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Archeologia e Architettura a Bari

La Scuola di specializzazione in beni archeologici operante presso l'Università degli Studi di Bari, ha organizzato per il 9 febbraio 2009, una tavola rotonda sul tema "ARCHEOLOGIA E ARCHITETTURA A BARI" e tema specifico "Quale progetto per il nuovo Museo Archeologico della città?" Considerata la vastità dell'area archeologica esistente in Puglia, Bari si troverebbe a gestire un museo archeologico fra i più importanti d'Italia. Ecco quindi l'interesse a far conoscere ad un vasto pubblico quale dovrebbe essere in pratica la struttura di questo importante polo museale che si troverebbe in diretta concorrenza con il Museo Nazionale di Taranto. Ci si augura, dunque, che da questo incontro culturale emergano chiarimenti sulle rispettive competenze future e vengano fugate possibili ombre che danneggino la importante funzione dei musei.

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Università degli Studi Bari - Scuola di specializzazione in beni archeologici

Il giorno 9 febbraio 2009, alle ore 9:00, nel Salone degli Affreschi del PALAZZO ATENEO di Bari, avrà luogo una tavola rotonda sul tema generale "ARCHEOLOGIA E ARCHITETTURA A BARI". Argomenti specifici saranno "San Pietro e Santa Scolastica. Quale progetto per il nuovo Museo archeologico della città?

Coordina i lavori il prof. Mario Torelli, Ordinario di Archeologia classica presso l’Università di Perugia.

L’invito parte dal Direttore della Scuola, prof. Luigi Todisco.

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Confesso che personalmente mi sento onorato per questo invito che giunge quanto mai gradito per vari motivi, non ultimo che qui in questa università ho percorso tutto il mio curriculum scolastico, a partire dalla laurea in lettere. Aggiungo che mi sento quanto mai coinvolto, soprattutto sul tema dell’archeologia, perché seguo da molti anni le vicende dei beni archeologici della Puglia, vicende quanto mai complesse e a volte burrascose. Tanto per citarne qualcuna, voglio ricordare il momento drammatico vissuto dai residenti a Taranto a causa del ventilato spostamento del Museo Nazionale del capoluogo Jonico, onore e vanto della città, che ebbe il suo momento di gloria indimenticabile grazie alla presenza nelle sue teche dei giustamente famosi ORI di Taranto, che erano contesi da tutti i musei del mondo per avere il piacere e l’onore di metterli in mostra.

Ma l’inadeguatezza del Museo a contenere la grande quantità di pezzi di grande valore artistico e archeologico aveva spinto i responsabili del settore Beni Culturali a suggerire lo spostamento sic et simpliciter di tutto il materiale esistente nel museo presso la sede di Bari, peraltro da adattare opportunamente non essendo in grado di accogliere agevolmente al momento la enorme quantità di pezzi giacenti persino negli scantinati del museo di Taranto. Poi sono intervenuti vari motivi che hanno fatto accantonare il progetto di trasferimento, ripiegando su un più semplice e accessibile piano di ristrutturazione dell’edificio anche da un punto di vista economico.

Ritornando a Bari e al progetto del nuovo museo archeologico, c’è da dire che in effetti Bari si trova al centro di una area molto vasta e ricchissima di siti archeologici, tant’è che da alcuni anni si sta procedendo con molta cautela nei sondaggi e nello studio del territorio, che sta dando risultati davvero sorprendenti in generale grazie alle nuove tecnologie a disposizione degli archeologi. Si pensi, per esempio, ai nuovi scanner che consentono di analizzare il sottosuolo senza la necessità di effettuare scavi invasivi e costosi, oltre agli inconvenienti connessi alla occupazione per periodi di tempo abbastanza lunghi di spazi abitati. E’ in atto un progresso tecnico senza dubbio eccezionale che sta agevolando enormemente gli archeologi, ma purtroppo non solo gli archeologi, precisiamo. Dalle cronache più recenti infatti è emerso che persino i tombaroli si stanno attrezzando adeguatamente con strumenti sofisticatissimi. E la Puglia non è seconda in Italia quanto ad aree appetibili per il ricco mercato clandestino, anche se con le forti limitazioni derivanti dai recenti accordi internazionali che hanno inferto un duro colpo al commercio di reperti archeologici con l’estero che per anni ha fruttato parecchio denaro ai tombaroli nostrani.

Comunque non mancano sulle pagine del quotidiano locale della Puglia, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, cronache relative a tesori archeologici provenienti da scavi clandestini o trafugati da collezioni private o altri siti, scoperti da carabinieri dei reparti specializzati, e pronti per prendere vie sotterranee. Il mercato langue, ma non è del tutto fermo o bloccato indefinitamente. A questo proposito ritengo che delle novità emergeranno dalla tavola rotonda in questione. Ecco perché sarebbe auspicabile la partecipazione di chiunque risieda in zona e abbia voglia di essere messo al corrente della situazione locale.