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Ancora a proposito della statua camuffata voluta dal premier a palazzo Chigi

Un seguito all'intervento sulla statua truccata per espressa volontà del ns. premier Berslusconi. Le critiche di alcuni dei maggiori esperti italiani del settore i quali giudicano l'intervento operato sulla statua Antonina è un danno per la categoria dei restauratori italini apprezzati in tutto il mondo. Le critiche, si badi bene, provengono da personalità del calibro di un Paolucci, direttore dei musei vaticani e di un Forcellino, altro esperto internazionale di restauro ben noto per la sua competenza.

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Pesanti giudizi degli esperti sull’intervento operato sul gruppo marmoreo di Venere e Marte.

Opinioni a confronto. I restauratori:”I posticci non si usano più”. Il ministro Bondi: integrazioni regolari. Chi ha ragione?

Ecco cosa ne pensa il professore Antonio Paolucci, direttore dei Musei vaticani e sovrintendente ai beni culturali della santa Sede, sul discusso intervento di restauro delle due statue di epoca romana esposte a Palazzo Chigi.

“Un intervento a dir poco discutibile che ha falsificato l’originario splendore di un complesso scultoreo che meritava ben altre attenzioni”.

Domanda dell’intervistatore:
Professor Paolucci dove hanno sbagliato i restauratori della Venere e del Marte che il premier ha voluto esporre nella sede del governo?

“Interventi di questo genere, con l’aggiunta di parti mancanti come la mano della Venere e del pene di Marte, non si fanno più da secoli. Aggiungere parti nuove ad una statua antica significa falsificare l’estetica dell’opera per “camuffarla” agli occhi dei visitatori. In ogni scuola e laboratorio di restauro ormai è risaputo che gli interventi postumi, sulle statue o sugli edifici, devono essere sempre realizzati in maniera chiara e visibile”.

Domanda:
Come mai proprio in Italia si commettono errori così evidenti su una materia tanto delicata?

“Sono certo che in nessun laboratorio di restauro italiano si fanno interventi simili. Se un lavoro tanto discutibile è stato fatto a Palazzo Chigi evidentemente c’è stato un preciso intervento dall’alto, vale a dire del premier, che ha imposto ai restauratori di ricostruire le parti mancanti alle due statue. Immagino che la richiesta sia stata tanto perentoria che nessuno se l’è sentita di dire di no. Peccato”.

Ecco, invece, come si esprime l’altro esperto, Antonio Forcellino, interpellato dal cronista del giornale.

“Sono protesi oltraggiose, un danno enorme per le statue e per l’arte, un intervento che umilia i restauratori e il restauro in Italia. Nella sua trentennale carriera, Forcellino ha lavorato al restauro della collezione di scultura romana del Museo di Paestum e, precisa, ” mai mi sarei sognato di fare un intervento simile su quelle statue. E’ inconcepibile sui capolavori della scultura classica”.

Perché?

Persino Michelangelo non si riteneva all’altezza di intervenire per integrare il braccio del Laocoonte. L’aggiunta di mani e pene mortifica il lavoro di 500 anni. Sarebbe terribile e pericoloso se questo comportamento diventasse abituale, una tendenza”.

Come valuta gli interventi fatti?

“In genere si evitano anche su piccoli oggetti, come un pezzo di polpaccio, né si fanno se esiste un calco fedele dell’originale o una replica identica. Anche sulle foto, poi, si vede che la mano di Venere è goffa, mentre in assenza di un pezzo lasciare spazio per l’immaginazione reintegra l’opera”.

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