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Risultati del convegno romano "Latino? Sì, grazie!"

Si è regolarmente svolto a Roma il 26 febbraio 2009, come previsto, un convegno/corso dal tema "Latino? Sì, grazie!" Nell'intervento troverete la sintesi del convegno, con tutti i dettagli relativi alla partecipazione di vari importanti rappresentanti delle università, della scuola e di varie istituzioni. Il convegno si presentava interessante soprattutto per la particolarità del tema trattato, il Latino, e il suo futuro nel nuovo corso inaugurato dal ministro Gelmini. Uscirà, il Latino, dall'impasse che che ha avuto durante quasi un ventennio? Il convegno ha affrontato vari temi scottanti sul latino, ma senza suggerire vie d'uscite o soluzioni a breve termine.

Cari amici,

la settimana scorsa vi avevo preannunciato un importante convegno/corso che si sarebbe svolto a Roma il 26 febbraio 2009. Il titolo del convegno era “Latino? Sì, grazie!”, sottotitolo “Civis romanus sum, latine loquor”.
Il convegno si è svolto regolarmente e vi riporto una sintesi dell’evento. Il tema era senza alcun dubbio interessante, e forse si attendeva un risultato alquanto diverso, più incisivo, insomma, e più denso di interventi corposi e ricchi di proposte interessanti.

In sostanza la partecipazione attiva c’è stata da parte di docenti qualificati ed esperti di didattica, questo è un dato di fatto. Suggerimenti e proposte sul latino come lingua universale sono state avanzate, senza tuttavia risolvere sic et simpliciter il problema di una lingua che man mano è stata declassata in Italia, in base alla falsa e colpevole opinione diffusa anche da parte delle istituzioni, che si tratti di una lingua morta.

C’è stato l’impegno da parte del ministro a risolvere vari problemi di carattere economico e strutturale delle nostre scuole, problemi fra i quali il latino, diciamolo chiaramente, non è il principale o l’unico. Tutto si basa ora sulla buona volontà del ministro e sulla disponibilità di funzionari, docenti ed esperti di scuola ad attivarsi per migliorare il livello culturale dei nostri studenti, mettendoli in grado di competere con i colleghi, almeno quelli europei. Staremo a vedere quale sarà lo svolgimento delle cose nei prossimi anni. Il Latino prenderà un nuovo corso, o sarà ancora sottovalutato e considerato un peso, non soltanto per i nostri studenti, ma anche per vari docenti e funzionari di livello ministeriale?

Eccovi intanto il rapporto sul convegno romano.

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“Latino? Sì, grazie!”, “Civis romanus sum, latine loquor”.

Convegno/corso

Giovedì 26 febbraio si è svolto a Roma, con il patrocinio del Comune, nella prestigiosa e affollata Sala piccola della Protomoteca del Palazzo Senatorio in Campidoglio (dunque, nel cuore della città) l’atteso Convegno promosso dall’AESPI (=Associazione Europea Scuola e Professionalità Insegnante) sull’insegnamento del latino, dall’esplicito titolo “Latino? Sì, grazie!”. Il Convegno, valido anche come corso di formazione per docenti, voleva dare una adeguate risposta ai rischi di una riduzione delle ore di latino in alcuni ordini di Scuole Superiori.

Il Convegno è stato presentato dal Presidente dell’AESPI, Prof. Angelo Ruggiero ed è stato coordinato dal Prof. Andrea Bottone, che della stessa associazione è responsabile per il Lazio.Particolarmente apprezzato è stato un messaggio della Segretaria del CNADSI (Comitato Nazionale Associazione Difesa Scuola Italiana), la veneranda e sempre battagliera Prof.ssa Rita Calderini.

Come è stato spiegato dagli organizzatori, la presenza o meno del latino nel corso di studi appare sempre più come la discriminante tra una scuola tesa all’educazione della persona e una scuola, invece, subordinata agli interessi dell’economia. In particolare, il sottotitolo “Civis romanus sum, latine loquor“, che campeggiava sull’invito, intendeva sottolineare l’importanza della civiltà romana per il concetto stesso di cittadinanza, ma anche il carattere attuale ed europeo del latino stesso.

Avevano fatto pervenire telefonicamente cordiali saluti il Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, e i Presidenti di Camera e Senato; messaggi scritti di Incoraggiamento all’iniziativa sono giunti dal Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, On. Mariastella Gelmini, e dal Ministro della Gioventù, On. Giorgia Meloni, nonché gli onorevoli parlamentari europei Nello Musumeci e Mario Mauro, quest’ultimo in qualità di Vicepresidente del Parlamento Europeo. Il saluto del Comune è stato portato di persona dall’Assessore alle Politiche Educative Laura Marsilio, che ha dato rilievo al valore assunto dal progetto educativo Latine loqui promosso dall’Assessorato, mentre il saluto della Fondazione Ugo Spirito, che pure aveva concesso il patrocinio all’iniziativa, è stato portato dal suo Presidente emerito, Prof. Gaetano Rasi.

Ai discorsi dei relatori si sono inoltre alternati gli interventi politici degli Onn. Frassinetti e Rampelli che a causa degli impegni parlamentari non han potuto dar vita ad un’organica “tavola rotonda”, come previsto, ma hanno ugualmente partecipato in modo utile ai lavori del Convegno, promettendo di impegnarsi in favore del latino. Per tutta la mattinata si sono alternati al tavolo oratori qualificati, ciascuno dei quali ha contribuito ad evidenziare, con la propria specifica professionalità, la grandezza e l’importanza del latino, auspicando così un celere ritorno dello stesso sui banchi di scuola fin dalla scuola media inferiore e, alle superiori, un concreto potenziamento del suo insegnamento dove esso già esiste e la sua estensione a ordini di studio che ne sono privi.

In particolare il Prof. Enrico Orsi, del Politecnico di Milano, ha sottolineato il legame tra lo studio del latino e le scienze, mentre la Prof.ssa Francesca Orestano, dell’Università degli Studi di Milano, si è soffermata sulla sua utilità per lo studio delle lingue moderne e in particolare sui legami tra il latino e la letteratura inglese. Il Dott. Raffaele Ciambrone ha poi illustrato il valore pedagogico del latino, mentre il Prof. Tommaso Romano ha proiettato il latino nel futuro, come lingua viva per una nuova universalità.

Il ruolo del latino nel sistema dei licei e in particolare nel liceo scientifico è stato trattato dal Prof. Giulio Alfano della Pontificia Università Lateranense, mentre il Preside Vincenzo Casoria ha lamentato, con toni appassionati, che non si trovi spazio per l’insegnamento del latino nelle scuole secondarie di primo grado. Una carrellata sull’insegnamento del latino in chiave europea è stata presentata con aiuto di proiezioni dal Prof. Alessandro Cesareo, mentre il Prof. Luca Lattanzi, Segretario Nazionale dell’AESPI, ha riferito di un esperienza didattica tra metodo tradizionale e metodo natura.

Il Convegno si è concluso con le proposte delle associazioni. Il Convegno, nel limite dei suoi tempi stringati, ha solo aperto un discorso: i singoli aspetti si spera possano essere approfonditi in iniziative a venire.