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Ritorno a scuola: riflessioni di un docente in pensione

Ritorno a scuola. A settembre sono chiamati a raccolta tutti gli studenti delle scuole d'Italia, ma anche all'estero si segue all'incirca lo stesso calendario. Qual e' lo stato d'animo degli studenti? Cosa si aspettano di nuovo, soprattutto alla luce delle recenti novita' introdotte dal Ministro della Pubblica Istruzione? In qualita' di docente in pensione da un decennio, ho sentito il dovere di rispondere all'appello partito dall'alto del nostro staff e ho messo giu' alcune riflessioni al riguardo. Non si tratta di voli pindarici o appelli retorici poco o nulla rispondenti alla realta' attuale della nostra scuola. In sostanza è uno sfogo genuino di chi e' stato sulla breccia per ben 35 anni, accanto ai giovani, seguendoli nel loro itinerario dall'ingresso al liceo all'uscita dopo la maturita'.

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RITORNO A SCUOLA, riflessioni

E’ tempo di ritorno a scuola per tutti coloro i quali hanno già alle spalle un anno di esperienza. La domanda che ovviamente tutti gli studenti, piccoli e grandi che siano, è più o meno la stessa: “Ci saranno compagni nuovi? Avremo professori nuovi? Le materie saranno più difficili o più facili?” In particolare quelli che dovranno affrontare gli esami, sia di terza media sia dell’ultimo anno di un istituto superiore, si sentono i più sottoposti ad una prova che presenta delle incertezze soprattutto per coloro che non si impegnano adeguatamente.

E in tutte le scuole, si sa, i fannulloni e studenti che lavorano poco ci sono, come ci sono sempre stati. Ma quest’anno in particolare c’è una ventata di cambiamenti che non incoraggia molto gli studenti, per cui c’è un clima di attesa, anche se non proprio nervosismo, visto che mancano parecchi mesi alla conclusione. Infatti si è parlato di sufficienza piena in tutte le materie, come condizione necessaria e sufficiente per essere ammessi agli esami di stato. Addirittura un peso notevole lo avranno anche quelle materie fino a ieri classificate come secondarie o accessorie, per esempio educazione fisica, religione e persino condotta! Ecco quindi che l’incertezza e i dubbi sono più che giustificati.

Ma io aggiungerei anche la situazione psicologica dei genitori, che non è da sottovalutare in quanto il futuro dei giovani, soprattutto se si tiene conto delle vicende abbastanza burrascose della nostra economia, non è molto roseo. Anzi sembra di essere ritornati indietro di vari decenni, quando i ragazzi che uscivano dai nostri licei, tranne alcune eccezioni, non avevano di fronte un futuro molto rassicurante. E i loro genitori lo sono altrettanto.

C’è comunque un dato di fatto da tenere presente e che lascia perplesso me, come tanti altri genitori. Se si seguono gli scambi di email e le richieste di informazioni continue che partono da giovani, cosa che io faccio normalmente, si nota un crescendo costante di interesse per viaggi all’estero per motivi di studio. In effetti un tale interesse è parallelo al numero dei giovani che si recano all’estero per i viaggi di svago estivi o invernali, fatto che è ormai segno di una consuetudine consolidata da alcuni anni a questa parte.

Ed ecco allora le mie considerazioni che si ricollegano alla situazione attuale dei giovani, non potendo fare a meno di notare una strana contraddizione che posso riassumere così. Se la situazione economica del nostro paese è così ambigua e incerta, come si spiega questa corsa ai viaggi all’estero che peraltro non sono poi tanto a buon mercato e pesano sulle tasche dei giovani che in genere non sono percettori di entrate cospicue?

Seconda domanda che mi pongo: se i giovani sono convinti che il loro futuro è poco roseo (ed io i giovani li seguo attentamente, sia ben chiaro) come si spiega la loro ambizione di frequentare scuole, in particolare università, all’estero, premesso che già in Italia il costo degli studi uiversitari è abbastanza alto? Ecco questa strana contraddizione mi colpisce e mi stupisce, lo confesso.

Ebbene, mi sono sfogato e ora attendo gli strali da parte dei critici, ipercritici et similes, che mi definiranno sicuramente un individuo antidiluviano rimasto all’età della pietra, poco aggiornato, probabilmente ignorando che ho insegnato per ben 35 anni in un liceo statale, non solo, ma tuttora a contatto con i giovani attraverso email nelle quali sfogano i loro crucci, i loro desideri, i loro sogni. In breve, non ho ancora perso il contatto con il mondo giovanile.
Un saluto e un augurio di cuore a tutti gli studenti.

Vittorio Todisco
Guida di Latino

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