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De humanis iuribus in Sinis

De umanis iuribus in Sinis, un servizio di EPHEMERIS su un problema attualissimo, quello dei diritti umani fondamentali, attualmente tuttora violato in Cina, un paese che, se da una parte dimostra una grande vitalità dal punto di vista economico, al punto da competere con le maggiori potenze del mondo, sembra non tener conto che vi sono dei diritti umani molto importanti che non possono essere ignorati o trascurati come in passato.

De humanis iuribus in Sinis
EPHEMERIS

Liu-Xiaobus nuper praemio Nobeliano honestatus est, quod nobis ansam praebet ut de iuribus humanis in Sinis parum meditemur; imprimis dicendum est facilius nos de hac re loqui quam agere posse; multae organizationes non gubernativae, quae in iuribus humanis incumbunt, iam in Sinenses auctoritates tela iecerunt.

Tamen historia nos docet democratiam nunquam apud Sinenses fuisse, factionemque communisticam, quae nunc rempublicam manu ferrea tenet, iam diu civibus lucrum undecumque sit acceptum sub gravissimis poenis prohibuisse; postea vero abhinc fere decennio lucrum permisit et inceptis oeconomicis favit, adeo ut in praesentiarum commercium Sinense cum reliquo orbe terrarum continuo crescit; inde libertas laborandi etiam bene se habet et Sinenes alii satis ditescunt alii minus, sed plerique materialiter progrediuntur.

Gubernatores quidem Sinenses non ignorant libertatem politicam a libertate oeconomica serius ocius postulari, diesque igitur veniet ubi motus civilis pro libertate politica sustinere non poterunt et democratiam ipsorum Sinensium opera conditam confirmatamque denique videbimus.

Non est obliviscendum aetatem Sinenses suis modis non nostris metiri, ita ut scire non possimus quando libertas politica florescet; interim Liu-Xiaobus in vinculis coniectus vir strenuus a nobis omnibus salutandus est, qui politicam libertatem poposcerit antequam oeconomici fructus  suo tempore maturescerent.

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COMMENTO

Il ritratto di un combattente per la libertà degno di essere scritto nei libri di storia di tutti i paesi civili. EPHEMERIS non si smentisce mai.

p.s. Aggiungo il recente discorso di apertura della cerimonia per l’assegnazione dei premi Nobel, pronunciato dal presidente del comitato ieri mattina. In aggiunta inserisco i commenti del governo cinese molto critici nei confronti dei paesi che hanno deprecato il suo comportamento antidemocratico nei confronti di Liu-Xiaobus.

Ecco il testo:

Possiamo dire con un certo grado che la Cina con il suo miliardo e 300 milioni di abitanti sta portando sulle sue spalle il destino dell’umanità”, ha detto il presidente del comitato norvegese per il Nobel, Thorbjern Jagland, nel testo del discorso preparato per la cerimonia davanti a un migliaio di ospiti.

“Se il Paese risulta capace di sviluppare una economia sociale di mercato con pieni diritti civili, ciò avrà un enorme impatto favorevole sul mondo. Se no, c’è il pericolo che nel Paese si verifichino crisi sociali ed economiche, con conseguenze negative per tutti noi”.

L’assenza del destinatario del premio, condannato l’anno scorso a 11 anni di carcere per sovversione, è stata resa simbolicamente dalla presenza di una poltrona vuota e di un suo grande ritratto.

E’ la prima volta da oltre 70 anni che il vincitore di un Nobel in prigione non viene rappresentato formalmente da qualcuno: accadde nel 1935, quando la Germania nazista impedì la partecipazione del pacifista Carl von Ossietzky.

Prima della cerimonia, intanto, i media cinesi hanno accusato l’Occidente di mettere la Cina sotto processo e di voler imporre i propri valori.

“Oggi ad Oslo andrà in scena una farsa: ‘Il Processo alla Cina’, ha titolato il popolare tabloid “Tempi Globali”, gestito dal Quotidiano del Popolo, organo ufficiale del Partito Comunista.

“Recentemente l’opinione pubblica occidentale non ha fatto altro che parteggiare per il comitato per il Nobel. Stanno tentando di parlare della ‘perdita della faccia e dell’imbarazzo’ cinese”, si legge sul quotidiano. “Non importa quanto sia forte l’opinione pubblica occidentale, il suo schiaffo non sarà così forte, non sarà comunque in grado di ingannare la gente”.

Da sottolineare le parole che chiudono il discorso del Quotidiano del Popolo, che presenta molte somiglianze con un giudizio espresso e ripetuto più volte nel nostro paese da un rappresentante del popolo italiano.

Meditate gente, meditate!