Un esercito di archeologi dilettanti sta riscrivendo la storia d'Inghilterra

Il GUARDIAN, giornale online Britannico del 28 agosto 2009, ha presentato al suo pubblico un vero e proprio saggio di storia dell'archeologia britannica dal titolo "DIGGING DEEP. An army of amateur archaeologists is rewriting British history" (Scavare in profondita'. Un esercito di archeologi dilettanti sta riscrivendo la storia britannica). In questo servizio curato da Maev Kennedy si ripercorrono le tappe delle più impensate scoperte avvenute in Gran Bretagna a partire dal 1990, tutte ad opera di dilettanti di archeologia, ma che hanno avuto un grande successo per la loro importanza storica facendo conoscere molte pagine inedite del passato dell'antica Britannia, grazie anche alle nuove tecniche e nuovi strumenti di indagine, come lo scanner a laser. Un buon numero di queste scoperte riguardano la presenza dei Romani sull'isola , presenza che ha lasciato molte testimonianze di civiltà e progresso, alle quali sono stati dedicati un discreto numero di miei interventi. Il servizio, devo sottolinearlo, è stato presentato nella rubrica "SCIENCE" del giornale, non come riempitivo o una serie di notizie di poco conto. Al contrario qui si evidenzia l'amore del popolo britannico per l'archeologia, che poi è amore per il proprio passato e la storia del paese. Un rapporto di affetto, insomma, che è difficilmente riscontrabile in altri paesi, pur ricchi di testimonianze storiche, qual è l'Italia. Oltretutto questo eccezionale servizio mi ha fatto pensare ad un giudizio che alcune settimane fa espresse, proprio a proposito del GUARDIAN, il nostro premier, che nei suoi funambolismi mediatici lo definì "un giornale di poco conto" per aver osato parlare della sua vita con toni non propriamente entusiastici. La crociata iconoclastica contro la stampa italiana e straniera non ha risparmiato neppure un giornale serio di grande prestigio, qual è il GUARDIAN. Purtroppo.

metal detector per archeologi

Grazie alla segnalazione di un redattore di ABOUT.COM, e precisamente il redattore di Storia Europea, sono venuto a conoscenza di un ottimo servizio pubblicato sul giornale online GUARDIAN, del 28 agosto 2009, nella rubrica SCIENCE, a cura di Maev Kennedy.

Il titolo è molto significativo,DIGGING DEEP”; sottotitolo “An army of amateur archaeologists is rewriting British history. In effetti il servizio esula dai soliti articoli che appaiono sui vari giornali nazionali, prendendo come soggetto un fatto o un avvenimento di una certa rilevanza; in sostanza questi si limitano alla fredda e nuda cronaca con qualche accenno a un commento.

Questo servizio invece va oltre la nuda cronaca presentando un vero e proprio saggio sulla situazione dell’archeologia in Gran Bretagna e dando utili e interessanti dettagli sull’attività della ricerca archeologica svolta da gruppi di dilettanti archeologi a partire dal 1990.

A questi dilettanti armati di entusiasmo per la materia, ma anche di moderne attrezzature che consentono di svolgere le ricerche e i sondaggi su vaste aree senza la necessità di operare degli scavi approfonditi. Parlo dei moderni scanner a laser che sono ormai entrati nella rooutine quotidiana degli archeologi consentendo scoperte davvero sorprendenti. E molte di queste scoperte ho avuto il piacere di illustrarle fino a non molto tempo fa in questa rubrica.

Nel servizio del GUARDIAN è stato tracciato un panorama molto dettagliato di tutte le più importanti scoperte archeologiche in Gran Bretagna, soprattutto quelle relative al periodo della presenza romana che ha lasciato tracce abbastanza estese e consistenti in tutta l’isola, a cominciare dalla stessa capitale, Londra, l’antica Londinium, subito affermatasi come una delle città più attive e movimentate.
Da epoca remota si presentavano le imponenti tracce dell’ingegneria militare romana in vari fortezze e città fortificate sorte per motivi difensivi del territorio, come punti di appoggio per i contingenti attestati lungo le strade più importanti dal punto di vista strategico.

Fra queste costruzioni è ancora visibile lo straordinario Vallum Adrianum, che si snoda per chilometri da est a ovest, costruito come baluardo a difesa del territorio britannico dalle scorrerie dei barbari che diventavano sempre più minacciosi. Infatti a distanza di anni si sentì la necessità di un secondo Vallum, quello Antoninum, voluto dall’imperatore Antonino Pio per rafforzare la difesa del territorio.

Un fatto importante, ovvero una particolarità accertata solo da studi e ricerche compiute in questi ultimi anni consiste nell’incremento commerciale conseguente soprattutto alla presenza del Vallum Adrianum, Infatti lungo il percorso del medesimo si è notata la presenza di insediamenti umani soprattutto con carattere e finalità prettamente commerciale. Quindi il Vallum non rappresentava un ostacolo allo sviluppo economico della regione, ma lo favoriva.

Ma a parte queste costruzioni prettamente militari, in genere è stato definitivamente accertato che le legioni romane sul territorio, come quelle provinciali costituite da reclute di provenienza locale, erano viste con grande simpatia dalla popolazione. Del resto uno dei pregi fondamentali della presenza romana al di là di Roma fu sempre rappresentata dall’influsso benefico operato sulla civiltà, sulle tradizioni e sul libero scambio commerciale e culturale.

Ritornando al lavoro di questi archeologi dilettanti molte sono state le scoperte, durante gli scavi o le ricerche sul territorio, di costruzioni, monumenti, residenze, depositi o luoghi commerciali, magazzini e persino alberghi eccetera, che contribuivano a rendere più agevole la vita degli abitanti e degli stessi militari che prestavano servizio per lunghi periodi.

Nel servizio vi è un elenco molto dettagliato dei centri dove sono avvenute le scoperte più interessanti per conoscere la storia locale, nonché i mezzi adoperati per ottenere dei risultati eccezionali.

Nel servizio viene messo in grande evidenza lo straordinario spirito civico dei cittadini Britannici che spesso hanno interrotto, senza protestare, lavori molto importanti per lo sviluppo e l’economia locale, come strade, ponti, ferrovie e simili, trovandosi di fronte a zone di grande rilevanza archeologica. Le varie soprintendenze si sono sempre attivate con grande tempestività per proseguire le ricerche archeologiche e procedere al massimo recupero dei reperti incontrati durante i lavori, e contemporaneamente procedendo alle variazioni dei piani di urbanizzazione o sviluppo ferroviario e così via. Una armonia davvero eccezionale difficilmente riscontrabile altrove.

In sostanza il servizio è completissimo, ricchissimo di dati e di annotazioni sia di carattere archeologico, sia urbanistico. Un servizio che può essere considerato quasi una guida per il cittadino che guardi al futuro del proprio paese, rispettando e salvaguardando tutte le testimonianze del passato.

In conclusione vorrei fare alcune precisazioni riguardante l’ambiente e soprattutto le condizioni in cui lavorano questi volontari archeologi, che non sono poi del tutto ideali. Infatti anche in questo settore la crisi economica globale che ha investito in genere tutti i paesi, è stata risentita abbastanza a causa dei fondi non sempre sufficienti a ripagare i volontari delle spese sostenute per le ricerche. A maggior ragione si deve apprezzare il lavoro portato avanti con grande impegno e spirito di sacrificio.

NOTA BENE

Nella pagina di GUARDIAN di cui vi do il link trovate anche i link relativi a precedenti articoli d’archivio relativi ad argomenti di archeologia.

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