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Il Calendario Romano, riferimenti bibliografici

Il Calendario romano costituisce un argomento quanto mai interessante per chi si avvicina al mondo Romano con grande curiosità. Ebbene, un utile riferimento, per non dire un valido ausilio può essere considerato il materiale presente nel sito ottimamente gestito da Bill Thayer, ovvero LACUS CURTIUS, che ospita un dizionario di antichità Romane sempre valido, nonostante gli anni. E' il dizionario dello Smith, aggiornato, riveduto e corretto. Provare per credere. Basta cercare la voce CALENDARIUM.

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IL CALENDARIO ROMANO, PARTICOLARITA’

In questo periodo dell’anno diventano molto frequenti le domande dei lettori e appassionati di storia Romana, riguardanti la storia del calendario Romano e le sue vicissitudini.

Ebbene, una delle fonti più esaurienti, in grado di soddisfare qualsiasi richiesta, è senza alcun dubbio il sito LACUS CURTIUS, gestito magistralmente da anni dall’infaticabile Bill Thayer, un vero appassionato della Storia di Roma e della storia dell’Arte Italiana. Il sito ospita una vera miniera di notizie e informazioni relative alla civiltà Romana, qual è universalmente riconosciuto il Dizionario dell’antichità Romana dello Smith.

Anche se in commercio vi sono ottimi dizionari dell’antichità Classica, che alcuni anni fa ho passato in rassegna in questa rubrica, fra cui emerge l’Oxford
Dictionary, in versione italiana aggiornata di anno in anno, ma anche il volume ANTICHITA’ CLASSICA, della serie “le garzantine”, devo sottolineare che lo Smith conserva un suo fascino particolare, grazie sicuramente al ricco corredo di informazioni e riferimenti alle fonti, che ne fa uno strumento utilissimo agli studiosi.

Addirittura, se la memoria non mi inganna, c’è stata una scuola italiana che qualche anno fa ha preso l’iniziativa di farne una traduzione dall’inglese con il consenso di Bill Thayer. Ignoro, però, a che punto sia il loro lavoro. Comunque è da apprezzare questa iniziativa che comporta una fatica non lieve a causa dei tecnicismi e del linguaggio particolare adoperato a suo tempo dall’autore del dizionario.

Per completare l’argomento devo precisare che l’articolo dello Smith è molto esteso e dettagliato, partendo proprio dalle basi del calendario, cioè dalla suddivisione dei mesi, inizialmente solo dieci, poi diventati dodici, di cui troviamo un residuo negli ultimi, ovvero settembre, ottobre, novembre e dicembre, da septem-octo-novem-decem.

Interessante, fra l’altro, tutta la trattazione sulla riforma Giuliana del calendario, cioè quella apportata da Giulio Cesare e infine l’ultima, quella apportata da papa Gregorio. Il calendario, insomma, non è uno scherzo, ma una cosa seria che peraltro contiene le tracce evidenti dei costumi e delle usanze dei nostri antenati Romani, profondamente legati al mondo agricolo e ai suoi cicli vitali, tant’è che l’anno per loro iniziava a marzo, tanto per capirli, ossia con l’inizio della primavera. Poi man mano le cose sono cambiate profondamente.