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Cricetologia, sive Historia de Cricetorum

EPHEMERIS, come e' noto, e' un giornale online che si occupa di tutto cio' che succede nel mondo, soprattutto se riguarda l'attualita'. Tuttavia non disdegna, di tanto in tanto, di fare una puntata in settori abbastanza inconsueti. In questo caso mi ha colpito un interessante trattatello in latino riguardante un grazioso animaletto che e' presente in molte delle nostre case: il criceto. L'autore e' uno dei piu' attivi redattori, Nicolas Gross. Qui ci presenta un vero trattato scientifico, breve ma preciso ed esauriente, con molti interessanti dettagli sulla vita e le abitudini del roditore che in passato e' stato avversato sopratturtto dai contadini per i danni che provocava alle colture delle graminacce, sue preferite. Senza voler fare concorrenza all'antesignano dei zoologi, Edmund Brehm, il famoso autore dell'opera Vita degli animali, Nicolas Gross ci presenta un agile e piacevole quadro del roditore forse piu' amato nel mondo, specie dai bambini.

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CRICETOLOGIA, ovvero la vita dei criceti

Leo Latinus, ovvero Nicolas Gross, uno dei principali redattori di EPHEMERIS, il noto giornale online in lingua latina, oltre i numerosi articoli di vita, eventi e costumi contemporanei, ci presenta un interessantissimo saggio dal titolo CRICETOLOGIA, ’sive historia cricetorum’ sulla vita di un minuscolo roditore che rallegra molte nostre famiglie: il criceto. In questo caso Nicolas Gross si rifà all’opera di un conterraneo, Edmund Brehm, il famoso zoologo dell’800 che aprì la strada a tutti i lavori successivi dei suoi seguaci e imitatori con la grandiosa opera Vita degli animali.

Vi assicuro che è un’autentica miniera di notizie, che supera di gran lunga un saggio tecnico scientifico sul criceto, ad iniziare dal luogo di origine, fino poi a illustrare gradatamente le sue varietà, le sue abitudini di vita, compresi i gusti alimentari concentrati essenzialmente sui graminacei. Per questo motivo, al pari dei piccoli topi di campagna, ai quali il criceto viene associato per certe somiglianze morfologiche, ma anche per le sue abitudini sotterranee, i contadini lo hanno sempre detestato e tenuto lontano specialmente dai campi coltivati a graminacei.

In effetti l’articolo è documentatissimo, ricco di foto e di dati che riguardano la sua vita particolare, che non è quella che normalmente si nota nelle solite gabbie fornite di dondoli e ruote sulle quali i criceti fanno le loro evoluzioni facendo tintinnare, soprattutto di notte quei campanellini che a lungo andare diventano una vera ossessione.

Insomma qui abbiamo un vero trattato riguardante il criceto, in breve, utile a chi vuol conoscerne origini, vita, abitudini e anche, sottolineo il particolare, alcuni difetti tipici come il carattere alquanto rissoso e impulsivo che rende difficile la convivenza con i suoi simili.

Il tutto in perfetto rigoroso latino. Per questo rivolgo un augurio di buona lettura e buona traduzione agli interessati, che non sono soltanto i bambini, ma anche gli adulti, a quanto mi risulta personalmente.

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COMMENTO
Perché sottoporre ai lettori un testo latino oggigiorno? Ebbene, il motivo è molto semplice. Qui in effetti ci troviamo di fronte a un testo che non è un normale pezzo giornalistico, ma un vero trattato scientifico, nè più né meno. Quindi quale lingua più adatta a esporre un testo scientifico, se non il latino? Mi rifaccio idealmente alla serie di tutti gli scienziati e filosofi del passato, non dimentichiamo per es. Galilei, Keplero, Kant, Bacone, Hume, Spinoza eccetera, immaginando di trovarmi al loro fianco. La maggior parte degli scienziati e filosofi infatti usavano il latino come lingua internazionale che consentiva loro di comunicare agevolmente le proprie riflessioni, le ricerche, gli studi compiuti ai colleghi di altri paesi, di altri continenti. Il latino in sostanza era la lingua universale che aveva un compito molto simile all’inglese nel mondo moderno.

Un tuffo nel passato non fa mai male, se non erro. Ed io mi sono permesso di farlo.

p.s. Sicuramente qualcuno vorrà mettermi in difficoltà rammentandomi che il nostro Galilei scrisse anche opere in Italiano. In effetti la sua fu una vera e propria provocazione destinata a suscitare un putiferio nel mondo così serioso e rigoroso come quello scientifico. E il suo processo ne fu una conseguenza. Lo sappiamo tutti.