L' imperatore Vespasiano in una mostra a Roma

Per il bimillenario della nascita di Vespasiano, uno degli imperatori romani più discussi, è stata organizzata a Roma una mostra dedicata alle grandi opere edilizie promosse dall'Imperatore. Non dimentichiamo l'anfiteatro Flavio, ovvero il Colosseo, la maggiore testimonianza del suo regno e la Curia, che, sebbene alquanto malconcia, è sempre una testimonianza della grandezza di Roma nel passato, ovvero il luogo dove si prendevano le più importanti decisioni per lo stato e per l'impero romano. Il prof. Coarelli, ben noto per la sua ampia esperienza di docente e la competenza nel campo dell'archeologia, ha progettato questa mostra che offre motivi di interesse sia per gli studiosi sia per il grande pubblico che arriva a Roma da ogni parte del mondo. Da sottolineare la partecipazione attiva del Comune di Roma per il miglior successo della mostra, anche da un punto di vista didattico. Si è capito, insomma, che il museo è una fonte di sapere, non una sede anonima e statica fine a sè stessa. E questa nuova sensibilità la si evince dai depliant messi a disposizione dei visitatori che illustrano addirittura le finalità didattiche dei musei.

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21 Aprile - 4 Settembre 2009
Divus Vespasianus. Il Campidoglio e l’Egitto all’epoca dei Flavi
Palazzo Nuovo
Tipologia: Archeologia

L’esposizione, realizzata in occasione del bimillenario della nascita dell’imperatore Vespasiano, permette di proseguire e concludere sul Campidoglio l’ampio percorso espositivo illustrato nell’Anfiteatro Flavio e nella Curia.

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La mostra, progettata da Filippo Coarelli, illustra le grandi opere edilizie che Vespasiano realizzò sul Campidoglio, quali la ricostruzione del tempio di Giove Capitolino e il rifacimento del tempio di Iside elevato al rango di santuario pubblico.

Fulcro dell’esposizione è proprio il ruolo centrale che l’Egitto acquistò sotto Vespasiano e i suoi figli e la particolare devozione da loro riservata alle divinità orientali. E non solo sul Campidoglio. Come non ricordare la ricostruzione ad opera di Domiziano dell’Iseo del Campo Marzio, il più grande e famoso santuario romano dedicato agli dei dell’antico Egitto. Maestose le immagini connotate dalla particolare suggestione esercitata da rari marmi colorati che decoravano la grande area sacra e che nel corso dei secoli sono giunte in Campidoglio ad arricchire le collezioni dei marmi antichi.

Sarà questa l’occasione per riaprire al pubblico la Sala Egizia che prospetta sul cortile di fronte alle sale che ospiteranno la mostra dedicata al Campidoglio nell’età dei Flavi.

Le opere esposte sono di altissimo valore e tra queste compare la Triade Capitolina, la famosa scultura trafugata e poi recuperata dal Nucleo Patrimonio Artistico per la prima volta esposta in Campidoglio ad evocazione delle divinità romane per eccellenza onorate nel grandioso tempio di Giove.
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Eccezionale il valore dell’iscrizione che menziona un sacerdote di Iside Capitolina che il Sindaco di Fiesole ha concesso in prestito ai Musei Capitolini già dal mese di novembre e che verrà inserita nella mostra. Si tratta di un documento storico di primaria importanza per l’origine del Tempio di Iside sul Campidoglio dedicato già dall’età repubblicana. Accanto a queste opere vanno considerate altre rare testimonianze della devozione agli dei egiziani riferibili ancora al Campidoglio, come le statuette in granito grigio in prestito dal Museo Nazionale Romano provenienti dagli scavi per la costruzione del Vittoriano.

Ed infine, tra le altre sculture dei Musei Capitolini non si può non ricordare la bellissima testa di Iside o regina tolemaica abbigliata come la dea egizia dall’Iseo della III regione e lo splendido rilievo con Iside Pelagia riferibile all’area sacra presso il porto tiberino.

NOTA BENE

Questa mostra a suo tempo è stata presentata dal quotidiano “La Repubblica” con un reportage molto dettagliato, di tipo prevalentemente turistico.
Per un confronto con il presente reportage a sfondo più particolarmente storico-archeologico, basta cliccare sull’articolo di La Repubblica.

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