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Individuato il nome di Augusto su una stele egiziana

Il quotidiano Britannico INDEPENDENT del 10 aprile 2010, nella sezione Archeologia riporta un servizio che riguarda la Storia Romana. Quello che ha sorpreso gli archeologi è ritrovare il nome dell'imperatore Augusto inciso su una stele egiziana eretta come ricordo di una vittoria Romana nel 29 a.C. inserendo Augusto fra i faraoni. Un fatto davvero sroprendente

UNA STELE EGIZIANA NOMINA L’IMPERATORE ROMANO AUGUSTO COME FARAONE

Gli studiosi, nel tradurre il testo inciso su una stele eretta nel tempio d Iside in Egitto nel 29 a.C. come ricordo di una vittoria Romana, hanno scoperto il nome dell’imperatore Augusto inciso in un cartiglio, onore normalmente riservato a un faraone Egiziano.

Si ricorderà che le forze di Ottaviano sconfissero Cleopatra e Marco Antonio nella battaglia di Azio nel 31 a.C. e conquistarono Alessandria subito dopo. Gli storici ritengono che Ottaviano, nonostante governasse l’Egitto dopo la morte di Cleopatra, in realtà egli non fu mai incoronato come un faraone Egiziano.

La stele fu commissionata da Caio Cornelio Gallo, soldato Romano e poeta che fu incaricato da Ottaviano di amministrare l’Egitto come una provincia, reggendo l’incarico fino al 27 a.C. quando fu richiamato a Roma.

La stele celebra la fine dei Re Tolemaici e la sconfitta del Re degli Etiopi. Il testo è scritto in tre lingue, geroglifici Egiziani, Latino e Greco. Un caso analogo, come si sa, è costituito dalla famosa stele di Rosetta, che dette la possibilità al francese Champollion di dare il via alla lettura e interpretazione dei geroglifici rimasti per secoli segni del tutto incomprensibili. Da notare che la stele è nota da circa 150 anni, tuttavia l’iscrizione è sempre risultata di difficile lettura perchè non sufficientemente chiara. In un primo tempo si era supposto che il nome scritto nel cartiglio in un riquadro oblungo fosse quello di Gaio Cornelio Gallo.

Gli storici non ritengono che Ottaviano Augusto sia mai stato incoronato come un faraone d’Egitto. Tuttavia, la professoressa Martina Minas-Nerpel, che fa parte del team che si è occupato della traduzione del testo inciso sulla stele, ha dichiarato che l’iscrizione indica chiaramente che Ottaviano Augusto era trattato come un faraone dagli egiziani.

“Il nome di Ottaviano è scritto in un cartiglio -trattato come un qualunque altro re Egiziano”, ella ha affermato. La professoressa crede che i sacerdoti avessero insistito per questo titolo onorifico e che fosse interesse di Ottaviano accondiscendere.

“I sacerdoti dovevano avere un faraone attivo, e l’unico faraone attivo (possibile) sotto Ottaviano era lo stesso Ottaviano,” ha dichiarato la Minas-Nerpel. “I sacerdoti avevano la necessità di vederlo come un faraone, altrimenti la loro comprensione del mondo sarebbe crollata.”

Per Ottaviano, sarebbe stato una questione vitale compiacere i sacerdoti allo scopo di mantenere in ordine la provincia.

“Gli era necessario tenere una provincia tranquilla e l’elemento chiave per tenere calma una provincia erano i sacerdoti - erano essi la chiave per tutta la popolazione.”

Per la precisione, questa stele non sarebbe l’unico esempio di nomi di governanti Romani scritto in un cartiglio geroglifico. Esempi analoghi risalenti al 3° secolo d.C. sono stati ritrovati in Egitto. Ancora un altro cartiglio del 30 a. C. con il nome di Ottaviano è stato ritrovato nell’isola di Kalabsha, nell’Egitto meridionale.

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NOTA BENE
Per chi vuole approfondire, ecco dei riferimenti interessanti, tutti però in lingua inglese.

Top 10 Roman emperors in the movies
Cracking the codex
Egypt under Roman rule