TEHERANIA ASSENTIT, UT DITATUM URANIUM PEREGRE EVEHAT
Finis rixae de uranio Persico?

Regimen Persarum assensit die Mercurii ad proposita civitatum occidentalium et Russiae, quae spectant ad programma nucleare huius terrae - nuntiavit praeses Internationalis Agenturae Energiae Atomicae (IAEA) Mohamed El Baradei post negotiationes modo habitas Turici Helvetorum.
Repraesentatores regiminis Persiae (sive Iraniae) consenserunt, ut usque finem huius anni 1.200 chiliogramma a se iam ditati uranii Irania traderet Russiae et Francogalliae. Pro quo obtinebit eandem copiam uranii, quod tamen ita ditatum a Russis Gallisve est, ne adhiberi possit ad arma nuclearia facienda.
Qui nuntius omnino inopinatus peritis videtur, nam usque ad diem Lunae duces Iraniani nuntiaverunt se nullo modo assensuros ad flagitationes terrarum occidentalium (imprimis Civitatum Unitarum Americae), ut programma nucleare huius terrae - quo velit Teherania energiam nuclearem producere - aboleatur. Multi tamen viri politici orbis occidentalis timuerunt Iraniam re vera studere, ut arma nuclearia obtineat, quibus minari possit imprimis Israeliae.
Pactum de programmate nucleari a repraesentatoribus Iraniae officialiter firmandum sit proximo die Veneris.
Photographema a satellite facta monstrat fabricam ad oppidum Natanz, ubi uranium Persarum ditatur.
Scripsit Stanislaus Varsoviensis - 21/10/2009 23h01
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COMMENTO:
Questa settimana EPHEMERIS pubblica un servizio sulla svolta assunta dalle trattative con la Persia perché dimostri al mondo intero la sua volontà di voler utilizzare l’energia atomica per scopi assolutamente pacifici, in primis per la produzione di energia elettrica.
L’industrializzazione di un paese dipende in larga misura dalla disponibilità di energia elettrica e, nonostante le ampie scorte di olio combustibile estratto dai giacimenti persiani, queste sarebbero sufficienti per i bisogni interni. Tuttavia la necessità di fare cassa e acquisire valuta pregiata all’estero con la vendita del petrolio, ha spinto il governo persiano a incrementare gli sforzi verso l’energia atomica. Almeno questa è sempre stata la giustificazione ufficiale. Ma i dubbi sono sempre stati grandi negli ambienti internazionali, vista la politica aggressiva anche di altri paesi, fra cui la Corea del nord, oltre la stessa Persia.
A Vienna in questi giorni c’è un convegno di ministri degli esteri intenti a fare il punto della situazione e trarre delle conclusioni atte a instaurare un periodo di tranquillità nel mondo. La decisione del governo persiano di voler seguire la strada delle trattative con vari paesi, fra cui principalmente Russia e Francia, per esportare l’uranio arricchito, in cambio di uranio normale, sospendendo definitivamente l’attività in patria, è stata accolta con sollievo da tutti. E’ augurabile che questo passo attenui e faccia cessare tutte le polemiche passate che hanno tenuto col fiato sospeso il mondo intero.

Taras66








