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Innovazione tecnologica e ricerca archeologica

Innovazione tecnologica e ricerca archeologica hanno trovato un punto di incontro a Pompei. Ce lo spiega un servizio del Corriere del mezzogiorno su un convegno tenuto in questi giorni a Napoli. Il professor Apicella, all' ottavo forum internazionale di studi «Le vie dei mercanti» (si è aperto giovedì 3 a Napoli nel complesso della facoltà di medicina della Sun, ha esposto e commentato dei risultati straordinari ottenuti da ricerche effettuate a Pompei-scavi. In breve, i Romani avevano ricavato un tessuto dalle proprietà straordinarie, quanto a robustezza, pari a quella dei giubbotti anti proiettili di uso comune in questi ultimi anni.

Porta Marina_Pompei scavi

Dall’antica Pompei un tessuto resistente quanto un giubbotto antiproiettile

Relazione del professor Apicella dopo l’apertura del preside della facoltà di Architettura Sun, Gambardella
Un tessuto ritrovato a Pompei
Un tessuto ritrovato a Pompei

NAPOLI - Lo sapevate che il filato di ginestra ritrovato negli scavi di Pompei ha una tale resistenza da poter essere paragonato ai nuovi filati che vengono usati per i giubbotti antiproiettile? Eppure è così. Il professor Apicella, all’ ottavo forum internazionale di studi «Le vie dei mercanti» (si è aperto giovedì 3 a Napoli nel complesso della facoltà di medicina della Sun nel complesso di Santa Patrizia, accanto all’ospedale degli incurabili e prosegue il 4 e il 5 a Capri) ha presentato una relazione nella quale ha coniugato l’innovazione tecnologica con la ricerca archeologica. Il professore Apicella e la professoressa Luisa Melillo hanno trovato dei filamenti che, scavando nelle fonti, hanno scoperto che era sottilissimo e molto duttile, ma  aveva tanta resistenza da poter fronteggiare anche la carica dei cinghiali.

«Si pensava ad un errore di traduzione o di trascrizione - ha detto Apicella - poi si è scoperto che il lino di Cuma aveva queste caratteristiche e ancor di più il filato di ginestra che è più duttile, ma ugualmente resistente, dei filati usati per i giubbotti antiproiettile». Chiaramente non si è parlato solo di questo, ma anche del progetto P.O.M.P.E.I. (un acronimo che sta per Program of Optimization Management Policies for Ecoturism Innovation) nel quale a inurbazioni che innestato antico e moderno si applicano tecnologie ecocompatibili per sviluppare programmi di trasporto o di creazione di energia elettrica con pannelli fotovoltaici a «film» a emizzione e chilometri zero. 

Il forum organizzato dalla facoltà di architettura della Sun, dal centro Benecon e sponsorizzato dalla fondazione Filomena Gambardella, ormai è un punto fermo per discutere dei progressi nel settore dei beni culturali, legata all’innovazione e alle prospettive economiche. Così accanto a relazioni meramente tecniche (come quella dei professori Danila Jacazzi, Luisa Melillo, Saverio Carrillo, Riccardo Serraglio e Gino Iannace sulle basiliche paleocristiane di Cimitile) ci sono riflessioni economiche e sull’urbanistica. Il preside della facoltà di Architettura della Sun nella sua introduzione ha posto l’accento sulla necessità di puntare sul centro storico di Napoli, sulla sua riqualificazione, tema scarsamente all’attenzione dei politici e degli investimenti per permettere al grande tesoro artistico di poter diventare un volano per l’economia di tutta la città e non solo.

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COMMENTO

Riprendo dal discorso di presentazione del prof. Apicella l’espressione quanto mai pregnante ed efficace per descrivere i meravigliosi e sorprendenti risultati delle ricerche archeologiche, soprattutto in un’area talmente nota e ricca di testimonianze della civiltà Romana, qual è Pompei.

Effettivamente qui si è avuto il felice connubio fra innovazione tecnologica e ricerche archeologiche, dando atto ancora una volta ai Romani della loro insuperata capacità di giungere a risultati eccezionali nel campo della tecnica, dell’ingegneria, a parte l’arte che costituisce un capitolo tutto particolare della civiltà Romana.

Senza dubbio è un primato di grande rilevanza tecnologica realizzare un tessuto di caratteristiche tali, come quello trovato a Pompei, pari a quello realizzato con mezzi supertecnologici in questi ultimi anni, cioè quello che è sfruttato per i giubbotti antiproiettile di uso ormai comune per la protezione di poliziotti e anche civili esposti a rischi durante aggressioni o tumulti di vario tipo.

Ancora una volta i Romani ci danno la dimostrazione che la loro superiorità nel mondo antico non era una pura fiction o frutto di esagerazioni degli scrittori, ma derivava da una effettiva capacità di applicare le risorse del loro ingegno in tutti i settori della vita sociale, economica, scientifica, letteraria, artistica e quant’altro.

Diciamo questo senza trascurare tutto ciò che è stato frutto dell’ingegno e della razionalità Greca nel mondo antico, che non fu secondo a nessuno. Esempio classico ne è la concezione di DEMOCRAZIA, ormai universalmente diffusa su tutto il pianeta.