesa britannico, John Hutton, di dare al governo somalo la piena sovranità su tutto il territorio, con il compito di procedere a una operazione ufficiale di polizia.

Infine i rappresentanti di Francia e Stati Uniti hanno proposto di creare un tribunale internazionale per giudicare questi atti di pirateria e prendere opportuni provvedimenti.

La soluzione, a quanto pare, non è facile, anche per via dei tempi abbastanza lunghi.