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In U.K. c'è un dibattito acceso sui limiti e gli inconvenienti delle lauree brevi. E in Italia, qual è la situazione attuale?

Qualche giorno fa sul noto quotidiano britannico THE TELEGRAPH è stato avviato un dibattito che ha preso il via dalla dichiarazione di un corrispondente dello stesso giornale, Harry Mount, che critica senza mezzi termini la proposta di un noto giornalista, Vince Cable, di pieno e entusiastico appoggio ad una proposta governativa di dare impulso alle lauree brevi. India Lenon, corrispondente dello stesso giornale, prende spunto da queste divergenze di vedute per un servizio chiarificatore della situazione reale del paese.

torre di londra


Le lauree brevi lasciano perplessi anche in U.K. come è avvenuto per l’Italia

PREMESSA

Sempre coerente con le mie idee, nonostante l’orientamente completamente negativo dello staff di Blog in merito alla citazione degli articoli in lingua originale, che “darebbero fastidio” alla linea seguita da SuperEva, come se i lettori fossero tutti degli analfabeti e forniti di istruzione molto bassa, vi riporto il testo originale di un servizio pubblicato dal TELEGRAPH.CO con la mia traduzione e un commento opportuno.

Premetto che l’interesse per questo articolo è nato spontaneamente per il semplice motivo che anche noi, in Italia, abbiamo l’identico problema che coinvolge un buon numero di studenti.

Ma eccovi il servizio originale in lingua inglese, seguito dalla traduzione, fornita gratis et amore deo, vista la mia simpatia per tutte le lingue, sia classiche, quali Latino e Greco, sia moderne, quali Inglese, Tedesco e Spagnolo.


THE TELEGRAPH.CO.UK. /NEWS
India Lenon is at Oxford University, combining her studies of Classics with all the other joys of student life.
Two-year degrees will leave students broke and undereducated

By India Lenon Politics Last updated: July 15th, 2010

Harry Mount writes today that Vince Cable’s suggestion for two-year degrees is a good one. He was, as I am now, an Oxford Classicist, but what he fails to realise is that times have changed a great deal between his period of study and my own.
When he was at Oxford, tuition was free, and all students could apply for means-tested local authority grants. These days we have to pay tuition fees and take out substantial loans – only the very poorest still receive grants of the kind available in previous decades. This means that long summer holidays are not, as Cable’s proposals seem to imply, a time for drinking, sleeping and self-satisfaction – they are a time for undertaking paid work to tackle our ever-mounting debts. Cable’s suggestion is a reaction to the economic crisis, but nothing could worsen the crisis more for students than making it impossible for them to pay for their degrees.

I have been working since the vacation began in mid-June, and will continue to do so for the majority of the rest of the holidays. Many other friends of mine are participating in eight week-long internships in the City, which have become a vital step on the path to any career there – these too would not be catered for by Cable’s absurd sweat-shop degrees.

It is also not the case that the content of ‘most’ three-year degrees could be packed into two years. Even if teaching and lecture times could feasibly be condensed, this would leave students with no time for consolidation of material or wider research. Cable’s two-year degrees would be little more than a second sixth-form, and traditional university study would be damaged beyond repair.

Tags: degrees, university, vince cable

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July 15th, 2010 16:32
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TRADUZIONE

India Lenon frequenta l’Università di Oxford, conciliando gli studi di materie classiche con tutte le altre gioie della vita di studente.

Le lauree biennali anni lasceranno gli studenti squattrinati e sotto-istruiti

Di India Lenon, 15 luglio 2010

Harry Mount (redattore di TELEGRAPH) scrive oggi che il suggerimento di Vince Cable (giornalista e pubblicista) sulle lauree di due anni è del tutto valido. Egli è stato, come lo sono io adesso, un laureato in materie classiche a Oxford, ma egli non si rende conto che i tempi sono cambiati di molto dal periodo dei suoi studi a quello mio attuale.

Quando egli era ad Oxford, l’insegnamento era gratis e tutti gli studenti potevano far richiesta di sussidi agli uffici locali. Oggigiorno, invece, si devono pagare le tasse per l’insegnamento e possono ottenere un prestito soltanto i più poveri secondo i parametri dei decenni passati. Tali sussidi, che durano una vacanza estiva, non danno la possibilità, come sembra che le proposte di Cable presuppongano, di una bevuta, di dormire o prendersi qualche soddisfazione extra, ma concedono soltanto il tempo per portare a termine un lavoro a pagamento per fronteggiare i debiti che aumentano paurosamente. Il suggerimento di Cable è una reazione alla crisi economica, ma nulla potrebbe rendere peggiore la crisi nei confronti degli studenti più che il rendere loro impossibile il pagamento dei loro studi.

Io ho iniziato a lavorare sin dall’inizio delle vacanze a metà Giugno, e continuerò così per la maggior parte delle vacanze che rimangono. Molti altri miei amici stanno partecipando a degli stage di otto giorni nella City, che sono un passo essenziale per qualunque carriera, che però non sarebbero finanziati in base ai diplomi tipo shopping del sig. Cable.

Non è neppure il caso che il contenuto della maggior parte delle lauree triennali possa essere impacchettato in due anni. Anche se i tempi per l’insegnamento e la lettura potessero essere ristretti in maniera flessibile, ciò non lascerebbe agli studenti tempo per il rafforzamento del materiale di studio o per una ricerca più ampia. I diplomi biennali di Cable sarebbero poco più che una formalità, e lo studio universitario tradizionale ne risulterebbe danneggiato al di là di una possibile riparazione.
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COMMENTO

Come si può notare le perplessità e i dubbi su un tale tipo di programmazione scolastica di tipo universitario che si vorrebbe introdurre in Gran Bretagna, sono sostanzialmente identici a quelli sorti immediatamente in Italia non appena varata la legge qualche anno fa, che introduceva le lauree triennali per molti tipi di facoltà. Grande giubilo e soddisfazione da parte di studenti e genitori che vedevano spianato e alleggerito con un colpo di bacchetta magica il percorso di studio. Tempo e denaro sembravano ridotti provvidenzialmente, con spese ridotte sensibilmente per i non residenti in centri universitari e conseguente facilità di inserimento nel mondo del lavoro.

In sostanza alla resa dei conti, una pia illusione per tutti, tranne qualche sporadico fortunato baciato, come si suol dire, dalla sorte. Infatti in genere tutti questi nuovi laureati sono stati considerati alla pari di diplomati, né più né meno. Quindi la delusione degli studenti ha spinto i migliori a provvedersi alla svelta di una laurea più accettabile dal mercato del lavoro, frequentando i corsi integrativi. E chi vi scrive in questo momento ha raccolto centinaia di amare confessioni da parte di studenti delusi da queste mini-lauree introdotte da alcuni cervelloni e consulenti del nostro ministero della pubblica istruzione, animati soltanto da servilismo e acquiescenza agli ordini del partito, senza nessuna considerazione dei danni che avrebbero provocato, ben superiori ai vantaggi promessi e garantiti.

NOTA BENE: L’articolo del TELEGRAPH è accompagnato da una serie di interessanti commenti, sono ben 27 in totale, e quasi tutti di ottimo livello. Il loro contenuto chiarisce efficacemente quali sono i dubbi e le perplessità di chi conosce i problemi della preparazione universitaria, al di là del paese o della regione di appartenenza. Quindi anche gli Italiani sono interessati ai medesimi problemi di chi risiede o studia all’estero.