L’archeologia ha una sua web tv
25 Ottobre 2009
Ha inaugurato le trasmissioni il 20 ottobre il primo canale televisivo via web dedicato interamente all’archeologia. Cliccando su ARCHEOLOGIAVIVA.TV è ora possibile seguire gratuitamente in rete i migliori documentari sui grandi temi della storia dell’umanità e le notizie sulle ultime scoperte, selezionate dalla redazione dell’omonima rivista dell’editore Giunti, "Archeologia Viva", il cui direttore Piero Pruneti dirige anche l’emittente tv. L’iniziativa nasce con la collaborazione del Museo Civico di Rovereto, che fornisce i documentari da vent’anni proiettati alla sua Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico. I primi film messi in rete sono stati i documentari di Folco Quilici "Un’isola nel tempo", di Alfredo e Angelo Castiglioni "L’armata scomparsa di Cambise", e di Giovanna Bongiorno "Megara Hyblaea". Nello spazio riservato alle notizie sugli scavi in corso fa spicco la scoperta compiuta a Jiroft, nell’Iran sud-orientale, dove la missione archeologica dell’Universita’ di Roma "La Sapienza", direttta da Massimo Vidale, ha riportato alla luce un’intera città sepolta nel deserto, con migliaia di tombe, da taluni identificata con la favolosa Aratta di cui narrano i testi sumeri. Fra i film di imminente programmazione è stato annunciato il nuovo documentario dei fratelli Castiglioni "L’oro di re Salomone", su una scoperta clamorosa di due ricercatori lombardi: sulle montagne dell’Etiopia mercanti vissuti quasi mille anni prima di Cristo raccolsero da una moltitudine di minatori l’oro destinato ad arricchire il tesoro di re Salomone e della regina di Saba.
In verità mi sono soffermato sul primo titolo, "Un’ isola nel tempo", un eccellente documentario della durata di 47′, che ci porta su un’isola a sud della Sicilia, Pantelleria, equidistante dall’Italia e dall’Africa, che potrebbe far pensare ad una terra abbandonata e senza storia, una delle tante isole abitate da pescatori e agricoltori che vivono alla giornata, nell’isolamento più totale. Niente di vero, anzi l’isola, come ci dimostrano personalmente gli esperti che ci accompagnano nella conoscenza di Pantelleria, è un vero gioiello della natura, con un passato ricchissimo di testimonianze sia archeologiche sia storiche, anzi la sua storia inizia da molto lontano, addirittura dal Paleolitico. Che è quanto dire. E si spiega il titolo dato al documentario, più che mai indovinato.

Il territorio è tutto segnato dalla intensa attività vulcanica che è all’origine della stessa isola, così come le numerose isole che circondano la Sicilia, a nord, a ovest e al sud. Da un punto di vista storico sono ancora evidenti le tracce della presenza punica, cartaginese in particolare, ma anche Romana, giustificata ovviamente dalla sua politica espansiva nel Mediterraneo per cui si trovò a competere con i Cartaginesi, dominatori incontrastati per secoli del mare e dell’Africa settentrionale. Pantelleria era un naturale punto di lancio per i Romani, per la penetrazione in area cartaginese, in considerazione della sua posizione strategica. Pertanto non fa meraviglia che fossero interessati al suo possesso, cosa che avvenne dopo vari tentativi che tutti i libri di storia riportano.
Ma le informazioni che gli esperti forniscono sul passato di Pantelleria non finiscono qui, anzi i reperti, per esempio, della struttura portuale che servì ai Cartaginesi come ai Romani, sono soltanto una minima parte della sua storia millenaria. Una testimonianza diretta che giustifica il traffico marittimo che già nel lontano passato si svolgeva, avendo come base l’isola, è data lalla presenza di ricchi giacimenti di ossidiana, una pietra vulcanica non molto diffusa in natura, che ha delle proprietà particolarii.
La pietra, infatti, colpita opportunamente non si rompe in frantumi o pezzi amorfi, ma si sfalda in pezzi molto taglienti e acuminati. Una proprietà che consentiva agli uomini primitivi di ricavarne degli utensili utilissimi per la caccia e per i vari lavori sul legno, sulle pelli degli animali e così via. E una delle guide, il prof. SebastianoTusa, ce ne offre una dimostrazione pratica. Ancora un’altra interessante informazione fornitaci dalle guide riguarda un particolare tipo di pentola di argilla cotta al fuoco, completa di coperchio, prodotta nell’isola, molto apprezzata non soltanto nelle immediate vicinanze, ma persino in aree molto lontane. Il successo di questa pentola sembrò strano e ingiustificato finché non se ne scoprì il motivo: la pentola aveva una robustezza al calore davvero eccezionale, superiore a quella delle pentole di argilla comune. Ed era materiale che la rendeva così robusta. Infatti l’impasto di argilla locale comprendeva anche minuscoli frammenti di ossidiana.
Molti sono i dettagli su cui le guide si soffermano, fornendo delle spiegazioni oltremodo interessanti sulla struttura delle abitazioni primitive, situate in modo da offrire un sicuro riparo dal vento che qui è particolarmente fastidioso, soprattutto di inverno. O sulla capacità della vegetazione di resistere alla calura estiva, grazie al lento assorbimento del terreno della umidità atmosferica.
E per concludere, il documentario ci offre una lezione pratica di archeologia, dimostrando come gli antichi abitanti dell’isola disponevano il focolare per la cottura del cibo, ricorrendo ad alari che si adattavano alla conformazione delle pentole o di grandi vassoi.
Io vi ho descritto soltanto un piccolo campionario analizzato nel documentario, ma in realtà c’è tanto materiale interessante non soltanto per gli studiosi della materia, ma anche per i semplici appassionati di storia antica, archeologia, paleontologia e così via
NOTA BENE
.Per accedere al documentario, che peraltro non è l’unico disponibile della serie, basta entrare nella homepage del sito di Archeologia Viva Tv <http://www.archeologiaviva.tv/> . Nella home page potete scegliere il documentario che vi interessa, iniziando da "Un’isola nel tempo", cliccando sul link relativo.

Taras66









