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Nello Sri-Lanka siamo a una svolta nella guerra civile?

Una notizia confortante proveniente da due fonti diverse. Da una parte la voce latina di EPHEMERIS, sempre presente in tutte le aree dove vi sono problemi in atto, dall'altra la voce di un' autorevole fonte di informazioni, l'agenzia Reuters. La pace è finalmente arrivata in una regione martoriata dalla guerra portata dai guerriglieri Tamils, o si tratta di un ennesimo sotterfugio per sottrarsi all'accerchiamento delle truppe governative, dopo essersi fatti scudo dei civili? In sostanza siamo di fronte all'ennesimo episodio di barbarie ingiustificata.

La guerriglia nello Sri-Lanka forse ad una svolta

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Sembrerebbe di sì, perché le notizie diffuse in questi giorni dalle agenzie di stampa parlano di una tregua chiesta incredibilmente proprio dai guerriglieri ormai alle strette da parte delle forze governative che hanno circondato i ribelli, i quali si sarebbero fatti scudo dei civili rimasti intrappolati insieme a loro, in un ultimo disperato tentativo di sfuggire all’accerchiamento.

Ma ecco come hanno presentato la situazione, da una parte l’inviato di EPHEMERIS e dall’altra l’agenzia Reuters, una delle più attive in campo internazionale. La prima ha rilasciato le notizie il 24 aprile 2009, la seconda nella mattinata di oggi 26 aprile 2009.
E’ interessante il confronto fra le due versioni dei fatti, una in latino, l’altra in Italiano.

 

EXERCITUS TAPROBANUS NULLAS INDUTIAS DATURUS TIGRIDIBUS TAMILENSIBUS
Pugna usque finem

Regimen exercitusque insulae Taprobanes (hodie ut Ceylonia aut Sri Lanka notae) decrevit se plus indutias non propositurum rebellatoribus gregis Tigridum Tamilensium (LTTE), quibuscum pugnae atroces aguntur in boreali parte insulae. Tales indutias ut regimen pronuntiaret appellavit ante paucos dies Organisatio Nationum Unitarum (ONU) timens de sorte circiter octoginta milium (50.000) civium, qui in regione sub potestate rebellatorum manent. Secundum data ONU, quae pervenerunt in manus diurnariorum agenturae Associated Press (AP), in recentibus pugnis vitam amisisse 6.500 cives Lancanenses cum14.000 vulnerati sint.

Locutor ducum exercitus Taprobani, brigadarius Shavendra Silva dixit se non putare Tigrides Tamilenses sinere hos cives in tutum fugere, nam volunt iis uti sicut ‘vivis scutis’, sperantes scilicet his praesentibus exercitum non contra se posse omni vi irruere. Secundum regimen Taprobanum, post decisivum ictum contra rebellatores praeterito die Lunae, circiter centum milibus (100.000) civium contigit in regiones tutas effugere. Quod praeteritis nonnullis mensibus contigerat quoque sexaginta milibus (60.000). Zona, quae hodie in potestate Tigridum maneat, putatur esse superficie tantum 12 chiliometrorum quadratorum. Exercitus ac multi rerum militarium periti in terris occidentalibus credunt LTTE non posse vero longius ictus Taprobanorum repugnare.

Repraesentator consilii UNO profugis tuendis, Amin Awad, dixit se nihilominus sperare duces LTTE "aperturos portam orci ac sinere, ut cives terras tutas petant". Quod ut faciant necesse tamen est, addidit Awad, ut regimen Taprobanum indutias novas pronuntiaret.

Ne pugnae porro persequerentur appellavit modo minister primarius vicinae Indiae, Pranab Mukherjee, cuius adiutores in regionem a Tamilensibus occupatam pervenerunt, ut cum ducibus Tigridum de pace assequenda colloquerentur.

Scripsit ANL - 24/04/2009 12h28

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REUTERS, 26 aprile 2009

Sri Lanka, Tigri Tamil proclamano un cessate-il-fuoco unilaterale

I ribelli srilankesi delle Tigri Tamil hanno proclamato oggi un cessate-il-fuoco unilaterale, mentre l’esercito li circonda ormai in un’area molto ristretta dove sono intrappolati anche migliaia di civili. Lo hanno annunciato i separatisti.

"Di fronte a una crisi umanitaria senza precedenti e in risposta agli appelli lanciati da Onu, Ue e dai governi dell’India e di altri (paesi), Le Tigri di Liberazione del Tamil Eelam (Ltte) hanno annunciato un cessate il fuoco unilaterale", dice un comunicato dello stesso Ltte.

leri i ministri degli Esteri del G8 avevano lanciato un appello a favore delle migliaia di civili intrappolati nella guerra civile nell’isola e avevano condannato con forza l’uso da parte dei ribelli delle Tigri Tamil di "scudi umani".
Mentre aumenta la pressione diplomatica sull’escalation della guerra civile che dura da 25 anni e migliaia di profughi, impossibilitati a fuggire, si sono ammassati nel nord del Paese, teatro dei combattimenti, i ministri degli Esteri del G8 hanno invitato a porre fine al conflitto e dato il proprio sostegno all’invio dell’assistenza umanitaria delle Nazioni Unite.

La pressione diplomatica si è accentuata nei giorni scorsi con il Consiglio di Sicurezza Onu, gli Usa, l’India e altri stati che hanno chiesto alle autorità srilankesi di fermare l’offensiva e alle Tigri Tamil di arrendersi per evitare perdite di civili.
"Condannando con forza l’uso di civili come scudi umani dall’Ltte (il fronte di liberazione del Tamil Elaam), l’uccisione di civili e il terrorismo in tutte le sue manifestazioni, chiamiamo tutte le parti a prendere tutte le azioni necessarie per evitare ulteriori perdite civili", dice la dichiarazione del G8, diffusa ieri dall’Italia, che ne ha la presidenza di turno.
L’Onu dice che almeno 6.500 persone potrebbero essere state uccise nei combattimenti negli ultimi tre mesi, mentre l’esercito dello Sri Lanka sta cercando di condurre l’offensiva finale contro le Tigri Tamil, che combattono dagli anni 70 per la creazione di uno stato indipendente della minoranza Tamil.

Entrambe le parti si accusano reciprocamente di sparare sui civili, negando di esserne responsabili.

NOTA BENE:
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rinvia a un approfondimento della situazione che si evolve di ora in ora.