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Le strade di Roma antica in televisione

Grazie ad un contratto stipulato con Telecom Italia, denominato ALICE-TV, da qualche tempo si ha la possibilità di vedere sul televisore casalingo film, documentari, servizi di vario genere, del tutto gratuitamente e per di più con un'ottima resa quanto a definizione e nitidezza di immagini. Fra i vari documentari devo segnalarne uno di carattere storico-archeologico di ottima fattura meritevole di essere diffuso anche nelle scuole come fonte di informazione di alta classe. Il titolo è LE STRADE DI ROMA.

Via Appia Antica

LE STRADE DI ROMA, DOCUMENTARIO STORICO-ARCHEOLOGICO

Devo segnalare con grande piacere una iniziativa commerciale di Telecom Italia, quella che da qualche anno è stata immessa sul mercato col nome di ALICE-TV, consistente nell’abbinamento internet/televisione. In pratica, grazie a un decoder abbinato a un modem collegato alla linea telefonica, giungono vari programmi televisivi che l’utente ha la possibilità di scegliere a suo piacimento.

I programmi, è bene sottolinearlo, sono gratuiti, tranne alcuni film che è possibile scegliere da un elenco che viene aggiornato mensilmente, il cui costo varia da film a film, in pratica da 2 a 3 €, e può essere caricato sulla bolletta dell’utente in base a un particolare contratto. Tutti i programmi sono suddivisi in sezioni, News, Film, Documentari, Sport, Offerte Alice, Sky eccetera, ciascuna delle quali ha varie sottocategorie.

Nella sezione Documentari mi è capitato di recente di trovare questo titolo che mi ha incuriosito lasciandomi davvero sorpreso per la cura posta nella sua realizzazione. Del resto, il titolo LE STRADE ROMANE, in sè per sè non dice molto, per cui il normale utente non vi trova un interesse particolare. Invece chi, come il sottoscritto, ha un interesse per la Storia, per l’Archeologia, per la civiltà Romana in genere, non può fare a meno di dare uno sguardo attento al contenuto del documentario che, ad essere sinceri, è stato realizzato con grande professionalità e una cura dei dettagli ben lungi dai numerosi film di genere pseudo-storico che in questi ultimi anni sono stati programmati in particolare per il piccolo schermo.

In sostanza il documentario parte dall’origine stessa del nome “strada”, che deriva dal Latino “strata”, ovvero uno strato realizzato con grande cura e particolari criteri di resistenza al traffico continuo di uomini e mezzi, soprattutto se si tiene conto che fondamentalmente le strade romane furono realizzate tutte per finalità tipicamente militari. Questo la dice lunga sui requisiti che le strade dovevano avere per essere rispondenti alle necessità dell’impero, tenuto conto che l’obiettivo principale era quello di consentire lo spostamento delle legioni romane in tempi molto rapidi in modo che il controllo delle varie zone dell’impero fosse immediato quanto più possibile.

Se si pensa che lo sviluppo totale di tutta la rete stradale dell’impero raggiunse ben 80.000 chilometri, si ha immediatamente un’idea precisa della esperienza raggiunta dagli ingegneri Romani in questo campo.

La nascita e lo sviluppo di questa rete ovviamente si ebbe in Italia, avendo come punto di partenza Roma città, con la creazione della così detta Regina Viarum, cioè la Via Appia, la prima delle strade denominate impropriamente “consolari”, che si estendeva a sud fino alla città di Brindisi.

La successiva fu la via Emilia, che serviva a mettere in collegamento diretto Roma con il nord e quindi con l’Europa. Seguì la Via Flaminia, che si congiungeva con la Emilia, avendo Rimini come punto di partenza. Questa dava il vantaggio di immettersi sulla strada verso il nord con un risparmio di tempo per raggiungere la Gallia o la Germania, per esempio, in caso di necessità.

Molto interessanti i dettagli sul materiale adoperato dai Romani, i famoso “basolato” per parte finale, cioè i lastroni che ancora oggi è possibile ammirare a Pompei o in vari tratti della Appia Antica. Altri interessanti dettagli danno un’idea precisa non solo della struttura delle strade, ma anche della loro funzione che era allo stesso tempo militare, pubblica e sociale.
Per esempio ampio spazio è dedicato alle varie tombe disseminate lungo il percorso stradale, a partire dai confini della città. Si pensi alle tombe dei Metelli, un monumento funebre che onorava la memoria di una famiglia Romana molto celebre. Ma la presenza delle tombe fuori dalla cintura cittadina era da mettere in relazione ad un particolare divieto espresso già in epoca antica dalla famosa legge delle XII tavole, il più antico esempio di legge Romana. NEU URITO NEVE SEPELITO, cioè non vengano bruciati i cadaveri, né vengano seppelliti in città, è il divieto che, per la cronaca, venne ripreso a distanza di secoli dall’editto napoleonico che proibiva di seppellire i morti in città, motivato con necessità igieniche per i cittadini, ripreso dal nostro Foscolo nel suo carme I Sepolcri.

Altro importante dettaglio storico presentato dal documentario è la villa di Livia Drusilla, la terza moglie di Augusto, alla quale l’imperatore rimase fedele sino alla morte. La villa, di cui purtroppo rimangono pochi resti, fu costruita proprio ai margini della Via Appia, a non molta distanza da Roma, tenendo presente la grande personalità della donna, dotata di notevole capacità politica. Qui infatti Livia aveva frequenti contatti con eminenti politici del tempo, nonché parenti e amici influenti.

Il documentario sostanzialmente ci presenta una pagina molto importante relativa alla storia Romana con documenti e testimonianze davvero esemplari e meritevoli di apprezzamento.
Un grazie all’impegno di Telecom per la diffusione della cultura, distinguendosi in mezzo a tanta spazzatura televisiva che ci sommerge tutti i giorni.