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La linea C a Roma interrotta a causa di ritrovamenti archeologici

Roma continua a riservarci delle sorprese nel suo sottosuolo. Questa volta ha addirittura bloccato i lavori della terza linea della metro, come ha raccontato e descritto nel suo servizio una giornalista britannica ad un giornale online, l'HERITAGE.KEY, facendo persino un confronto con la metro di Londra. Ovviamente nel confronto Roma ci perde molto come lunghezza dei lavori, mentre Londra vanta una realizzazione molto più veloce nonostante la maggiore estensione del suo percorso. Ma quelllo che preoccupa i Romani è che, pur essendoci un progetto per una quarta line, si ignora quando tutto l'intero progetto sarà completo.

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Rome’s Third Metro Line Delayed Again By Archaeological Discoveries

La terza linea Metro di Roma ritardata di nuovo da scoperte
archeologiche

Questo è il titolo di un servizio pubblicato sul giornale online HERITAGE.KEY dalla studiosa britannica Bija Knowles. Il testo fa riferimento alle nuove interruzioni per i lavori della linea C della Metro di Roma. Questa volta sono apparsi resti molto interessanti di quello che è probabilmente il teatro privato di Pompeo a giudicare dai muri, dalle scale e dalla struttura generale dell’impianto scenico. Uno dei pezzi più interessanti dal punto di vista artistico è una testa di Dioniso, staccata dalla statua originale per cause ignote, ma che forse potranno essere accertate quanto prima. Ci vorrà del tempo per analizzare e studiare con attenzione tutto ciò che in questi giorni sta emergendo dal sottosuolo di Roma.

Si tratta dell’ennesimo ritrovamento che comporterà sicuramente un ulteriore ritardo nell’esecuzione dei lavori. Il particolare che mi ha colpito in questo ritrovamento - devo confessarlo - è stato l’aver appreso tutti i dettagli dello scavo da un dettagliato servizio di una studiosa britannica, Bija Knowles, che attualmente risiede a Roma, redattrice della rivista online Archaeological Discoveries Heritage Key. Nulla, invece, è apparso sui quotidiani nazionali.

Molto interessante il confronto fra la storia della Metropolitana di Londra e la Metropolitana romana, che risultano chiaramente molto diverse per una serie di caratteristiche proprie di ciascuna delle due. Roma, è arcinoto al mondo intero, ha un sottosuolo ricchissimo di reperti legati alla sua storia millenaria, per cui i cittadini e i visitatori della città si trovano a calpestare senza saperlo un vero museo nascosto sotto terra. Ed ecco i motivi per cui la metropolitana di Londra ha potuto espandersi tranquillamente lungo gli anni per circa un secolo raggiungendo una estensione eccezionale con una rete fittissima, Roma, invece, partita con enorme ritardo a causa della guerra, ed anche perché il regime fascista aveva privilegiato il rinnovo urbanistico con l’abbattimento di buona parte delle vecchie abitazioni in vicinanza del Colosseo, in Via dei Fori imperiali e Via della Conciliazione, non si era pensato ad una via sotterranea che snellisse il traffico che è diventato inesorabilmente sempre più caotico.

A proposito della storia della politica urbanistica a Roma durante il Fascismo, vi rimando al magnifico documentario realizzato da Corrado Augias, dal titolo “I SEGRETI DI ROMA“, della collana documenti “LA REPUBBLICA-L’ESPRESSO”, che ho avuto il piacere di presentare alcuni mesi fa. A parte lo spazio dedicato all’antica Roma, Augias opportunamente inserisce degli interessanti documenti relativi alla moderna Roma, e approfondisce con immagini anche inedite tutto l’aspetto e le fasi di quello sventramento operato per volontà di Mussolini.

Ma ritornando al servizio su Roma di Bija Knowles, ecco come la studiosa stabilisce il confronto fra le due città, Londra e Roma:

“Mentre la metro di Londra possiede già la maggior parte delle sue 12 linee e 250 miglia di percorso attive ben prima della metà del ventesimo secolo, Roma sta ancora lottando per aggiungere una terza linea della metro. Il problema è l’antichità: la metro ha un percorso sotterraneo in profondità, al punto che gli stessi tunnel non interferiscono troppo con gli strati di Roma ricchi di civiltà sepolta. Le stazioni e le prese d’aria, tuttavia, hanno bisogno di emergere in superficie e concorrono alla disperazione della impresa che realizza i lavori per il fatto che molto spesso essi si imbattono in aree archeologiche di grande importanza.

La prima linea (chiamata B, non in ordine cronologico) fu completata nel 1950, e la seconda (linea A) seguì nel 1980 dopo 20 anni di lenti scavi archeologici. Ma quale speranza c’è ora per la nuova linea C? Con la data fissata per il 2015 il presidente dell’impresa dei lavori, Giovanni Ascarelli, ammette che il progetto per le infrastrutture andrà ben oltre la data prevista.

Il servizio si diffonde poi sui particolari delle scoperte archeologiche fatte sulla linea C. Eccoli:
“Molte delle scoperte fatte durante i lavori sulla metro sono di grande importanza; esse sono state annunciate oggi 23 ottobre 2009 a palazzo massimo da tre archeologi che lavorano sul progetto: Roberto Egidi, Mirella Serlorenzi e Fedora Filippi. Esse comprendono:

- un auditorio ritenuto dell’epoca di Adriano trovato in Piazza Venezia a circa 5 metri di fronte al monumento a Vittorio Emanuele;
- il Ginnasio Greco di Nerone nelle vicinaze delle terme di Nerone in Corso Vittorio Emanuele (di fronte alla chiesa di Sant’Andrea della Valle);
- tracce di un canale che drenava il terreno paludoso del Campo Marzio;
- parti delle mura Aureliane del 271 d.C.;
- tracce di macchine ed attrezzature adoperate nella costruzione del Colosseo:
- resti di abitazioni umane del periodo eneolitico e dell’Età del Bronzo (dal IV al III millennio a.C.) nei pressi di Gabii.

Secondo la Filippi c’è ora la dimostrazione che occorre ridisegnare parte della mappa del Campo Marzio (il Campo di Marte è un’ampia area dell’antica Roma tra il Colle Capitolino, il Tevere e il Colle del Quirinale, adoperata in passato per l’addestramento militare).

Seguono poi delle supposizioni circa il proseguimento dei lavori della linea C e i progetti addirittura di una linea D con uno spiritoso commento della giornalista.

NOTA BENE

Della stessa giornalista e studiosa, vedi l’articolo “Via dei Fori Imperiali: Mussolini’s Fascist Route Through Rome
che rievoca la storia dello sventramento di Roma attuato fra il 1931 e il 1933 da Mussolini. E’ una ricostruzione molto fedele e dettagliata, accompagnata da immagini d’epoca. L’articolo ha un sottotitolo davvero interessante: “From Sheep Pasture to Number One Tourist Attraction” (Da pascolo per le pecore ad attrazione turistica numero UNO).

L’articolo, molto denso come informazioni e ricco di dettagli, pubblicato il 9 ottobre 2009, devo sottolinearlo, contiene numerosi giudizi di carattere storico degni di nota. Vedi per esempio quanto ella dice a proposito dell’Ara Pacis e della sua ricostruzione in periodo fascista. E per finire sul personaggio Mussolini e il suo culto della personalità, in cui si inserisce perfettamente la sua idea di voler fondare un impero fascista sul modello dell’antico impero romano.
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Probabile testa di Dioniso trovata durante lo scavo per la linea C in piazza Venezia
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