
Pompei: Scavi incustoditi, turisti si avventurano ovunque
Questo è successo durante un’assemblea sindacale proclamata per protestare contro la sovrintendenza e il governo.
La notizia è stata diramata dal foglio locale, STABIA.NEWS, rimbalzata immediatamente oltre oceano.
Ed ecco il servizio che ha suscitato non poca apprensione per le conseguenze che l’assenza di sorveglianza poteva avere in un sito dove in passato i danni provocati dall’incuria sono stati molto frequenti. Ora la situazione è nettamente migliorata con la nuova gestione, con la speranza che non si ritorni all’abbandono del passato, deplorato non solo dagli Italiani ma anche dagli stranieri che hanno sempre guardato con grande attenzione il nostro patrimonio archeologico. E Pompei, è risaputo, è un gioiello della civiltà Romana che ha bisogno di una grande cura e non ammette distrazioni di qualunque genere affinché rimanga intatto per il futuro.
Susy Malafronte Pompei. Avrebbero potuto fare di tutto, magari staccare un mosaico e portarselo a casa. Di certo sono saliti su pezzi di colonne e capitelli per farsi immortalare come antiche statue. Il monumento archeologico più conosciuto al mondo per due ore in balìa dei turisti. Tutto perché qualcuno ha «dimenticato» di chiudere i cancelli mentre era in corso - fino alle 10,30 - un’assemblea indetta dalla Cisl, Uil, Flp e Rdb. Mentre gli addetti alla sorveglianza erano impegnati nell’auditorium a discutere del loro futuro lavorativo e a contestare gli ordini di servizio emessi dalla soprintendente Maria Rosaria Salvatore e il commissariamento, poco lontano, tra le antiche vestigia i visitatori circolavano all’interno delle prestigiose domus prive di custodia.
I cancelli, dunque, sono stati aperti alle 8,30, nonostante non fosse stata garantita la sorveglianza necessaria alla tutela del sito e dei visitatori, e la biglietteria - gestita da privati - ha regolarmente lavorato. Se dalla soprintendenza fanno sapere che «laddove non arriva l’occhio umano si accendono i cento occhi elettronici a difesa dei tesori della città sepolta», è pur vero che gruppi di turisti si sono avventurati in zone incustodite, spingendosi anche in luoghi indicati da cartelli come pericolanti. «Ai gruppi accompagnati - ha precisato una guida turistica autorizzata dalla Regione - è stato chiesto di fare attenzione a non danneggiare gli affreschi. Per loro abbiamo garantito noi. I turisti che hanno scelto di visitare gli Scavi autonomamente, invece, potevano benissimo accedere in luoghi proibiti».
Secondo i vigilantes il personale che, ieri mattina, dalle otto e trenta alle dieci è stato impegnato nel servizio di controllo era di circa trenta unità. Il numero minimo indispensabile per garantire la sicurezza a sito archeologico aperto. «Molte case - dichiarano invece le guide - erano incustodite. Ripetiamo siamo stati noi a fungere da custodi». Una delle aree più scoperte è risultata essere quella alle spalle del ristorante degli scavi. Un gruppo di turisti padroni per due ore dell’area archeologica, di cui facevano parte anche dei bambini, si sono spinti oltre i limiti del perimetro consentito al pubblico perché attirati dal meraviglioso panorama che affacciava sulle isole di Capri e Ischia.
«Bellissima questa parte degli Scavi - ha detto uno studente universitario romano - è la terza volta che visito la città sepolta ma mai mi ero spinto fino a questo punto». Così come sono diventate inviolabili le colonne del Foro. Turiste giapponesi hanno osato oltre il dovuto arrampicandosi, appunto, sulle colonne romane per provare il brivido di farsi immortalare su di un monumento importante della città distrutta duemila anni fa dalla furia del Vesuvio. Gli Scavi incustoditi, oltre a rappresentare un pericolo per i visitatori che, in assenza di personale atto a far rispettare le regole, hanno avuto libero accesso alle zone proibite, hanno messo a repentaglio gli affreschi e i mosaici delle antiche dimore pompeiane. Le telecamere della soprintendenza archeologica, comunque, non hanno segnalato pericoli per i turisti e per il monumento. C’è da dire, però, che non tutti i quarantaquattro ettari riportati alla luce sono interessati dal sistema di videosorveglianza.
Il servizio continua con dettagli sul comportamento del personale impegnato in una assemblea sindacale.
Ma a questo punto, per dovere di cronaca e correttezza di informazione devo aggiungere alcuni commenti che l’amico e collega David Meadows, dal Canada, mi ha inviato insieme alla segnalazione del servizio pubblicato da STABIA.NEWS. In particolare ecco il titolo da lui dato alla situazione italiana attuale nel settore dei Beni Culturali.
What is Going On At Italian Sites???
Egli si riferisce in particolare ad un cambio di consegne nel settore dei Beni Culturali diretto dal ministro Bondi. Ma ggiunge anche un episodo che ha stupito non soltanto i Romani che erano presenti nel Panteon, assistendo ad un concerto di un complesso Russo, interrotto bruscamente da una sorvegliante per la chiusura immediata del sito, prima che il concerto avesse termine. Immediate le scuse del ministro Bondi per la rozzezza dell’intervento più che mai inopportuno. Questo episodio si aggiunge ai tanti che hanno una risonanza mondiale. E Bondi lo sa molto bene.

Taras66








